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Quale di questi comportamenti ritieni che sia da evitare in assoluto?
Essere fuori sincrono: quando voce, tono, ritmo, posizione e movimenti non comunicano la stessa cosa si genera confusione e si viene ritenuti poco affidabili o sinceri.
Gesticolare eccessivamente: fare ampi gesti con le mani oppure giocare per esempio con i capelli o il telefono comunica insicurezza.
Tenere un'espressione neutra: la mancanza di un feedback dato dall'espressione facciale fa pensare all'interlocutore che l'argomento non interessi.
Evitare il contatto visivo: non guardare l'altro negli occhi comunica una sensazione di debolezza e lascia pensare che si stia nascondendo qualcosa.
Sbagliare la stretta di mano: non deve essere né troppo debole né troppo forte, o genererà in entrambi i casi un'impressione errata (servilismo o aggressività).
Inviare segnali verbali e non verbali opposti: se l'espressione facciale è opposta a ciò che le parole dicono, l'interlocutore non si fiderà.
Non sorridere: il sorriso comunica sicurezza, apertura, calore ed energia, e spinge a sorridere di rimando. Ugualmente errato sorridere sempre.
Roteare gli occhi: è un segno di frustrazione, esasperazione e fastidio; comunica aggressività.
Usare il cellulare durante una conversazione: lascia pensare che l'argomento non interessi e sia certamente meno importante dell'oggetto tra le mani.
Incrociare le braccia: l'interlocutore penserà che siamo sulla difensiva. Inoltre, se le mani non sono in vista crederà che abbiamo qualcosa da nascondere.

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Passi avanti per l'energia fai-da-te

Un'equipe statunitense sta sviluppando una macchina per produrre in casa carburante di origine biologica.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-04-2006]

Biodiesel casalingo
Produrre biodiesel richiede abilità da veri hacker. Domani potrebbe essere molto più semplice.

L'aspettativa per il biodiesel è enorme, lo dimostrano la circolazione di bufale come questa e la nascita di movimenti come quello degli eco-hacker. Ma i problemi per la produzione e l'utilizzo in sicurezza dei bio-carburanti sono ancora parecchi.

Limitiamo l'utilizzo dell'olio di colza "tal quale" ai fortunati possessori di auto Mercedes degli anni '70 (sulle cui emissioni stendiamo comunque un velo pietoso). Tutti gli altri devono usare un bio-gasolio raffinato, e per ottenerlo in casa occorre un procedimento complesso, costoso e anche pericoloso.

A dare nuove speranze, l'annuncio di un micro-reattore in grado di convertire l'olio vegetale in biodiesel, attraverso un procedimento chimico-fisico. "Questo significherebbe produrre energia per rendere libere le persone" sostiene Goran Jovanovic, il professore di ingegneria chimica dell'Università dell'Oregon, che sta sviluppando il microreattore.

Il dispositivo — grande quanto una carta di credito — pompa una miscela di olio vegetale e alcool attraverso alcuni tubicini paralleli, ciascuno più sottile di un capello, ottenendo istantaneamente il biocarburante.

Il metodo convenzionale richiede lunghi tempi di miscelazione e decantazione, un utilizzo massiccio di pericolosi catalizzatori chimici, e genera una grande quantità di sottoprodotti. Chi affronta oggi la produzione casalinga deve usare estrema cautela nel maneggiare questi composti e le varie fasi richiedono la precisione del vero hacker.

Il microreattore di Jovanovic, sviluppato in collaborazione con l'Oregon Nanoscience and Microtechnologies Institute (ONMI) eliminerà queste lente fasi e forse anche la necessità di un catalizzatore.

"Quando avremo sviluppato la metodica e la macchina, nessuno più farà il biodiesel in altra maniera," continua l'entusiasta Jovanovic. Il dispositivo è piccolo, ma promette di essere economico e modulare, per adeguarsi al volume richiesto.

Sono in molti a sostenere che una produzione di energia in micro-centrali potrebbe ridurre notevolmente il problema energetico, come risulta anche dalle discussioni nel forum dell'Olimpo Informatico (vedi anche qui e qui).

L'auto-produzione di energia creerebbe degli utilizzatori più competenti e consapevoli, e sposterebbe notevolmente il potere decisionale ed economico verso il basso. In sintesi, potrebbe essere un caposaldo di un'economia aperta e condivisa, in cui gli utenti potrebbero essere protagonisti e non delle mucche da mungere.

In assenza di alternative praticabili, finora ci si è concentrati sull'energia solare, producibile con impianti fotovoltaici, il cui eccesso può essere messo in rete senza costi di trasporto. Ma una diffusione massiccia di queste macchine potrebbe spostare l'ago della bilancia energetica a favore delle biomasse.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti all'articolo (2)

bio carburante casalingo Leggi tutto
30-4-2006 15:06

{Emi}
si, ma... Leggi tutto
30-4-2006 14:49

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