Lo "studio del Politecnico" sulla guerra

Rispondono il professore e lo studente.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-03-2003]

Sono stato contattato direttamente dal professor Rodolfo Soncini-Sessa, del Politecnico di Milano (citato qui con il suo permesso), che tiene il corso da cui sarebbero state tratte le informazioni citate nell'appello "Perché si fa una guerra", già descritto nella newsletter n. 385, che mi ha chiarito la sua estraneità all'appello. Come già accennato, l'appello è invece una libera interpretazione, da parte di uno studente, di una risposta fornita dal professore al termine di una lezione.

Mi ha scritto anche lo studente autore della presentazione PowerPoint che accompagna l'appello, chiedendo di pubblicare una rettifica. Il testo integrale della rettifica e un massiccio aggiornamento dell'indagine antibufala sono disponibili qui.

I punti salienti della rettifica sono questi. "Ho appreso che la presentazione da me creata contiene parecchi errori, anche gravi, che stanno causando un danno di immagine al Politecnico di Milano, ad un suo docente ed ai soggetti che ho erroneamente menzionato nel file, a cui vanno le mie scuse" spiega lo studente, che ha richiesto l'anonimato. "Questo file non è in alcun modo uno studio del Politecnico [..] la presentazione, che avevo creato per un ristretto gruppo di amici, non voleva in alcun modo essere un atto diffamatorio nei confronti dei soggetti relativamente ai quali ho detto cose non vere."

Lo studente prosegue chiarendo alcuni degli errori più vistosi: "nessuna delle compagnie petrolifere è di proprietà statale americana [...] in particolare non lo sono la Tamoil, la Shell e la Esso, da me esplicitamente menzionate [...] in Venezuela non operano compagnie petrolifere straniere da quando, 26 anni fa, la gestione dell'estrazione del greggio è stata nazionalizzata [...] L'organizzazione umanitaria Emergency, di cui invitavo a sottoscrivere l'appello contro la guerra, non ha avuto alcun ruolo nella vicenda della creazione e della diffusione del file."

Insomma, sul fatto che i dati siano palesemente errati non ci piove. Resta il dubbio che possa essere vero il ragionamento di fondo dell'appello, ossia che la Guerra del Golfo sarebbe stata pagata da "noi", dove non è chiaro se "noi" significa "noi consumatori europei" o "noi consumatori (compresi quelli americani)".

Un sito Web, Tempi.it, ha analizzato questo appello in un documentato articolo di Rodolfo Casadei che osserva in proposito che "viene da chiedersi perché sauditi e yankees abbiano voluto liberare il Kuwait, se col petrolio a 42 dollari ci guadagnavano tanto" e che "all'impennata del prezzo del greggio nel '91 seguirono tre anni di depressione economica: se il fisco americano ci aveva guadagnato qualcosa nei 6 mesi di prezzi alle stelle, ci ha sicuramente rimesso di più negli anni seguenti per la flessione del Pil."

Difficile, dunque, sostenere anche il ragionamento proposto dall'appello. Visto però che ci sono quelli che vogliono solo sentire ciò che soddisfa i loro preconcetti, anche se è falso, per questa indagine mi sono beccato del "servo dei servi" e compagnia bella. Non preoccupatevi, non mi scaldo per gli insulti degli incapaci. Incapaci di leggere la premessa che avevo scritto nella pagina Web proprio per scoraggiare questo tipo di reazione, e che mi permetto di ripetere qui: "Questa non è un'indagine pro o contro l'intervento militare in Iraq. Intende semplicemente valutare quanto sia corretta una serie di affermazioni che circola in Rete con l'apparenza di provenire da fonti autorevoli. L'esattezza o meno di queste affermazioni non ha nulla a che vedere con le mie e vostre opinioni sugli aspetti militari descritti nell'appello. La disinformazione è un danno sempre e comunque."

Ma si vede che a certa gente la verità e la correttezza dei dati non interessano. Pronta ad accusare governi e politici di manipolare ad arte le notizie e di diffondere dati falsi, non esita però ad abbassarsi ad usare le stesse squallide tattiche, purché servano ai propri interessi. Che pena. Spero che la pace sia difesa più concretamente da gente con un briciolo di onestà intellettuale in più.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 30)

eli
Politecnico e la guerra! Leggi tutto
7-11-2003 12:00

byllyno
un arcobaleno sbiadito... Leggi tutto
29-3-2003 21:30

italo ferraro
a proposito di onestà intellettuale Leggi tutto
25-3-2003 21:45

Paolo Attivissimo
>Qualunque azione decisa d aqualunque nazione e' dettata da interessi politici ed economici. Gli interessi UMANI non sono considerati come fattore principale ma reazione agli altri interessi.Non avrei saputo dirlo meglio. Sarebbe bello che anche altri paesi, oltre agli USA, si togliessero la foglia di fico dell'intervento... Leggi tutto
22-3-2003 23:39

Ernesto
Interessi Leggi tutto
22-3-2003 07:22

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