Falsa assistenza telefonica, piaga sempre attuale

Condannato boss della truffa telefonica della finta assistenza Microsoft.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-05-2014]

ragazza telefono

Vi siete mai chiesti chi c'è dietro le telefonate sospette che arrivano a casa e dicono, solitamente in inglese, di provenire dal servizio di assistenza clienti di Windows, annunciando che c'è un virus da eliminare?

È abbastanza evidente che si tratta di una truffa, il cui scopo è convincere la vittima a farsi installare del malware oppure ad acquistare presunti antivirus. Ma chi la organizza?

Dal Regno Unito arriva la notizia della condanna di Mohammed Khalid Jamil, gestore di una società denominata Smart Support Guys, che aveva sede a Luton ma impiegava il personale di un call center in India per effettuare queste chiamate truffaldine a raffica.

Le vittime venivano convinte, grazie a un trucco informatico, a installare del software di sicurezza o del malware e a pagare per il servizio fornito.

La truffa messa in atto dall'azienda di Jamil faceva installare alle vittime l'antivirus di base di Microsoft, che è gratuito, ma chiedeva per questo software da 50 a 220 franchi (40-180 euro).

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Molti si chiedono se davvero c'è chi abbocca trappole di questo genere: secondo un sondaggio del 2011, il 22% delle persone che riceve la chiamata ci casca.

I criminali lavorano sui grandi numeri, effettuando campagne telefoniche a tappeto. Chi le riceve non si rende conto di essere solo uno dei tanti bersagliati a caso e questa selezione apparente contribuisce a rendere credibile la truffa.

Purtroppo la condanna è piuttosto lieve (multa e spese legali, pena detentiva sospesa), per cui farà poco per scoraggiare questo genere di crimine.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (5)

La stupidità e l'ignoranza dei molti sono sempre stata un'ottima fonte di lucro per i pochi sin dalla notte dei tempi... =)
4-5-2014 19:23

C'è un congruo numero di persone a cui l'accesso a internet sarebbe da concedere solo dopo aver superato un corso di formazione. Ma forse anche l'accendere uno smartphone per certe persone sarebbe da subordinare al conseguimento di una formazione specifica.
4-5-2014 19:14

Già, con una percentuale così alta potrebbe essere un'idea interessante e fruttuosa... =)
3-5-2014 10:59

SE È IL 22% vuol dire che il problema esiste ed è serio! Perchè molti con il problema Windows avranno rifiutato pensando alla truffa ma molti hanno accettato perchè avevano bisogno dell'assistenza! Per assurdo si potrebbe pensare ad una VERA assistenza da proporre. :shock: =) Ciao
3-5-2014 00:37

Il 22% di persone che ci cascano è veramente un'enormità! :shock: :shock: Comunque a un tizio del genere bisognerebbe dare un congruo numero di anni di galera senza condizionale. :twisted:
2-5-2014 16:34

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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