Alle piattaforme sarà consentito di procedere comunque ''su base volontaria''.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-11-2025]

I rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri dell'Unione Europea hanno approvato la posizione negoziale del Consiglio sul regolamento per prevenire e contrastare gli abusi sessuali sui minori online, noto come Child Sexual Abuse Regulation (CSAM) o Chat Control. Nella versione attuale il provvedimento, proposto dalla Commissione nel maggio 2022 dalla commissaria Ylva Johansson, mira dichiaratamente a contrastare la diffusione di materiale di abuso sessuale sui minori (CSAM) attraverso le piattaforme digitali, inclusi i servizi di messaggistica, senza però imporre una scansione sistematica dei contenuti privati come nelle versioni precedenti.
La bozza originaria prevedeva l'obbligo per provider come Meta, WhatsApp e Signal di implementare algoritmi per analizzare messaggi, immagini e file privati, anche protetti da crittografia end-to-end, alla ricerca di tracce di abusi. Questa misura aveva suscitato forti critiche da esperti di privacy, associazioni come l'EDPB (European Data Protection Board) e l'EDPS (European Data Protection Supervisor), che la definivano incompatibile con i diritti fondamentali alla protezione dei dati e alla vita privata sanciti dal GDPR e dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE. Organizzazioni come la Electronic Frontier Foundation e campagne come Fight Chat Control avevano raccolto oltre 500.000 firme contro, evidenziando rischi di sorveglianza di massa, vulnerabilità alla decrittazione e potenziali abusi da parte di regimi autoritari o criminali.
Per superare lo stallo - con blocchi ripetuti a giugno 2024, gennaio e ottobre 2025 - la presidenza danese del Consiglio ha rivisto profondamente il testo. L'obbligo di scansione generalizzata è stato eliminato, sostituito da un sistema di «valutazione e mitigazione dei rischi», oltre a consentire ai provider di effettuare la scansione dei messaggi su base volontaria: le piattaforme dovranno condurre analisi periodiche sui propri servizi per identificare potenziali esposizioni al CSAM, adottando misure proporzionate come filtri volontari o rilevazioni mirate su segnalazioni. Il regolamento include un richiamo esplicito alla salvaguardia della crittografia end-to-end, chiarendo che nessuna misura può comprometterne l'integrità o la funzione, in linea con la posizione del Parlamento approvata nel novembre 2023 che escludeva esplicitamente l'indebolimento della sicurezza digitale.
L'Italia e la Germania si sono astenute dal voto, mantenendo una posizione intermedia che vuole bilanciare la necessità di combattere gli abusi - con stime che indicano oltre 85 milioni di immagini CSAM rilevate annualmente in Europa - e la tutela delle libertà individuali. La delegazione italiana ha sottolineato che «la lotta agli abusi non può tradursi in strumenti di sorveglianza indiscriminata, né da parte dello Stato né da parte di soggetti privati», mentre Berlino ha ribadito preoccupazioni simili dopo aver inizialmente minacciato un voto contrario. Tra i favorevoli figurano Danimarca, Francia, Spagna, Irlanda e Svezia; gli oppositori includono Austria, Polonia, Belgio e Paesi Bassi. Questa astensione non ha impedito l'approvazione, che ha raggiunto la maggioranza qualificata richiesta (55% degli Stati, rappresentando il 65% della popolazione UE).
La strategia ProtectEU lanciata a giugno 2025 dalla Commissione punta a permettere alle forze dell'ordine di decrittare dati entro il 2030; ma il nuovo testo CSAM evita obblighi immediati, optando per valutazioni di rischio che potrebbero includere hash noti di CSAM o rilevazioni sui metadati. Le implicazioni pratiche dipendono ora dall'esito del negoziato con il Parlamento, che potrebbe protrarsi fino a tutto il 2026. Le piattaforme dovranno investire in audit interni e report annuali alla Commissione, con sanzioni fino al 6% del fatturato globale per violazioni. Per gli utenti la crittografia rimane protetta, ma gli esperti avvertono che anche le valutazioni di rischio potrebbero evolvere in obblighi più stringenti se i risultati non soddisferanno gli obiettivi.
Associazioni per i diritti digitali come NOYB e Privacy International accolgono il compromesso come un "passo indietro dalla distopia", ma monitorano per evitare future diluizioni. In un panorama dove il 97% dei minori europei usa Internet quotidianamente, secondo Eurobarometro 2025, il regolamento risponde a una minaccia reale: il CSAM rappresenterebbe il 70% del traffico del dark web, con un aumento del 30% annuo. L'approvazione del Consiglio apre ora una fase di dialogo cruciale, dove il bilanciamento tra sicurezza e diritti digitali sarà messo alla prova.
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