Ma l'abbandono è solo temporaneo.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 09-02-2026]

SpaceX ha ridefinito i propri obiettivi strategici, spostando la propria attenzione dal lontano Marte alla più vicina Luna. Elon Musk ha confermato che la priorità operativa della compagnia aerospaziale è ora la realizzazione di una città autosufficiente sulla Luna, un progetto considerato capace di espandersi in maniera modulare e autonoma. In questo modo si sposta l'orizzonte temporale per l'insediamento di una colonia permanente sul satellite naturale della Terra a meno di dieci anni, sfruttando le finestre di lancio estremamente frequenti garantite dalla meccanica orbitale lunare.
Dal punto di vista della logistica spaziale, la Luna offre un vantaggio operativo strutturale rispetto a Marte: la possibilità di lanciare missioni ogni dieci giorni, contro l'intervallo di 26 mesi imposto dall'allineamento dei pianeti per le rotte verso il Pianeta Rosso. Questa cadenza permette un'iterazione tecnologica accelerata, fondamentale per testare i sistemi di supporto vitale e le infrastrutture di allunaggio in condizioni reali. Il programma si inserisce peraltro in un contesto di crescente competizione internazionale, con la Cina impegnata in una corsa analoga per riportare equipaggi umani sulla superficie lunare entro la fine del decennio.
Il vettore Starship rimane il perno tecnologico di questa ambizione, essendo progettato come sistema di trasporto completamente riutilizzabile in grado di trasferire tonnellate di carico utile in orbita lunare. SpaceX ha già integrato nel piano di sviluppo l'acquisizione di xAI, mossa finalizzata a potenziare l'intelligenza artificiale necessaria per la gestione dei data center spaziali. Secondo le proiezioni aziendali, queste strutture offrirebbero un'efficienza energetica superiore rispetto a quelle terrestri, sfruttando l'ambiente lunare per il raffreddamento e la generazione di energia solare continua in specifici siti ai poli.
La missione Artemis di NASA, per la quale SpaceX è il principale contraente con un accordo da 4 miliardi di dollari per lo Human Landing System (HLS), beneficia direttamente di questo cambio di rotta. Sebbene l'allunaggio senza equipaggio sia attualmente previsto per marzo 2027, lo sviluppo dei sottosistemi di controllo ambientale e supporto vitale è già in fase avanzata. SpaceX ha completato numerosi traguardi contrattuali relativi ai moduli abitativi full-scale, necessari per garantire la permanenza di lunghi periodi in ambienti ad alta radiazione e bassa gravità.
Economicamente, la manovra si accompagna a una ristrutturazione finanziaria di ampio respiro, con una potenziale offerta pubblica iniziale (IPO) stimata in 50 miliardi di dollari entro la fine del 2026. Questi capitali sarebbero destinati a finanziare la produzione di massa dei vettori Starship e l'infrastruttura di terra necessaria per sostenere una frequenza di lancio senza precedenti. La strategia prevede che i ricavi generati dal sistema Starlink continuino a fungere da motore finanziario per la ricerca e lo sviluppo dei sistemi di colonizzazione extraterrestre.
Il concetto di «città che cresce da sola» immaginato per la prima base lunare implica l'utilizzo massiccio di risorse in situ, come l'estrazione di ghiaccio d'acqua dai crateri polari per la produzione di ossigeno e propellente. L'integrazione di robotica avanzata e dei sistemi Optimus di Tesla, suggerisce un cantiere spaziale dove la manodopera robotica precede l'arrivo degli insediamenti umani su vasta scala. L'obiettivo di Marte non viene comunque rimosso dai piani a lungo termine, ma la sua fattibilità è stata ricalibrata su un arco temporale di oltre vent'anni. Musk ha precisato che la Luna rappresenta il test più rapido e sicuro per validare la capacità dell'umanità di diventare una specie multi-planetaria. Il satellite viene quindi inteso non più solo come una destinazione scientifica, ma come un centro industriale e logistico, un nodo fondamentale per il futuro rifornimento di missioni dirette verso lo spazio profondo.
In questo quadro, la competizione per il dominio dell'economia cislunare si intreccia con le esigenze della politica spaziale statunitense, che ha mostrato una rinnovata enfasi sul ritorno degli americani sulla Luna entro il 2028. L'allineamento tra gli obiettivi di SpaceX e i programmi federali garantisce una stabilità nei finanziamenti e nelle collaborazioni tecniche necessarie per superare le sfide poste dalla regolite lunare e dalle temperature estreme delle notti sul satellite. L'integrazione verticale delle aziende di Musk punta a permettere un travaso tecnologico diretto: l'intelligenza artificiale di xAI per la navigazione e la gestione delle basi, l'energia solare e la robotica di Tesla per la costruzione, e la capacità di lancio di SpaceX per il trasporto. Questa sinergia è volta a creare un ecosistema autosufficiente che possa operare indipendentemente dai rifornimenti costanti dalla Terra, requisito minimo per definire l'insediamento come una vera e propria città.
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