[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-05-2026]

Le comunità che vivono vicino al Lago Tahoe, in Califonia, dovranno trovare un nuovo fornitore di energia entro maggio 2027: il loro attuale fornitore, NV Energy, ha comunicato che interromperà la fornitura elettrica alla regione per destinare capacità alla crescente domanda dei datacenter del vicino Nevada. La decisione coinvolge circa 49.000 residenti californiani serviti da Liberty Utilities, che dipende per il 75% dell'energia proprio da NV Energy.
Liberty Utilities, con sede in California, acquista da anni la maggior parte della propria energia dalla utility del Nevada attraverso accordi temporanei. NV Energy ha però notificato che tali contratti non verranno più rinnovati: la motivazione principale indicata è la necessità di liberare capacità per sostenere l'espansione dei datacenter nel Nevada settentrionale, un settore che secondo i piani energetici della stessa NV Energy potrebbe generare fino a 5.900 MW di nuova domanda entro il 2033. La crescita dei data center ha già portato NV Energy a stipulare nuovi accordi con grandi aziende tecnologiche. Amazon, ad esempio, ha concordato il supporto allo sviluppo di 700 MW di energia «a basse emissioni» destinata alle operazioni dei data center di Reno, inclusi 100 MW di energia geotermica.
NV Energy ha però anche fatto sapere che data center non sono l'unica causa della decisione. Secondo quanto riporta Fortune, la società ha affermato che l'uscita dall'accordo con Liberty rientra in una transizione pianificata da anni. Dopo aver venduto le proprie attività californiane a Liberty nel 2009, NV Energy aveva mantenuto la fornitura al Lago Tahoe tramite una serie di estensioni temporanee, con l'intesa che Liberty avrebbe trovato un nuovo fornitore stabile. La situazione è resa più complessa dal fatto che la rete elettrica che serve i residenti californiani della zona è fisicamente situata in Nevada e dipende interamente dalle infrastrutture di trasmissione di NV Energy. Le tariffe sono approvate dai regolatori californiani, ma la rete è sotto giurisdizione del Nevada, creando un sistema frammentato in cui nessun ente regolatorio controlla l'intera filiera.
Un possibile sollievo potrebbe arrivare dal progetto Greenlink West, una nuova linea di trasmissione da 4,2 miliardi di dollari che NV Energy sta costruendo per ampliare la capacità di trasporto dell'energia. Il progetto dovrebbe entrare in funzione proprio nel maggio 2027, una tempistica che lascia però margini molto ridotti per garantire continuità di servizio a Lake Tahoe.
La crisi energetica della regione è un caso isolato, ma riflette un fenomeno più ampio negli Stati Uniti: molte comunità stanno affrontando tensioni tra sviluppo dei datacenter, disponibilità di energia e accettazione pubblica. Un sondaggio Gallup del marzo scorso rivela che sette americani su dieci si oppongono alla costruzione di data center nelle proprie comunità, segnalando un crescente malcontento verso l'impatto locale di queste infrastrutture. Il settore tecnologico è consapevole della crescente impopolarità dei data center e delle difficoltà legate alla loro espansione. Ciò ha portato alla proposta di soluzioni non convenzionali, come "mini datacenter" ospitati nelle abitazioni private, progetti di datacenter orbitanti e strutture galleggianti in mare aperto. Queste idee, pur sperimentali, riflettono la pressione crescente per trovare nuove modalità di espansione senza aggravare le tensioni con le comunità locali.
Per la gente del Lago Tahoe la priorità immediata rimane trovare un nuovo fornitore di energia in grado di soddisfare i requisiti normativi californiani e garantire continuità di servizio. Liberty Utilities sta preparando una gara per individuare operatori interessati, ma la complessità infrastrutturale e la tempistica ristretta rendono la transizione particolarmente delicata.
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