L‘Enciclica papale sull’IA spacca il mondo dell'hitech, dividendolo in buoni e cattivi.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-05-2026]

Un mese fa Peter Thiel è venuto a Roma a rappresentare il volto delle nuove net companies specializzate in intelligenza artificiale, sostenitrici di Trump e della sua politica di deregolamentazione della ricerca ma posta al servizio dell'apparato militare e della competizione con la Cina. Thiel teorizza un'umanità nuova che grazie all'intelligenza artificiale risolva i suoi principali problemi e superi la democrazia con le sue forme obsolete. In questo non è molto lontano da Roberto Casaleggio, il defunto co-fondatore - con Beppe Grillo - del Movimento 5 Stelle, che teorizzava il superamento di ideologie e religioni in nome di un'unica Rete.
Papa Leone XIV, laureato in matematica e proveniente dagli Usa, monaco agostiniano e quindi sostenitore del primato della coscienza sul potere economico e politico, sostiene il contrario. I rischi dell'IA non stanno negli algoritmi ma in una «cultura della potenza» che asserva l'uso dei dati alla manipolazione a fini militari, politici ed economici. Per questo ha voluto, alla presentazione dell'enciclica Magnifica Humanitas, il giovane co-fondatore di Anthropic Christopher Olah. Anthopic oggi subisce l'ostracismo di Trump perché non vuole collaborare ai piani di applicazione militare dell'IAI finanziati e commissionati dal Pentagono, una scelta che il laico Federico Rampini nel suo recente saggio Pane e Cannoni condanna, perché sarebbe una chiusura egoistica ai problemi della società americana che deve investire in difesa.
Papa Leone non la pensa come Rampini: il riarmo in atto nel mondo è un male, la guerra è un male e l'IA rischia di incentivarla spersonalizzando le decisioni strategiche e militari, automatizzando droni e robot soldato e assumendo le stesse decisioni dei vertici. Leone invita gli imprenditori e gli informatici a dialogare fortemente con il mondo etico e religioso e con la Chiesa per un modello etico, pacifico e sociale dell'IA che tenga conto degli interessi di tutti e non sia solo al servizio dei pochi che stanno sempre più concentrando potere e ricchezza.
Il Papa rivaluta anche il ruolo dello Stato come regolatore, capace di imporre alle big tech regole e vincoli ecologici, fiscali, e di responsabilità verso i giovani e i bambini, in opposizione alla politica trumpiana della deregolamentazione in America e da imporre anche all'Europa.
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