[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-08-2026]

Un'analisi indipendente basata sull'analisi di oltre 1,66 milioni di "anni‑disco" ha rilevato differenze significative nei tassi di guasto dei dischi rigidi utilizzati nei centri dati di Backblaze: i modelli HGST e Western Digital mostrano una maggiore affidabilità rispetto a quelli Seagate e Toshiba quando confrontati in condizioni equivalenti. La ricerca è stata condotta da Christoph Siemroth (University of Essex) e Yeomyung Park (Sungkyunkwan University). Gli autori hanno analizzato 443.156 dischi installati tra il 2013 e il secondo trimestre del 2025, ricostruendo l'evoluzione della flotta e normalizzando i dati per eliminare le distorsioni legate ai diversi periodi di utilizzo.
Secondo lo studio, i dischi HGST presentano un tasso di guasto pari al 41% di quello dei modelli Seagate quando confrontati a parità di condizioni operative. I Western Digital si attestano al 52%, mentre i Toshiba raggiungono il 107% del tasso di guasto di Seagate. HGST risulta quindi il marchio più affidabile nel campione, nonostante non sia più commercializzato come linea autonoma dopo l'acquisizione da parte di Western Digital nel 2012. Gli autori hanno però evidenziato che i report periodici di Backblaze, basati sui dischi attivi in un dato trimestre, possono generare confronti non omogenei. La composizione della flotta è infatti cambiata nel tempo: nel 2014 le nuove installazioni erano prevalentemente HGST, dal 2015 al 2020 Seagate è stato il fornitore principale, nel 2023 ha prevalso Toshiba e nel 2024 Western Digital. Ciò comporta che i tassi di guasto osservati possano riflettere differenze di età più che di qualità intrinseca.
Per ridurre ulteriori distorsioni, lo studio ha escluso i dischi rimossi dal servizio prima di guastarsi. Circa 146.943 unità, pari al 31% del campione, sono state sostituite senza un guasto registrato, probabilmente per aggiornamenti verso capacità maggiori.
Toshiba mostra la variazione più marcata nel comportamento dei guasti con l'avanzare dell'età. Dopo 60 mesi di servizio, il suo tasso mensile aumenta di oltre quattro volte. Tra 50 e 100 mesi, i modelli Toshiba registrano da cinque a sei guasti ogni 1.000 unità al mese, mentre HGST, WD e Seagate rimangono generalmente al di sotto di 2,5 guasti ogni 1.000 unità nello stesso intervallo. Seagate presenta il tasso di guasto più elevato tra i dischi più recenti, ma la sua crescita nel tempo è meno accentuata rispetto a quella di Toshiba. Backblaze ha già osservato in passato che molti guasti avvengono nei primi tre anni di utilizzo, un fenomeno che lo studio conferma nel modello statistico adottato.
La temperatura operativa emerge come fattore rilevante. Ogni aumento di 1 °C nella temperatura media del disco incrementa il tasso di guasto del 2,1%. Un aumento di 10 °C comporta quindi un incremento complessivo di circa il 23% quando si considerano gli effetti composti. Questo dato è coerente con le analisi tecniche pubbliche di Backblaze, che da anni monitora l'impatto termico sulle unità. La capacità del disco influisce in senso opposto: ogni terabyte aggiuntivo è associato a una riduzione del 3,4% del tasso di guasto. Gli autori ipotizzano che ciò possa dipendere dall'adozione di tecnologie più recenti, come involucri riempiti di elio e miglioramenti nella produzione delle testine, caratteristiche più comuni nei modelli ad alta capacità.
Lo studio sottolinea che i risultati non sono direttamente applicabili ai dischi utilizzati nei computer domestici. Le unità analizzate operano in condizioni da centro dati, con carichi di lavoro non uniformi tra i produttori e con una percentuale minima di dischi che supera i dieci anni di servizio: solo lo 0,52% del campione ha raggiunto tale soglia. Nella classifica finale corretta per età, capacità e temperatura, Western Digital e HGST risultano vicini, un dato che potrebbe riflettere la condivisione tecnologica successiva all'acquisizione. Backblaze, nel suo report annuale più recente, ha indicato un tasso di guasto annualizzato complessivo pari all'1,36% nel 2025, un valore che si colloca nell'intervallo osservato dallo studio per i modelli più affidabili.
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