Un attacco informatico ha sabotato gli apparecchi smart, costringendo a gettare enormi quantità di alimenti.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-10-2026]

Un attacco informatico ha compromesso i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati francesi (ma a quanto pare si segnalano casi anche in Belgio e Paesi Bassi), provocando lo sbrinamento forzato di frigoriferi e congelatori utilizzati per conservare alimenti freschi e surgelati. L'incidente, definito «senza precedenti» dai soggetti coinvolti, mostra come un'intrusione digitale possa avere conseguenze immediate nel mondo reale, arrivando a compromettere la conservazione degli alimenti e l'operatività della grande distribuzione. L'attacco è emerso nel fine settimana e ha coinvolto diverse importanti catene della distribuzione francese. Secondo le informazioni confermate dagli interessati, sono stati colpiti oltre 300 supermercati Intermarché e oltre 100 punti vendita Coopérative U, oltre a decine di supermercati appartenenti ad altre insegne.
Tra le aziende coinvolte figurano anche E. Leclerc e Carrefour. Quest'ultima ha dichiarato che circa 80 propri supermercati sono stati interessati dall'incidente, pur precisando che la grande maggioranza della sua rete non ha subito conseguenze. Altre catene sarebbero state colpite secondo fonti del settore, anche se non tutte hanno confermato ufficialmente la propria esposizione all'attacco. A rendere la vicenda particolarmente insolita è la natura dell'obiettivo. Gli aggressori non sembrano aver preso di mira direttamente i sistemi informatici dei supermercati, ma l'infrastruttura utilizzata per controllare da remoto gli impianti di refrigerazione. E. Leclerc ha confermato che il problema è stato causato da un attacco che ha coinvolto un fornitore dei sistemi frigoriferi utilizzati nei negozi.
Le ricostruzioni disponibili indicano che gli hacker sarebbero riusciti ad attivare da remoto la funzione di sbrinamento automatico presente nei controllori frigoriferi. Questa operazione ha provocato un aumento delle temperature all'interno delle apparecchiature refrigerate, compromettendo la corretta conservazione di alimenti freschi e surgelati. Secondo fonti vicine all'indagine, il bersaglio principale sarebbe costituito da sistemi di controllo della refrigerazione prodotti dall'azienda danese Danfoss. Le informazioni diffuse finora citano in particolare le piattaforme AK-SM800 e AK-SC355, ampiamente utilizzate nel settore della refrigerazione commerciale.
Danfoss ha precisato che gran parte delle apparecchiature coinvolte appartiene a prodotti considerati legacy, ovvero dispositivi più vecchi che non ricevono più aggiornamenti software o correzioni di sicurezza: nello specifico, una delle versioni interessate utilizzava firmware ormai datati. Ha inoltre ricordato di aver raccomandato da tempo la sostituzione o l'aggiornamento di questi sistemi.
Le conseguenze operative sono state immediate. I supermercati coinvolti hanno dovuto verificare i livelli di temperatura all'interno di celle e banchi refrigerati e, nei casi più gravi, procedere alla rimozione delle merci potenzialmente compromesse. Intermarché ha dichiarato che i negozi interessati hanno dovuto eliminare tutti i prodotti freschi e congelati colpiti dall'alterazione delle temperature di conservazione. L'impatto economico non è stato quantificato pubblicamente, ma le aziende hanno parlato di perdite legate allo spreco alimentare e alla distruzione delle scorte. Si tratta di un elemento particolarmente delicato per il settore, poiché la catena del freddo rappresenta uno dei requisiti fondamentali per garantire sicurezza alimentare e conformità alle normative sanitarie.
L'episodio ha attirato l'attenzione anche delle autorità francesi. La Procura di Parigi ha confermato l'apertura di un'indagine relativa a quello che viene descritto come un cyberattacco su larga scala contro i sistemi frigoriferi di diverse grandi catene della distribuzione alimentare. Gli inquirenti stanno raccogliendo elementi per identificare le vittime, ricostruire la dinamica dell'attacco e valutare l'entità dei danni provocati. Le autorità stanno inoltre verificando possibili collegamenti tra l'attacco e alcuni principi d'incendio segnalati durante l'incidente. Al momento non sono stati resi noti dettagli definitivi sulle cause di questi eventi né sul loro eventuale collegamento diretto con la compromissione dei sistemi industriali.
Particolarmente significativa è la reazione del presidente di Coopérative U, Dominique Schelcher, a cui si deve la definizione di «senza precedenti» assegnata all'episodio. In un messaggio pubblicato online ha scritto: «Prendere di mira apparecchiature essenziali per la conservazione dei prodotti freschi e per l'approvvigionamento alimentare dei cittadini francesi è estremamente grave ed è senza precedenti. È inaccettabile».
Il caso è l'ennesima conferma evidenzia come la crescente digitalizzazione delle infrastrutture commerciali (ma anche degli apparecchi domestici) stia modificando anche la natura delle minacce informatiche. I sistemi di refrigerazione moderni sono spesso collegati a piattaforme di gestione remota che consentono monitoraggio, manutenzione e controllo centralizzato, ma che allo stesso tempo possono diventare un punto di accesso per aggressori interessati a colpire apparecchiature fisiche anziché dati e documenti. L'incidente francese rappresenta così uno degli esempi più concreti di attacco contro tecnologie operative con effetti immediati sulla vita quotidiana. In questo caso gli hacker non hanno bloccato computer, cifrato archivi o sottratto informazioni sensibili: hanno alterato il funzionamento di impianti essenziali per la conservazione degli alimenti, trasformando un problema informatico in un'emergenza logistica e commerciale.
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