Serio bug in Android, la correzione ancora non c'è

Tra i fix di novembre manca quello che risolve la falla Dirty Cow, che permette di ottenere i privilegi di root.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-11-2016]

dirty cow linux kernel android fix google

Qualche settimana fa emerse la notizia secondo la quale nel kernel Linux è presente, da ben nove anni, un bug molto serio, che è stato soprannominato Dirty Cow.

La sua pericolosità sta nel fatto che sfruttarlo non è troppo complicato, e chi lo fa riesce a ottenere i privilegi di root sul bersaglio, sia esso un PC desktop, un server, o anche un terminale Android.

Le varie distribuzioni Linux sono subito corse ai ripari integrando la correzione, e si pensava che ben presto anche Google avrebbe fatto lo stesso per Android.

Invece, il pacchetto mensile di correzioni non contiene alcun fix per Dirty Cow.

«È un bel problema» - ha commentato Daniel Micay, sviluppatore del sistema operativo per smartphone CopperheadOS, basato su Android - «perché è una falla che si può sfruttare molto facilmente. A differenza di un bug legato a una corruzione della memoria, non ci sono sistemi che permettano davvero di ridurre il rischio».

Ciò significa, in buona sostanza, che tutti i dispositivi con Android sono vulnerabili al vecchio e pericoloso bug, e che non è dato sapere quando una correzione verrà distribuita, anche se ovviamente a questo punto le speranze si concentrano sul rilascio di fix previsto per dicembre.

Google, dal canto proprio, si difende spiegando che è colpa delle tempistica di rilascio se la correzione per Dirty Cow ancora non c'è.

Le patch per Android vengono infatti messe a disposizione di tutti un mese dopo che sono state rese disponibili per i produttori: in altre parole, quelle appena rilasciate sono state realizzate un mese fa, quando di Dirty Cow ancora non si sapeva nulla.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA