Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
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Donazioni di sangue per una ragazza a Novara
L'appello ha iniziato a circolare a metà ottobre, non è datato, e purtroppo contiene contiene numerose inesattezze che lo rendono ingannevole se non addirittura dannoso.
Un router Wi-Fi per condividere la connessione 3G
Edimax lancia un piccolo router wireless per condividere la connessione a Internet in mobilità.
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Disinnescare la bomba NegroponteConsigli ai signori dell'informatica per rendere innocuo il PC da cento dollari. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-11-2005] ![]() L'aggeggino del MIT Media Lab comincia a fare davvero paura. Care multinazionali dell'IT, cari giganti del software e dell'hardware, questo articolo è rivolto a voi. Siete preoccupati per la comparsa del portatile a manovella del MIT Media Lab? Ritenete quell'apparecchio una minaccia per la vostra egemonia nel mercato dell'hi-tech, la potenziale fine del drenaggio di risorse economiche a danno degli utenti? Siete convinti che, se il popolo bue apre gli occhi su che cosa è veramente necessario per l'utente standard (scrivere, comunicare, gestire un ufficio, usare l'Internet) potreste essere cancellate dal mercato? Paura, eh? Avete ragione. Ma non tutto è perduto: siete ancora in tempo per prendere provvedimenti. Basta fare un po' di disinformazione, creare un po' di fumo e, voilà: il gioco è fatto. Su, dai, non è difficile, avete mostrato di saperlo fare in altre occasioni. Provate a seguire queste semplici regolette. Primo: banalizzate. Riducete tutto a un'operazione mediatica. Dite che nel terzo mondo i computer non servono, i bambini non lo usano. Il fatto che Negroponte abbia lavorato in Cambogia con bimbi e portatili, non vi deve scoraggiare: la gente mica lo sa. Se proprio vi trovate in difficoltà, pronunciate la parola magica: vaporware. Bollate i vostri avversari come portatori di fuffa, fanfaroni e smargiassi, anche se si tratta dei più famosi e pagati esperti del mondo. Secondo: rilanciate. I paesi poveri non hanno denaro, per pagare 100 dollari. Voi potete offrire la stessa cosa gratis: regalate PC a basso costo, direttamente collegati in Internet attraverso il vostro sito di e-commerce. Ah, mi raccomando: non date queste macchine ai bambini poveri, sennò col cavolo che rientrate dell'investimento. Ai media basterà comunque che questa iniziativa esista, e che sia più economica di quella di Negroponte. Terzo: fate svolgere qualche indagine a qualche analista indipendente. Qualcuno che getta un po' di fango a pagamento lo trovate sempre. Poi ultimamente ci sono i saldi: tre indagini con risultati shock, al prezzo di due. Quarto: inveite sull'avversario. Il Media Lab avrà qualche punto debole, no? Dite per esempio che è americano, così fate leva su nervi ancora in tensione per la guerra in Iraq. Come dite? Siete americani anche voi? Ecchissenefrega! Quinto: portate un po' di sfiga, cribbio. Pronosticate difficoltà tecniche insormontabili, siate duramente scettici sulla possibilità di realizzare una rete efficiente (anche se questa non è tra gli obiettivi primari del progetto). Parlare degli sciacalli che ruberanno gran parte dei PC è di sicuro effetto: non lesinate toni da tragedia, anche se vi sembrerà di essere voi, gli sciacalli. Sesto, ridicolizzate. Fate ironia sulla manovella, come se questa non servisse in situazioni di emergenza: no, voi fingete che sia l'unica fonte di energia conosciuta. E descrivete i poveri africanini col braccio ipertrofico a causa dell'eccesso di manovella. Non fate i taccagni: tirate fuori un bel po' di quattrini, dovrà essere un'impresa mediatica senza precedenti. Coprite le riviste e i siti web con pubblicità e redazionali d'autore. Questa volta ne va della vostra esistenza: se l'idea prende piede nel terzo mondo, a qualcuno verrà in mente di portarne un po' qui da noi. E allora, addio pacchia.
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