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1. Violazione di password deboli: l'80% dei cyberattacchi si basa sulla scelta, da parte dei bersagli, di password deboli, non conformi alle indicazioni per scegliere una password robusta.
2. Attacchi di malware: un link accattivante, una chiave USB infetta, un'applicazione (anche per smartphone) che non è ciò che sembra: sono tutti sistemi che possono installare malware nei PC.
3. Email di phishing: sembrano messaggi provenienti da fonti ufficiali o personali ma i link contenuti portano a siti infetti.
4. Il social engineering è causa del 29% delle violazioni di sicurezza, con perdite per ogni attacco che vanno dai 25.000 ai 100.000 dollari e la sottrazione di dati.
5. Ransomware: quei programmi che "tengono in ostaggio" i dati dell'utente o un sito web finché questi non paga una somma per sbloccarli.

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Condannata per file sharing: multa di 2 milioni

Una ragazza madre è stata giudicata colpevole di aver condiviso con Kazaa 24 brani: dovrà pagare 80.000 dollari per ciascuno.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-07-2009]

riaa

"E' un verdetto scioccante e mostruosamente eccessivo" lamentano gli avvocati di Jammie Thomas-Rasset, che difendono la ragazza dalle pretese di varie major tra cui Sony BGM Music, Interscope Records, Warner Bros e Capital Records, tutte rappresentate in giudizio dalla potentissima RIAA, l'associazione dei discografici americani.

"E' come se l'imputata si fosse piazzata all'angolo di una strada per regalare ai passanti 150 Cd" affermano invece i legali dell'associazione, caricando il conto per il danno economico subito dai loro rappresentati; dimenticando per altro che nessuno è mai riuscito a dimostrare un benché minimo collegamento tra la pirateria e il calo della vendite dei supporti "regolari".

Era già stata condannata in primo grado al pagamento di 220 mila dollari d'ammenda, con giudizio di un paio d'anni addietro e poi annullato. La malcapitata si è vista infliggere una pena pecuniaria di 80 mila dollari per ogni brano, nonostante che in casi consimili la cifra dovrebbe oscillare - a seconda della gravità dell'infrazione - tra i 750 e i 18.000 dollari.

Nel merito, la RIAA commenta favorevolmente la sentenza, ricordando che la donna non aveva mai voluto addivenire a una "transazione amichevole" e che comunque risultavano scaricate oltre 1700 opere protette, condivise con circa due milioni di persone attraverso il programma di file sharing Kazaa.

Al di là della sentenza, che si è voluta eclatante, altrettanto irrisolto si presenta il problema di capire come e perché si permetta ai privati di tracciare la connessioni in tecnologia peer to peer, con buona pace dei diritti costituzionali sulla riservatezza dei dati personali soltanto per favorire gli interessi economici dei soliti pochi e noti privilegiati.

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Commenti all'articolo (ultimi 10 di 26)


fulmine
Scusa ma qui non possiamo cambiare le opinioni altrui e ne tantomeno rispondere con un mitra a chi lancia carte, nessuno ti ha parlato del regolamento del forum[/url]? Mi sa di si [url=http://forum.zeusnews.com/viewtopic.php?p=478502#478502]qualcuno mi ha preceduto, giustamente. :D Leggi tutto
17-3-2010 21:39

dragoz
L'avresti alzata di 100 volte....ma che bravo.... E perchè non la sedia elettrica o il taglio della testa ? Ma chi sei ?? Sei ridicolo.... Leggi tutto
17-3-2010 13:40

paul1968
ah....davvero? allora lo facciamo anche noi. io personalmente da quando ho sentito della prima causa di questo tipo ho smesso completamente sia di comprare che di affittare...musica,film e programmi. e da alcuni anni ormai,al cinema non ci vado piu' e della sony in particolare,non ho piu' comprato nulla da quasi 8 anni. .....da me... Leggi tutto
22-7-2009 22:40


fulmine
Anche chi ha un negozio di cd non è che ci guadagna quanto le case discografiche, io ho pagato la siae quando mi sono sposato se no il duo che cantava non poteva eseguire le canzoni e in più hanno voluto la lista dei brani da eseguire, ho pagato il duo da una parte e la siae dall'altra, un altro pò volevano farmi fare i biglietti perchè... Leggi tutto
21-7-2009 21:12

{paolo}
mi trovo pienamente d'accordo con Bak Leggi tutto
21-7-2009 20:22


Brio
volevo solo modificare ma mi ha rimandato il messaggio, scusate. Leggi tutto
21-7-2009 18:16


Brio
Ormai solo i musicisti più pigri non vedono la presenza di molte altre forme di diffusione e promozione dei loro lavori che rispettano anche, come in questo caso, chi ascolta musica e altre opere, oltre a chi le produce. Se io il musicista venissi a sapere che per riscuotere i diritti della mia musica sono state rovinate famiglie e... Leggi tutto
21-7-2009 18:15

BaK
Sì, è un dato di fatto, del resto prende anche il pizzo su tutti i supporti elettronici che si vendono... La scelta ce la da Internet stesso: E' un palco enorme... Prendi un computer da 300 euro, installa un Ubuntu Studio (gratis) e registra le tue tracce audio - Apri un sito Internet e pubblicizalo (gratis, eccetto la connessione) -... Leggi tutto
21-7-2009 15:17


fulmine
Gli artisti non hanno scelta, o accettano le condizioni o son tagliati fuori ma dalle case discografiche stesse. Mi viene da paragonare alle estorsioni della mafia sui poveri commercianti, o si accetta e sei protetto da lora oppure non si accetta e sei attaccato da loro. Dov'è la libertà di scegliere? Non mi sono allontanato molto da... Leggi tutto
21-7-2009 14:36

{ken}
Paolo non e' che hai un negozio di dischi? Perche' ognuno e' libero di avere la sua opinione, ci mancherebbe, ma sentirti dire che il formato mp3 e' una schifezza perche' non e' un formato libero, e al contempo sentirti difendere a spada tratta il mercato della distribuzione discografica, che e' una delle piu' volgari e anacronistiche... Leggi tutto
21-7-2009 14:30

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