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Quali sono i rischi maggiori del cloud computing?
Distributed Denial of Service (DDoS): cresce l’impatto dei tempi di indisponibilità di un sito web, che possono costare perdite di milioni di euro in termini di introiti, produttività e immagine aziendale.
Frode: perpetrata da malintenzionati con l’obiettivo di trafugare i dati di un sito e creare storefront illegittimi, o da truffatori che intendono impadronirsi di numeri di carte di credito, la frode tende a colpire - prima o poi - tutte le aziende.
Violazione dei dati: le aziende tendono a consolidare i dati nelle applicazioni web (dati delle carte di credito ma anche di intellectual property, ad esempio); gli attacchi informatici bersagliano i siti e le infrastrutture che le supportano.
Malware del desktop: un malintenzionato riesce ad accedere a un desktop aziendale, approfittandone per attaccare i fornitori o le risorse interne o per visualizzare dati protetti. Come il trojan Zeus, che prende il controllo del browser dell'utente.
Tecnologie dirompenti: pur non essendo minacce nel senso stretto del termine, tecnologie come le applicazioni mobile e il trend del BYOD (bring-your-own-device) stanno cambiando le regole a cui le aziende si sono attenute sino a oggi.

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Tutti gli Arretrati

Condannata per file sharing: multa di 2 milioni

Una ragazza madre è stata giudicata colpevole di aver condiviso con Kazaa 24 brani: dovrà pagare 80.000 dollari per ciascuno.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-07-2009]

riaa

"E' un verdetto scioccante e mostruosamente eccessivo" lamentano gli avvocati di Jammie Thomas-Rasset, che difendono la ragazza dalle pretese di varie major tra cui Sony BGM Music, Interscope Records, Warner Bros e Capital Records, tutte rappresentate in giudizio dalla potentissima RIAA, l'associazione dei discografici americani.

"E' come se l'imputata si fosse piazzata all'angolo di una strada per regalare ai passanti 150 Cd" affermano invece i legali dell'associazione, caricando il conto per il danno economico subito dai loro rappresentati; dimenticando per altro che nessuno è mai riuscito a dimostrare un benché minimo collegamento tra la pirateria e il calo della vendite dei supporti "regolari".

Era già stata condannata in primo grado al pagamento di 220 mila dollari d'ammenda, con giudizio di un paio d'anni addietro e poi annullato. La malcapitata si è vista infliggere una pena pecuniaria di 80 mila dollari per ogni brano, nonostante che in casi consimili la cifra dovrebbe oscillare - a seconda della gravità dell'infrazione - tra i 750 e i 18.000 dollari.

Nel merito, la RIAA commenta favorevolmente la sentenza, ricordando che la donna non aveva mai voluto addivenire a una "transazione amichevole" e che comunque risultavano scaricate oltre 1700 opere protette, condivise con circa due milioni di persone attraverso il programma di file sharing Kazaa.

Al di là della sentenza, che si è voluta eclatante, altrettanto irrisolto si presenta il problema di capire come e perché si permetta ai privati di tracciare la connessioni in tecnologia peer to peer, con buona pace dei diritti costituzionali sulla riservatezza dei dati personali soltanto per favorire gli interessi economici dei soliti pochi e noti privilegiati.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 26)


fulmine
Scusa ma qui non possiamo cambiare le opinioni altrui e ne tantomeno rispondere con un mitra a chi lancia carte, nessuno ti ha parlato del regolamento del forum[/url]? Mi sa di si [url=http://forum.zeusnews.com/viewtopic.php?p=478502#478502]qualcuno mi ha preceduto, giustamente. :D Leggi tutto
17-3-2010 21:39

dragoz
L'avresti alzata di 100 volte....ma che bravo.... E perchè non la sedia elettrica o il taglio della testa ? Ma chi sei ?? Sei ridicolo.... Leggi tutto
17-3-2010 13:40

paul1968
ah....davvero? allora lo facciamo anche noi. io personalmente da quando ho sentito della prima causa di questo tipo ho smesso completamente sia di comprare che di affittare...musica,film e programmi. e da alcuni anni ormai,al cinema non ci vado piu' e della sony in particolare,non ho piu' comprato nulla da quasi 8 anni. .....da me... Leggi tutto
22-7-2009 22:40


fulmine
Anche chi ha un negozio di cd non è che ci guadagna quanto le case discografiche, io ho pagato la siae quando mi sono sposato se no il duo che cantava non poteva eseguire le canzoni e in più hanno voluto la lista dei brani da eseguire, ho pagato il duo da una parte e la siae dall'altra, un altro pò volevano farmi fare i biglietti perchè... Leggi tutto
21-7-2009 21:12

{paolo}
mi trovo pienamente d'accordo con Bak Leggi tutto
21-7-2009 20:22


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