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Fondatori Pirate Bay si appellano a Corte Europea Diritti dell'Uomo

Le attività della Baia sarebbero protette dalla Convenzione sui diritti dell'uomo.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-06-2012]

Fredrik Neij e Peter Sunde

Fredrik Neij, uno dei fondatori di The Pirate Bay, l'aveva già preannunciato: per evitare la condanna inflittagli dalla Corte Suprema Svedese si sarebbe rivolto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Ora anche Peter Sunde, un altro dei fondatori, ha deciso di seguire l'esempio dell'amico, e insieme hanno deciso di compiere il passo.

«In sostanza» - spiega Sunde - «stiamo ripetendo quello che abbiamo già detto nel processo circa il fatto che la direttiva sul commercio elettronico è la base che rende legale TPB».

Jonas Nilsson, avvocato di Neij, spiega ulteriormente: l'articolo 10 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo garantisce la libertà di ricevere e diffondere informazioni.

The Pirate Bay non avrebbe fatto altro che usufruire di questo diritto: i server hanno trasferito informazioni non proprietarie (i file .torrent) tra gli utenti, usando un procedimento automatico, attraverso Internet.

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Peter Sunde si dice ottimista sull'eventuale pronunciamento della Corte, poiché lo stesso articolo sarebbe stato adoperato in altri casi analoghi.

«Sono ottimista, ma ci vorranno 4 o 5 anni prima che il caso venga discusso, se decideranno di accoglierlo» ha dichiarato ancora Sunde.

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