Rodotà, un presidente per la Rete

Con l'ex Garante della privacy al Quirinale non sarebbero più possibili colpi di mano contro la libertà del Web.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-04-2013]

rodotà

Le primarie on line dei grillini per il presidente della Repubblica hanno fatto emergere il volto onesto e autorevole della conduttrice di Report, Milena Gabanelli.

Quello di Stefano Rodotà è un altro dei nomi premiati dalle votazioni del 5 Stelle: soprattutto ha raccolto un plauso fortissimo di quanti, da anni, hanno cuore i problemi del diritto universale all'accesso alla Rete, alla difesa della libertà e della privacy nel Web.

Già Garante della Privacy e autore della legge italiana per la tutela dei dati sensibili, Stefano Rodotà è il costituzionalista italiano che ha dedicato più impegno (teorico e pratico) per lo studio dei nuovi problemi giuridici e politici legati all'avvento della società della Rete.

Poiché il Presidente della Repubblica può rimandare al Parlamento le leggi viziate da incostituzionalità, con lui al Quirinale sarebbe molto più difficile emanare leggi liberticide o bavaglio, come spesso si è tentato in questi anni.

Rodotà è stato anche vicepresidente della Camera per molti anni; eletto come indipendente nelle liste del Pci e fondatore dei Ds, lasciò la politica attiva quando gli fu preferito dal partito come presidente della Camera l'attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in polemica con una scelta che privilegiava la classe dirigente del Partito e non uomini nuovi.

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Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura - 12.7%
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Un extracomunitario, perché un italiano farebbe troppi danni - 18.5%
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Dagli anni '90 non ha fatto più politica di partito ma si è dedicato a battaglie importanti come quella dei referendum contro la privatizzazione dell'acqua.

Sul suo nome, concretamente, potrebbero convergere i voti del Pd, di Sel e di Cinque Stelle: una fortissima maggioranza parlamentare che potrebbe sbloccare anche la situazione di stallo per la formazione del governo.

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Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 79)

finché la gente si farà riportare le cose dal media di riferimento. per esempio, pare che 'sta affermazione qui "abbia stupito". evidentemente gli stupiti non avevano seguito il famoso streaming ma se l'erano fatto raccontare. [video]http://www.youtube.com/watch?v=uDtQDc1feHg[/video] Leggi tutto
2-5-2013 18:32

C'e' anche un'altra possibilita'. Che il comico voglia qualcosa che non si poteva prendere al volo facendo un governo con Bersani. Ovvero che voglia esattamente quello che sta ripetendo da vent'anni: non il potere personale, non l'ennesimo governo del meno peggio, ma un cambiamento radicale di metodo nell'amministrazione della cosa... Leggi tutto
1-5-2013 14:54

:wink: mi consola che almeno su qualcosa siam d'accordo. (Dante lo definirebbe "triplicatum trisyllabum") per il resto, tante parole e accenni biblici ma, strucca strucca, cambiamento poco. giusto la legge elettorale, forse: si abolisce questa e si torna alla precedente. (così il candidato del collegio non lo sceglie più... Leggi tutto
29-4-2013 23:03

Guarda Kalandra, per adesso comanda questo pastrocchio di governo con la percentuale superiore al 55% Se il comico voleva qualcosa, doveva pensarci prima. Dalle mie parti si dice: "I treni quando passano, bisogna prenderli al volo". Io penso, che lui non riesca a prenderli nemmeno se sono fermi.
29-4-2013 18:10

:lol: :lol: "da solo con il 25%"? non è che gli altri, presi uno per uno, abbiano di più ciò che ha fatto avere al Pd la maggioranza è stata solo la legge elettorale e il suo essere in coalizione con altri tre (29,5 totale). e il Pdl risulta a ruota con altri otto (29,1 totale) invece Monti, pur con altri due, si è... Leggi tutto
28-4-2013 17:29

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Chi di questi 10 non ha meritato il premio Nobel per la Pace?
Elihu Root, segretario di Stato USA, vincitore nel 1912, indagato per la repressione degli indipendentisti filippini.
Aristide Briand, politico francese, vincitore nel 1926, nonostante molti sostengano che gli accordi da lui voluti abbiano portato la Germania a tentare la successiva espansione verso est.
Frank Kellogg, vincitore nel 1929: la sua idea per evitare le guerre fu sconfessata di lì a breve dalla politica tedesca.
Carl von Ossietzky, giornalista tedesco, vincitore nel 1935 per aver rivelato la politica tedesca di riarmo in violazione dei trattati. Meritava il premio, ma la tempistica fu pessima: venne deportato in un campo di concentramento.
Nessuno: nel 1948 il premio non venne assegnato. Sarebbe potuto andare a Mohandas Ghandi, ma era stato assassinato e il Comitato non permise che il premio fosse assegnato alla memoria.
Henry Kissinger e Le Duc Tho, vincitori nel 1973 per aver negoziato il ritiro delle truppe USA dal Vietnam. Il primo però approvò il bombardamento contro la Cambogia; il secondo rifiutò il premio.
Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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