Il progetto prevede un investimento complessivo di 2,5 miliardi di euro.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-02-2026]

L'avvio della linea pilota NanoIC in Belgio rappresenta uno dei passi più concreti compiuti dall'Europa per ridurre la dipendenza dalle fabbriche asiatiche e statunitensi nella produzione di semiconduttori avanzati. L'iniziativa, ospitata presso il centro di ricerca IMEC a Lovanio, è stata presentata come la più grande infrastruttura europea prevista dal Chips Act e come il primo impianto del continente progettato per lavorare su tecnologie inferiori ai 2 nanometri.
Il progetto mobilita un investimento complessivo di 2,5 miliardi di euro, di cui 700 milioni provenienti direttamente dall'Unione Europea e altri 700 milioni da governi nazionali e regionali. La parte restante è coperta da partner industriali, tra cui ASML, il principale fornitore mondiale di sistemi litografici EUV. La partecipazione congiunta di istituzioni pubbliche e industria privata è stata indicata come un elemento chiave per garantire sostenibilità e continuità allo sviluppo tecnologico.
NanoIC è concepita come una linea pilota, un ambiente di produzione pre‑commerciale che colma il divario tra ricerca di laboratorio e produzione industriale. L'obiettivo è permettere a imprese, startup e centri di ricerca di testare processi produttivi avanzati, materiali innovativi e architetture di chip di nuova generazione, con un focus specifico sui nodi inferiori ai 2 nm. Questo approccio dovrebbe consentire di accelerare la maturazione tecnologica e di ridurre i tempi necessari per portare le innovazioni sul mercato. L'infrastruttura comprende una nuova camera bianca da 2.000 metri quadrati, inaugurata come parte dell'espansione di IMEC. La struttura è progettata per ospitare apparecchiature litografiche EUV di ultima generazione e strumenti per la caratterizzazione dei materiali, oltre a sistemi per la produzione sperimentale di wafer. La presenza di ASML come partner tecnologico consente di integrare macchinari compatibili con i processi più avanzati disponibili a livello globale.
La linea pilota è stata presentata come un tassello fondamentale per la competitività europea nei settori emergenti, tra cui intelligenza artificiale, veicoli autonomi, tecnologie mediche e reti 6G. I chip sotto i 2 nm sono considerati essenziali per ridurre i consumi energetici, aumentare le prestazioni e supportare applicazioni ad alta intensità computazionale. L'Europa, che negli ultimi decenni ha perso terreno nella produzione di semiconduttori, punta a recuperare capacità industriale e autonomia strategica. Il progetto coinvolge diversi centri di ricerca europei, tra cui CEA‑Leti, Fraunhofer, VTT e CSSN, che collaboreranno allo sviluppo di materiali, processi e architetture. Questa rete di competenze è stata definita essenziale per creare un ecosistema integrato in grado di competere con Stati Uniti, Corea del Sud e Taiwan, che dominano la produzione nei nodi più avanzati. La cooperazione transnazionale è uno degli elementi centrali del Chips Act europeo.
La scelta del Belgio e di IMEC non è casuale: il centro è da anni uno dei principali poli mondiali per la ricerca sui semiconduttori, con competenze consolidate nella litografia avanzata, nei materiali di nuova generazione e nelle architetture 3D. La nuova linea pilota amplia la capacità di sperimentazione e permette di integrare processi che richiedono infrastrutture estremamente sofisticate, difficilmente replicabili altrove in Europa. L'inaugurazione ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee e belghe, tra cui la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen e il primo ministro belga Bart De Wever.
NanoIC è progettata per essere accessibile non solo ai grandi gruppi industriali, ma anche a startup e PMI, che potranno utilizzare la linea pilota per testare prototipi e sviluppare soluzioni innovative. Questo modello di accesso condiviso mira a evitare la concentrazione delle capacità tecnologiche nelle mani di pochi attori e a favorire la crescita di un ecosistema competitivo e diversificato. Il progetto rappresenta anche una risposta alle vulnerabilità emerse durante le recenti crisi della catena di approvvigionamento globale. La dipendenza da poche fabbriche asiatiche ha evidenziato i rischi legati a interruzioni produttive, tensioni geopolitiche e limitazioni logistiche. Con NanoIC, l'Europa punta a costruire una base industriale capace di sostenere la domanda interna e di contribuire allo sviluppo di tecnologie critiche per la transizione digitale ed energetica.
Per il futuro è prevista un'espansione progressiva delle capacità della linea pilota, con l'obiettivo di supportare processi sempre più avanzati e di attrarre investimenti aggiuntivi. La collaborazione con ASML e con i principali centri di ricerca europei indica la volontà di creare un'infrastruttura che possa competere con le più avanzate al mondo, ponendo le basi per una futura produzione industriale su larga scala.
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