LibreOffice: "Smettete di usare i formati di Microsoft Office. OOXML non è uno standard aperto"

In gioco ci sono portabilità dei dati, compatibilità e sovranità digitale.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-02-2026]

libreoffice ooxml non aperto
Foto di rawpixel.

The Document Foundation, la Fondazione che presiede allo sviluppo della suite LibreOffice, è tornata alla carica contro Microsoft Office e in particolare con il formato di file da questo utilizzato: contesta infatti apertamente la natura di standard aperto del formato Office Open XML (OOXML). La questione posta non riguarda solo la portabilità dei dati, ma tocca le fondamenta dell'interoperabilità tra software diversi, mettendo in luce le discrepanze tra le specifiche approvate dagli enti regolatori e l'implementazione pratica che ne viene fatta nei pacchetti di produttività più diffusi.

Il nucleo del problema risiede nella distinzione tra le versioni del formato: lo standard ISO/IEC 29500, approvato nel 2008, e la variante utilizzata quotidianamente nelle estensioni .docx, .xlsx e .pptx (rispettivamente per Word, Excel e PowerPoint). Esistono infatti due varianti ufficiali del formato: la Strict, conforme ai requisiti ISO, e la Transitional, che include funzionalità proprietarie principalmente legate alla retrocompatibilità con i formati precedenti. Quest'ultima è la versione predefinita nelle installazioni di Microsoft Office, creando un ostacolo tecnico significativo per gli sviluppatori di suite alternative come LibreOffice.

L'analisi tecnica evidenzia come la variante Transitional contenga riferimenti a comportamenti specifici di versioni datate del software originale, che non sono documentati in modo completo nelle specifiche aperte. Questo costringe i programmatori di motori di rendering concorrenti a un costante lavoro di reverse engineering per garantire che la formattazione dei documenti resti fedele all'originale. La complessità del codice XML generato spesso nasconde metadati e istruzioni di layout che non seguono le linee guida di interoperabilità promesse durante il processo di standardizzazione. Un altro punto critico sollevato riguarda la gestione degli spazi dei nomi e degli schemi XML. Mentre lo standard OpenDocument Format (ODF), utilizzato nativamente da LibreOffice, è stato progettato fin dall'inizio come un formato unitario e trasparente, l'architettura dell'OOXML è considerata eccessivamente stratificata. Questa ridondanza strutturale aumenta il rischio di errori di interpretazione tra diverse piattaforme, rendendo difficile la conservazione a lungo termine dei documenti digitali senza l'ausilio del software che li ha generati.

The Document Foundation ritiene che il processo di approvazione ISO del 2008 sia un perfetto esempio di standardizzazione controversa, avvenuta sotto una pressione commerciale che avrebbe influenzato la qualità tecnica delle specifiche finali. La documentazione dell'OOXML supera le 6.000 pagine, una dimensione che rende quasi impossibile per qualsiasi ente di sviluppo indipendente implementare una compatibilità totale senza incorrere in bug di visualizzazione o perdita di dati. Dal punto di vista della sicurezza e della trasparenza, inoltre, i formati non standardizzati o parzialmente documentati rappresentano una vulnerabilità per le pubbliche amministrazioni. L'adozione di formati che dipendono da implementazioni proprietarie crea il cosiddetto vendor lock-in, una condizione in cui l'utente è vincolato a un unico fornitore per poter accedere correttamente ai propri archivi storici. The Document Foundation sottolinea come l'uso di ODF rappresenti l'unica via per garantire che i documenti restino leggibili indipendentemente dal software utilizzato.

Le statistiche tecniche sui motori di conversione mostrano che, nonostante i continui aggiornamenti di LibreOffice, la conversione verso OOXML rimane un'operazione asimmetrica, con conseguenze sulla portabilità dei documenti, sulla compatibilità dei programmi (due caratteristiche che dovrebbero essere garantite se lo standard fosse davvero aperto) e sulla diffusione di LibreOffice stesso. Un documento creato in formato ODF e salvato in OOXML può subire alterazioni nella gestione delle tabelle, degli stili di carattere e della spaziatura dei paragrafi a causa delle diverse logiche di calcolo del layout utilizzate dai due sistemi. Queste differenze non sono dovute a limiti tecnici del software open source, ma alla natura intrinsecamente chiusa di alcune porzioni del formato di destinazione.

La critica si concentra anche sulla gestione dei fogli di calcolo. In ambito finanziario e scientifico, la precisione dei dati e delle formule è fondamentale. Le divergenze nel modo in cui l'OOXML gestisce alcune funzioni matematiche rispetto allo standard ODF possono portare a discrepanze nei risultati finali. Questa mancanza di una base matematica comune e rigorosamente standardizzata compromette l'affidabilità dello scambio di dati tra istituzioni che utilizzano suite software differenti.

Attualmente, la strategia di The Document Foundation mira a sensibilizzare gli utenti e i decisori politici sull'importanza di richiedere l'uso del formato Strict ISO/IEC 29500 o, preferibilmente, dello standard ODF. La persistenza del formato Transitional è vista come un'anomalia che rallenta l'evoluzione verso un web dei documenti realmente aperto. Senza una convergenza verso standard unici e privi di estensioni proprietarie, il mercato del software di produttività rimarrà frammentato a discapito dell'efficienza degli utenti finali. Non si tratta di una semplice competizione tra prodotti commerciali e open source, ma una battaglia per la sovranità del dato digitale. La richiesta di standard trasparenti è il requisito minimo per assicurare che l'informazione non diventi proprietà privata di chi sviluppa l'algoritmo di visualizzazione. I fatti tecnici esposti suggeriscono che la strada verso una reale interoperabilità sia ancora lunga e dipenda dalla volontà dei grandi attori del mercato di abbandonare pratiche di standardizzazione solo nominali.

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Commenti all'articolo (1)

Vorrei sfatare un mito , la formattazione non si perde per colpa del "formato" dei file ma perché nessuno sa usare un programma di editing WYSIWYG , se si formatta a suon di tabulazioni,fine-paragrafo(INVIO),spazi , si ancorano le immagini o le tabelle alla pagina o alla parola , e' ovvio che poi in base a parametri... Leggi tutto
10-2-2026 11:16

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