Pressioni interne spingono per eliminarlo.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-03-2026]

All'interno di Microsoft è in corso un confronto sempre più esplicito sulla possibilità di eliminare l'obbligo di creare un account Microsoft durante la configurazione iniziale di Windows 11, una delle scelte più controverse introdotte con questa versione sistema operativo. La discussione, confermata da Scott Hanselman ( vicepresidente Microsoft e figura coinvolta nel miglioramento dell'esperienza Windows) su X, conferma l'esistenza di almeno una parte di sviluppatori che vedono l'obbligo esattamente come gli utenti.
Il requisito è stato introdotto progressivamente: inizialmente limitato all'edizione Home, è stato poi esteso anche alla versione Pro, eliminando nel tempo i trucchi che permettevano di creare un account locale durante il setup. La motivazione ufficiale alla base di questa scelta è l'integrazione più stretta con i servizi cloud, come OneDrive, Microsoft Store, sincronizzazione delle impostazioni e funzionalità di sicurezza. Tuttavia, la dipendenza da un account online ha creato problemi in contesti con connettività limitata, in ambienti professionali che richiedono identità locali o di dominio, e tra utenti attenti alla privacy.
Negli ultimi mesi la pressione interna è aumentata. Scott Hanselman ha dichiarato pubblicamente di non condividere l'obbligo dell'account e di essere al lavoro su possibili soluzioni. Il suo commento — «Ya I hate that. Working on it» — è diventato il segnale più evidente di un dibattito interno in corso. Alcuni team Microsoft starebbero spingendo per rimuovere il requisito, proponendo un ritorno alla possibilità di configurare un account locale. La questione non sarebbe solo tecnica, dato che coinvolge divisioni diverse, dai servizi cloud alla sicurezza, rendendo la decisione complessa e multilivello.
Questa gradita modifica si affianca ai lavori che Microsoft starebbe facendo su Windows 11, con interventi su prestazioni, affidabilità, riduzione dell'invasività dell'AI e semplificazione dell'interfaccia. Tuttavia, nessuna di queste modifiche ha ancora affrontato direttamente il tema dell'account obbligatorio, che rimane uno dei punti più criticati. Il malcontento non riguarda solo la privacy: molti utenti segnalano che l'obbligo dell'account complica l'installazione in scenari offline, in macchine virtuali, in laboratori didattici o in contesti industriali. Anche amministratori di sistema e scuole preferiscono spesso configurazioni basate su account locali o di dominio.
Se anche dovesse essere rimosso da Windows 11, l'obbligo di account Microsoft resterebbe in altri servizi: SwiftKey per esempio richiederà presto un account obbligatorio, e molte funzionalità di Windows 11 sono sempre più legate all'identità cloud; per lo meno agli utenti sarebbe concesso di scegliere. L'unica vera utilità dell'account Microsoft risiede forse nella memorizzazione automatica delle chiavi crittografiche di Bitlocker: poiché questo è attivo di default nelle nuove installazioni di Windows 11, se si perde l'accesso al sistema, l'unico modo di recuperare i propri file è avere le chiavi, che pochissimi utenti si ricordano di conservare per i casi di emergenza.
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