Ask Jeeves, addio: chiude il motore che anticipò la ricerca in linguaggio naturale



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-05-2026]

ask jeeves chiude
Immagine: Internet Archive

Ask.com chiude definitivamente dopo 25 anni di attività, segnando la fine di uno dei primi motori di ricerca orientati alle domande in linguaggio naturale. Il servizio, nato come Ask Jeeves nel 1996, ha terminato ufficialmente le operazioni il 1 maggio, come confermato dal messaggio pubblicato sul sito: «Dopo 25 anni passati a fornire risposte alle domande del mondo, Ask.com chiude ufficialmente il 1 maggio 2026». La decisione arriva dal gruppo IAC, proprietario del motore, che ha scelto di interrompere l'intero ramo dedicato alla ricerca online.

Il motore di ricerca era stato lanciato a Berkeley nel 1996 da Garrett Gruener e David Warthen, con un approccio innovativo per l'epoca: permettere agli utenti di digitare domande complete in linguaggio naturale invece che parole chiave. Questa impostazione, resa evidente dalla presenza come mascotte del maggiordomo Jeeves ispirato ai romanzi di P. G. Wodehouse, contribuì a rendere l'esperienza più accessibile ai nuovi utenti del web negli anni Novanta. Nel 1999 Ask Jeeves raggiunge il picco di popolarità, sostenuto dall'entusiasmo della bolla delle dotcom e da una forte presenza culturale, inclusa la partecipazione alla Macy's Thanksgiving Day Parade con un pallone dedicato a Jeeves. L'azienda acquisisce nel 2001 la tecnologia Teoma per migliorare la qualità dei risultati, ma la concorrenza di Google diventa rapidamente insostenibile.

Nel 2005 IAC acquisisce Ask Jeeves per circa 1,85 miliardi di dollari e nel 2006 elimina "Jeeves" lasciando solo Ask.com, con l'intento di modernizzare il marchio. Nonostante alcuni tentativi di rilancio, tra cui un breve ritorno del maggiordomo nel mercato britannico nel 2009, il servizio non riesce a recuperare terreno rispetto ai concorrenti. Nel 2010 Ask.com abbandona il proprio crawler, affidandosi a servizi esterni, e si trasforma principalmente in un sito di domande e risposte online, ma anche questa strategia non porta ai risultati sperati. Lo stesso Barry Diller, presidente di IAC, dichiarò già allora che Ask non era competitivo e non contribuiva al valore del gruppo.

Il messaggio di chiusura pubblicato da IAC ringrazia gli utenti e afferma che «Lo spirito di Jeeves continua a vivere», ma a chiusura colloca Ask.com tra i servizi storici ormai scomparsi, insieme ad AltaVista, AIM e AOL dial‑up. Ask Jeeves viene oggi ricordato come un precursore dei moderni chatbot: la sua idea di rispondere a domande in linguaggio naturale anticipava di decenni l'approccio adottato dagli attuali modelli di intelligenza artificiale. Ask Jeeves era però forse troppo avanti per la tecnologia dell'epoca, essendo incapace di offrire risposte realmente accurate poiché privo degli strumenti oggi disponibili.

La chiusura segna la fine di un'epoca del web, quella dei motori di ricerca caratterizzati da mascotte, portali e directory (com'era anche Yahoo agli inizi). Con Ask.com scompare uno degli ultimi simboli dell'internet degli anni Novanta, lasciando un'eredità culturale legata al modo in cui gli utenti hanno imparato a porre domande online.

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