Google Pics rende più semplice riconoscere i fake

Editing IA avanzato e watermark invisibili.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-05-2026]

google pics
Foto di Tom Kotov.

All'evento Google I/O che si sta svolgendo in questi giorni ha fatto il proprio debutto Google Pics, un editor e generatore di immagini che estende anche la disponibilità delle tecnologie SynthID e C2PA, con l'obiettivo dichiarato di rendere più semplice riconoscere immagini modificate o prodotte da sistemi generativi.

Google Pics è uno strumento di editing integrato in Workspace, progettato per semplificare operazioni complesse come la rimozione di oggetti, la modifica di colori e testi o l'estensione di un'inquadratura. Il sistema utilizza il modello Nano Banana e si integra direttamente in Slides e Drive. Le dimostrazioni pubblicate mostrano la capacità di modificare elementi grafici preservando font e stile, oltre a intervenire sullo sfondo per ricostruire porzioni mancanti dell'immagine. Il servizio è attualmente in fase di test chiuso e sarà distribuito nei prossimi mesi agli abbonati AI Pro e Ultra. Una versione preliminare sarà resa disponibile anche agli utenti business di Google Workspace, con l'obiettivo di introdurre gradualmente le nuove funzioni nei flussi di lavoro aziendali.

Parallelamente Google sta ampliando l'accesso a SynthID, il sistema di filigrana invisibile introdotto nel 2023. SynthID applica marcature digitali a immagini, video e audio generati dagli strumenti dell'azienda, consentendo al sistema Gemini di identificarli come contenuti sintetici. La verifica è già attiva in Google Search e sarà integrata in Chrome nelle prossime settimane. La funzione è oggi accessibile tramite Google Lens e la modalità AI della Ricerca. Per estendere la compatibilità oltre l'ecosistema Google, il supporto a SynthID è stato adottato anche da Nvidia, mentre altre aziende come OpenAI, Kakao ed ElevenLabs hanno annunciato l'intenzione di implementarlo nei propri strumenti.

Google sta anche ampliando l'uso di C2PA, un ulteriore sistema di marcatura che certifica l'autenticità delle immagini nel momento in cui vengono scattate. La tecnologia è stata introdotta nella fotocamera dei Pixel 10 e sarà presto disponibile anche per i contenuti video registrati con Pixel 8, 9 e 10. È previsto anche il supporto da parte di Instagram, che mostrerà le etichette C2PA per i contenuti compatibili. Il sistema Gemini è già in grado di riconoscere i watermark C2PA, mentre Ricerca Google e Chrome riceveranno la stessa capacità nei prossimi mesi. L'obiettivo è creare un percorso di verifica coerente tra dispositivi, servizi e piattaforme, così da rendere più semplice distinguere contenuti originali da quelli modificati.

La crescente difficoltà nel distinguere immagini reali da contenuti sintetici ha spinto Google a rafforzare i sistemi di identificazione. Google Pics, SynthID e C2PA rappresentano in questo quadro tre componenti complementari: editing avanzato, marcatura dei contenuti generati e certificazione delle immagini originali.

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Commenti all'articolo (2)

Concordo, l'idea in se è giusta e doverosa ma dovrebbe essere studiato un framework comune e distribuito per definire un sistema di riconoscimento unico o, perlomeno, per integrare i vari sistemi di riconoscimento proprietari che non sono in grado di inter scambiare informazioni tra di loro. In una parola: utopia... :roll:
27-5-2026 12:53

Il problema di tutti questi strumenti e che funzionano fino al momento che ti appoggi all'ecostistema Google, perché nel momento che non usi cellulari di Google, software di google e cosi via, non esiste, ed in apparenza non potrà esistere alcun software in grado di riconoscere artefatti prodotti dalla IA. :?
22-5-2026 19:53

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