[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-08-2026]

Anche se apprezzato da un vastissimo numero di utenti, il lettore multimediale VLC ha a quanto pare una debolezza: l'avvio sotto Windows 10 e 11 può richiedere fino a 30 secondi. Il fenomeno è stato notato quando il programmatore Jonathan Blow ha dichiarato di aver abbandonato VLC perché l'avvio di un file MP3 richiedeva 33 secondi. Blow ha scritto: «Finalmente sono passato da VLC al Lettore multimediale di Microsoft, perché VLC ora impiega 33 secondi per avviare la riproduzione di un MP3 dopo averci cliccato sopra. Una larga parte del software open source è in una situazione davvero imbarazzante». VideoLAN ha però replicato presto attribuendo la causa a un "bug" di Microsoft Defender che avrebbe messo in quarantena la cache dei plugin, suggerendo la reinstallazione o la rigenerazione del file plugins.dat come soluzione.
VLC utilizza un vasto insieme di moduli dinamici per gestire codec, protocolli e sistemi di uscita. Per evitare di analizzare l'intera cartella dei plugin a ogni avvio, il programma conserva nel file plugins.dat un elenco dei moduli disponibili. Se questo file viene danneggiato, quarantinato o non letto correttamente, VLC passa a una scansione completa della directory, un'operazione che su alcuni sistemi Windows può richiedere decine di secondi. Il guaio è che, a causa di un'interazione anomala tra il lettore multimediale e Microsoft Defender, in alcuni casi il software di sicurezza di Windows mette in quarantena o rallenta in maniera significativa l'accesso al file plugins.dat, costringendo VLC a ricostruire la cache dei moduli a ogni esecuzione.
Non appena la critica di Blow è diventata pubblica, diversi utenti hanno iniziato i test. Una parte degli utenti ha osservato che la lentezza compare solo al primo avvio dopo una lunga pausa, mentre le aperture successive risultano immediate. Alcuni hanno risolto il problema rigenerando manualmente la cache tramite lo strumento vlc-cache-gen.exe, che ricostruisce plugins.dat analizzando i moduli presenti nella cartella di installazione. Un altro ancora ha confermato che la rigenerazione ha prodotto un file di circa 286 KB e ha eliminato la lentezza all'avvio.
C'è poi chi ha ottenuto miglioramenti solo escludendo l'intera cartella di VLC da Microsoft Defender, e non soltanto l'eseguibile. Questa soluzione, pur efficace in alcuni casi, non è consigliata dagli sviluppatori perché riduce la protezione del sistema e non garantisce un comportamento coerente su tutte le configurazioni. Le analisi tecniche interne al progetto VideoLAN indicano peraltro che il problema potrebbe essere più complesso di una semplice interferenza dell'antivirus, e già ci sono interventi sul codice per migliorare le prestazioni del lettore. Per esempio una modifica integrata in VLC 4.0, attualmente in sviluppo, rimuove il flag FILE_FLAG_RANDOM_ACCESS nell'apertura dei file su Windows, perché potrebbe limitare il funzionamento della cache di sistema. Gli sviluppatori hanno inoltre considerato la possibilità di un problema di gestione degli orari dei file o di un comportamento anomalo del filesystem.
Dal punto di vista degli utenti finali, in alcuni casi la reinstallazione completa di VLC ha ripristinato un comportamento normale, sostituendo file corrotti o incoerenti. Questa procedura è stata consigliata dagli sviluppatori come alternativa alla modifica delle impostazioni dell'antivirus, soprattutto quando la rigenerazione della cache non produce risultati. La discussione rimane tuttavia aperta: mentre per alcuni utenti la responsabilità è tutta di Microsoft Defender, altri ritengono che VLC debba implementare soluzioni più robuste per gestire la cache dei plugin anche in presenza di controlli antivirus invasivi. VideoLAN sta lavorando a correzioni strutturali, ma non esiste ancora un'unica causa ufficiale né una soluzione valida per tutti i sistemi.
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