Le bottiglie di PET diventano un alimento adatto ai viaggi spaziali.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 31-08-2026]
L'annuncio arriva da un progetto finanziato dalla NASA: un gruppo di ricercatori della Southern Illinois University Carbondale ha dimostrato che i rifiuti plastici possono essere trasformati in ingredienti alimentari, fino a ottenere biscotti commestibili stampati in 3D. Il risultato, presentato al congresso dell'American Chemical Society a Chicago, nasce dall'idea di convertire il carbonio contenuto nel polietilene tereftalato (PET) delle comuni bottiglie in composti nutritivi destinati alle missioni spaziali di lunga durata. Il processo parte dunque dal PET, sottoposto a una dissoluzione idrotermale ossidativa che impiega acqua, ossigeno, calore e pressione per ridurre il materiale in molecole più semplici. Queste molecole, ricche di carbonio, vengono poi utilizzate come substrato per lieviti geneticamente riprogrammati. Microrganismi trasformano il materiale di scarto in proteine, grassi, vitamine e molecole aromatiche, generando una biomassa densa che costituisce la base alimentare del prodotto finale.
I ricercatori hanno integrato nel processo anche residui agricoli come steli e foglie di mais, ampliando la gamma delle materie prime e rendendo il sistema più versatile. Una delle linee di lievito è stata modificata per produrre vanillina, la molecola responsabile dell'aroma di vaniglia, ottenendo così un profilo aromatico più vicino a quello dei biscotti tradizionali. Secondo il responsabile del progetto, Lahiru Jayakody, «pensiamo che abbia un aroma piacevole e invitante»; i ricercatori pensano che il gusto sarà buono basandosi sul profumo di questi "biscotti di plastica", dato che non hanno ancora ricevuto l'autorizzazione per poterli assaggiare.
La miscela ottenuta dai lieviti viene combinata con fibre, amidi e dolcificanti, formando un impasto che può essere estruso da una stampante 3D. Il team ha scelto di modellare i biscotti nella forma della lettera greca µ, chiamandoli µBites. La stampa tridimensionale consente di ottenere prodotti uniformi e facilmente trasportabili, caratteristica essenziale per l'alimentazione in ambienti estremi come le missioni spaziali. Il progetto è stato sviluppato nell'ambito del Deep Space Food Challenge, iniziativa della NASA che invita a ideare soluzioni alimentari per viaggi di durata pluriennale. L'obiettivo è ridurre la dipendenza da scorte tradizionali e sfruttare ogni risorsa disponibile, compresi i rifiuti generati durante la missione. Jayakody ha spiegato che «quando un astronauta va su Marte deve sopravvivere in condizioni estreme» e che la trasformazione dei materiali di scarto in nutrienti rappresenta un'opportunità concreta.
Attualmente il costo di produzione dei biscotti è elevato, circa 60 dollari al chilogrammo, ma i ricercatori ritengono che l'ottimizzazione dei lieviti e la produzione su scala industriale possano ridurre significativamente la spesa. Il processo, inoltre, non richiede solventi chimici complessi e utilizza esclusivamente acqua, ossigeno e calore, rendendolo potenzialmente più sostenibile rispetto ad altre tecniche di riciclo. La sicurezza alimentare è garantita da una procedura di 32 passaggi che assicura la completa trasformazione del materiale plastico in composti biologici sicuri. Il prodotto finale non contiene residui di plastica, ma solo molecole ricostruite dai microrganismi. Il sistema potrebbe trovare applicazioni anche sulla Terra, in contesti di emergenza o in aree con scarsa disponibilità di risorse alimentari.
Il progetto ha attirato l'attenzione della comunità scientifica per la sua capacità di affrontare simultaneamente due problemi globali: l'accumulo di rifiuti plastici e l'insicurezza alimentare. L'uso dei lieviti come "fabbriche biologiche" non è nuovo, ma la conversione di plastica e biomassa in alimenti rappresenta un'evoluzione significativa delle tecniche di biotecnologia microbica. Intanto, il progetto µBites continua a essere perfezionato, con l'obiettivo di migliorare la resa dei lieviti, ampliare la varietà dei composti aromatici e ridurre i costi. La NASA valuterà le applicazioni pratiche del sistema nelle future missioni, mentre la comunità scientifica prosegue gli studi sulla conversione dei rifiuti in risorse alimentari.
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