Fitbit diventa testimone d'accusa in un caso di omicidio



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 02-05-2017]

donna

Spesso segnalo il problema dell'accumulo inconsapevole di dati personali generato dai dispositivi dell'Internet delle cose, ma stavolta uno di questi dispositivi potrebbe essere decisivo nel risolvere un caso di omicidio e forse incastrare il colpevole.

Arriva da Ellington, in Connecticut, la notizia che la polizia locale sta indagando sull'omicidio di una donna, Connie Dabate, avvenuto nel 2015. Secondo il marito, la donna sarebbe stata uccisa con un'arma da fuoco da un intruso mascherato, un uomo "alto e obeso" dalla voce profonda. L'articolo continua qui sotto.

Ma la polizia ha scoperto che il braccialetto Fibit della donna stava ancora registrando dei passi più di un'ora dopo l'orario al quale sarebbe stata uccisa stando al racconto del marito. Anche altri dispositivi domestici, come l'antifurto, i computer, i telefonini e i messaggi pubblicati sui social network, contengono dati che contraddicono le dichiarazioni dell'uomo.

Il marito si dichiara innocente, ma è stato ora incriminato e arrestato ed è soggetto a una cauzione di un milione di dollari.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
 

Paolo Attivissimo

(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.