I videogiochi sono pericolosi quanto il fumo

Una ricerca americana mostra il legame tra l'esposizione alla violenza virtuale e l'aumento della violenza nel mondo reale.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-11-2007]

Foto di Radoslaw Brzozowski

I videogiochi violenti, ma anche i film e i programmi televisivi dello stesso tenore, hanno la stessa pericolosità del fumo di sigaretta.

Secondo Rowell Huesmann e Brad Bushman, dell'Università del Michigan, che hanno analizzato più di 50 anni di ricerche sull'impatto della violenza nei media, "l'unico effetto leggermente maggiore dell'effetto della violenza nei media sull'aggressività è quello del fumo di sigaretta sul cancro al polmone".

I ricercatori hanno considerato la notevole quantità di tempo passata da bambini e ragazzi davanti alla televisione (che, sempre secondo la ricerca, offre programmi che per il 60% contengono scene di violenza) e quella passata con i videogiochi; hanno riscontrato una sempre maggiore identificazione dei giovani spettatori o giocatori con i personaggi di fantasia e un aumento della loro aggressività nel mondo reale, specialmente quando questi bambini diventano adulti.

L'aumento dell'interazione soltanto virtuale con altre persone o l'assenza totale di interazione, dovuta alla televisione dove gli eroi agiscono all'interno di storie programmate, priva i bambini del confronto con persone in carne e ossa e interferisce con lo sviluppo del senso della misura e con la distinzione tra ciò che si può fare perché ci si trova in un mondo di fantasia e le conseguenze che le stesse azioni hanno nel mondo reale.

In pratica, i più "anziani", quelli ormai diventati adulti da qualche tempo, che passavano il tempo davanti alla televisione, al computer o alle console ma avevano anche modo di trascorrere il pomeriggio insieme agli amici, non correvano gli stessi rischi dei ragazzi attuali, per i quali invece buona parte delle relazioni si svolgono soltanto online.

"La ricerca mostra chiaramente che l'esposizione alla violenza virtuale aumenta il rischio che sia i bambini che gli adulti si comporteranno in modo aggressivo", dice Huesmann.

Naturalmente non tutti i bambini esposti alla violenza diventeranno aggressivi; lo scopo ultimo della pubblicazione dei risultati di questa ricerca è invitare i genitori a controllare i propri figli, perché questi ultimi possano avere gli strumenti per rendersi conto pienamente delle conseguenze delle proprie azioni e della differenza tra mondo reale e virtuale, così da poter continuare a massacrare i nemici al computer senza per questo reagire in modo spropositato a ogni rimprovero.

Non è quindi il videogioco o il film in sé a dover essere condannato: il problema nasce quando le uniche "finestre sul mondo" per un bambino sono la televisione o la PlayStation.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (3)

{MaXXX}
Concordo con chi ha postato sopra di me ;)(Squall e Lupo solitario).Riassumono il mio pensiero
29-11-2007 21:02

Condivido ed aggiungo per tutti quei genitori distratti che sulle confezioni dei giochi è riportata l'età minima a cui si può giocare, nonchè le tanto belle icone PEGI che aiutano a capire i contenuti dei vari giochi. (per chi fosse interessato: link ) Poi se si ha la possibilità di far giocare i prorpi figli con giochi "veri"... Leggi tutto
29-11-2007 20:43

consiglio ai genitori di porre dei paletti nell'uso dei videogiochi: dei limiti di tempo e un controllo dei contenuti per i più piccoli... alcuni giochi "violenti" possono andare benissimo per un pubblico maturo, ma nel bambino ci può essere una deleteria immedesimazione nel personaggio...
29-11-2007 16:38

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