Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
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Uno smartphone dedicato agli sportivi e in grado di ricaricarsi con la luce solare.
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Due hard disk esterni che sfruttano al massimo delle proprie possibilità il nuovo standard Usb 3.0, ideali compagni per il backup e il trasporto dei dati.
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Un notebook dalla dotazione hardware completa che unisce portabilità e prestazioni, robusto ma anche elegante dal punto di vista estetico.
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Un hard disk esterno capiente e molto sottile, ideale per il backup anche dei dati riservati grazie alle funzioni di crittografia del software.
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Un sistema facile e veloce per estendere una rete Wi-Fi. E che e` anche in grado di trasmettere uno streaming audio.
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Voluto dall'Unione Europea per limitare Internet Explorer e atteso originariamente insieme a Windows 7, il ballot screen ha subito rimandi e rimaneggiamenti successivi finché Microsoft ha ceduto inserendo nella schermata 12 browser scelti dagli utenti.
Nonostante alcune difficoltà tecniche che hanno costretto a un aggiornamento, già si vedono gli effetti con l'abbandono di Internet Explorer a favore dei browser proposti a partire dal primo marzo: Opera, Safari, Firefox, Chrome, Internet Explorer nelle prime posizioni e altri sette browser meno diffusi, scontenti per il trattamento ricevuto.
Ecco le nostre brevi recensioni dei cosiddetti browser "minori":
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Palladium, ci salveranno i cinesi?Nella corsa al processore, dalla Cina arrivano i possibili ostacoli al "computer fidato". [ZEUS News - www.zeusnews.com - 12-06-2005] ![]() Contro Palladium non la Cina, ma il mercato selvaggio Dopo le rivelazioni sui piani di Intel di inserire tecnologie di controllo remoto sulle proprie CPU, parzialmente smentite dall'azienda, più di qualcuno, anche tra i lettori di Zeus News, ha detto "Ci salveranno i cinesi". Per quale motivo una nazione che del controllo indebito fa uso e abuso, dovrebbe costituire la nostra salvezza dai potenti strumenti progettati per succhiarci libertà e denaro? La risposta sta forse in un rapporto del Semiconductor Equipment and Materials Institute, un sindacato internazionale di costruttori di linee di produzione per semiconduttori. Secondo questi dati, riporta C/net news, la produzione di chip in Cina esploderà entro la fine del 2008. Venti nuove fabbriche saranno varate prima di quella data, una situazione buona per i committenti della ricerca, ma che potrebbe creare problemi nel mercato dei chip, per eccesso di concorrenza. La Cina comunque si conferma nazione leader in questo settore, con le sue attuali 35 grandi fabbriche di produzione, ripartite tra impianti completamente autoctoni, joint venture, e di proprietà di multinazionali estere. È intuibile che molte nuove fabbriche saranno di proprietà o controllate in parte da società taiwanesi o Occidentali, ma si ritiene che non saranno poche le new entry interamente cinesi. I nuovi impianti saranno ovviamente più moderni. Finora la Cina si è arrangiata con linee di concezione leggermente più vecchia rispetto ai concorrenti, in parte a causa delle restrizioni sulle importazioni di tecnologia estera. Nonostante questo, la Cina è diventata un grande esportatore di elettronica e computer. Morris Chang, fondatore di Taiwan Semiconductor Manufacturing Corp., sostiene che ad ogni upgrade di siti produttivi in estremo oriente (prima di ora in Giappone, Taiwan, Singapore e Sud Corea), è seguita una grossa crisi industriale, causata dalla sovraproduzione. Molte fabbriche significa maggiore capacità produttiva, in un mercato che non ha una domanda esplosiva. A questa situazione vanno ad aggiungersi gli ulteriori investimenti produttivi, grazie a consistenti aiuti statali, in Messico e India. Sotto tutta questa concorrenza, è facile prevedere, in ordine di importanza, una crisi strutturale del mercato del computer, ulteriori cali di prezzi dell'hardware, e infine enormi difficoltà che avrà il consorzio Palladium, per imporre il suo standard produttivo. In mezzo a tanti insediamenti produttivi, volete che nemmeno uno provi a conquistare il mercato vendendo CPU libere? Tempi duri si prevedono per Microsoft e sodali.
I commenti dei lettori[1] vivere da uomini liberi
[2] c'è poco da dire
[3] Morris Chang ha capito come salvare i suoi figli
[4] dubbio
[5] benone
[6] Ottimo
[7] E LA PRIVACY?
[8] Commento non conforme al regolamento del forum.
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