Perché le ragazze non studiano le materie STEM?

Science, technology, engineering, mathematics: interessano solo al 12,6% delle studentesse universitarie italiane.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-03-2017]

Women in ICT brunette
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Prende il via oggi l'edizione 2017 di Nuvola Rosa, il progetto nato nel 2013 per sostenere la diffusione di competenze digitali attraverso percorsi di formazione gratuiti, destinati a migliaia di giovani donne in Italia e all'estero.

L'iniziativa, organizzata da Microsoft in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale e growITup, coinvolgerà più di 1.500 studentesse e giovani donne di tutta Italia, da marzo a dicembre 2017, in oltre 40 corsi di formazione che si terranno nelle Digital Class della Microsoft House e nelle aule di Cariplo Factory, promotore di growITup insieme a Microsoft, e che spazieranno dallo sviluppo delle competenze base dell'informatica, al coding fino alla robotica e all'arte digitale. L'avvio ufficiale è stato dato oggi presso la Microsoft House, che ha ospitato la prima classe di 30 studentesse della scuola superiore Falcone Righi di Corsico (MI) in un corso focalizzato su Touch Develop.

Il lancio ufficiale della nuova edizione, è stata l'occasione per presentare "European Girls in STEM", uno studio a livello europeo commissionato da Microsoft al professor Martin W. Bauer del dipartimento di Psychological and Behavioural Science at the London School of Economics (LSE).

Lo studio ha coinvolto 11.500 ragazze e giovani donne europee di età compresa tra gli 11 e i 30 anni di 12 Paesi - Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Russia e Slovacchia. La ricerca individua quale il momento esatto in cui le giovani donne perdono interesse verso lo studio delle materie tecnico-scientifiche e quali le motivazioni, individuando modelli e percorsi per prevenire questo declino, che preclude tante opportunità di lavoro e avviare invece un rapporto positivo nello studio e nel successivo sbocco occupazionale.

Individuare il problema

Nell'ultimo decennio l'occupazione nel settore tecnologico europeo è cresciuta a una velocità tripla rispetto all'occupazione generale. Se sul mercato del lavoro digitale avessimo un pari numero di donne e uomini, il Pil annuo dell'Ue potrebbe registrare una crescita di 9 miliardi di euro. È fondamentale incoraggiare le ragazze a intraprendere percorsi formativi e professionali, sia per creare nuove opportunità professionali che rilanciare l'economia del Paese, eppure i limiti sono ancora tanti.

Secondo la ricerca a livello europeo l'interesse della maggioranza delle ragazze per le materie Stem si sviluppa verso gli 11 anni e mezzo per poi calare drasticamente tra i 15 e i 16 anni. In italia ugualmente l'interesse nasce verso gli 11 anni ma cala leggermente dopo verso i 17anni per poi avere un picco ai 26 anni, età che, in linea generale, corrispondono al momento in cui le giovani studentesse sono chiamate a decidere come proseguire il proprio percorso di studi scegliendo o meno di iscriversi all'Università e al momento in cui si affacciano al mondo del lavoro vero e proprio. Non è un caso che solo il 12,6% delle studentesse italiane intraprende un percorso universitario legato alle STEM, solo il 6,4% lavora nell'ICT e il 13,3% in settori correlati all'ingegneria.

Altri dati interessanti mostrano che le giovani italiane

· si posizionino nei primi tre posti in europa per interesse rispetto alle materie scienitifiche e informatica durante il percorso scolastico (il 42,1% afferma di essere stata appassionata di matematica durante il percorso scolastico).

· si sentano portate per le materie scientifiche e in particolare per la matematica (41,7%, media europea del 37,6%) , l'informatica (49,2% media europea del 42,2%) e la biologia (39,2%, media europea del 40,2%).

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Secondo te quale tra queste donne andrebbe ricordata maggiormente per le sue scoperte?
Elizabeth Blackwell (fu pioniera nella medicina)
Rachel Carson (lanciò il movimento ambientalista contro i fitofarmaci)
Marie Curie (studiò le radiazioni)
Rosalind Franklin (contribuì alla scoperta del DNA)
Jane Goodall (studiò la vita sociale degli scimpanzé)
Ipazia (astronoma e matematica della Grecia antica)
Ada Lovelace (fu la prima programmatrice di computer)
Barbara McClintock (scoprì l'esistenza dei trasposoni)
Maria Mitchell (scoprì la cometa di Mitchell)
Lise Meitner (elaborò la teoria della fissione nucleare)

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· siano convinte del loro potenziale: il 59% delle giovani italiane dichiara che otterebbe ottimi risultati nello studio delle STEM, al pari di un ragazzo.

· siano innovative e derminate: il 53,1% dichiara di ritenersi molto creativa, e di avere idee e prospettive molto diverse da quelle generali (79,3%), di porre questioni che sfidano le conoscenze esistenti (55,5%), di avere nuove idee quando osservano come le persone interagiscono con prodotti e servizi (72,9%), di essere convinte che le soluzioni ai problemi in un settore specifico si debbano ispirare in maniera osmotica ciò che avviene in altri ambiti.

· il 60,6% di loro non si preoccupi della percezione di amici e conoscenti, che potrebbero considerarle "poco smart" se mostrassero un interesse per le STEM.

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I fattori determinanti per la scelta: non ci sono pari opportunità!

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 13)

Questo accade perché creano competizioni. Le differenze vanno bene, ma quando vengono strumentalizzate per creare inutili competizioni, per dividere o far godere, in molti casi, dei fallimenti altrui, non servono a niente. In ogni caso son d'accordo che se una persona non ha certe attitudini o inclinazioni non deve sforzarsi per... Leggi tutto
29-4-2017 14:25

Il problema principale è il famigerato "GENDER" Le bambine da piccole giocano con bambole e vestiti, i maschi con pallone e lego. Poi crescono e le une pensano a capelli e unghie, gli altri a sport e motori. Ovviamente in un ambiente di questo tipo è scontato che le une saranno più interessate a materie umanistiche, gli altri a... Leggi tutto
27-4-2017 14:25

Si, certo, chiarissimo. :) Qualsiasi percorso di studio si scelga bisogna tener conto della domanda - offerta di lavoro, che non ci sia troppo divario. E sull'articolo non è stato specificato se questi studi, piuttosto che altri, poi veramente aprano la strada ad un/una giovane in cerca di lavoro. Quello che conta, alla fine, è... Leggi tutto
18-3-2017 14:17

@Maary79: Se i posti di lavoro sono 100, e sono già tutti occupati, 50 nuove donne che cercano lavoro non aumentano il PIL, ma permettono ai datori di lavoro di abbassare le retribuzioni di tutti - tanto c'è abbondanza di aspiranti. Sono stato meno confuso? :) O non ho capito a cosa ti riferisci?
17-3-2017 14:27

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