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Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

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Uniti nella lotta contro la privacy!

Dal Governo come dall'opposizione si levano voci favorevoli a un maggior controllo sulle comunicazioni. Avremo un Patriot Act all'italiana?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 09-12-2003]

Il Generale Leonardo Tricarico è il Consigliere Militare del Presidente del Consiglio dei Ministri; in altre parole, è un generale dell'Aeronautica Militare distaccato con queste funzioni presso lo staff del Premier.

Sinceramente non ho mai ben capito le funzioni del Consigliere Mililitare del Primo Ministro che tutti i premier italiani (quindi non solo Berlusconi) hanno sempre avuto. Infatti, posso capire che il Presidente della Repubblica ne abbia uno poiché la Costituzione gli affida l'incarico di comandante delle Forze Armate e di Presidente del Consiglio di Difesa, e così che ne abbia uno il Ministro della Difesa, che di solito è un civile e ha bisogno di essere "consigliato" da uno che ne capisce. Ma il Presidente del Consiglio...?

In genere si tratta di un incarico decorativo: il Consigliere Militare accompagna impettito il Presidente del Consiglio mentre sfila i reparti d'onore; quando si tratta di deporre qualche corona d'alloro, lo deve fare un generale di una delle tre Forze Armate a turno, per non offendere né Esercito, né Marina, né Aviazione. E' un buon trampolino di lancio per diventare Capo di Stato Maggiore.

In Italia c'è il numero più elevato di generali di tutte le Forze armate Nato(ovviamente messe insieme), questo perché prendere i gradi di generale è un fatto automatico e serve a dargli qualcosa in più di stipendio (qualcuno griderà al qualunquismo, ma lo sfido a dimostrarmi che le cose stanno diversamente).

Bene, non ricordo che mai nessun Consigliere Militare abbia mai fatto dichiarazioni pubbliche o rilasciato interviste, tanto che l'opinione pubblica quasi mai ne conosce il nome. Ma questa volta il Generale Tricarico ha addirittura rilasciato un'intervista che il Corriere della Sera, maggiore quotidiano nazionale, ha pubblicato in prima pagina.

Che cosa dice il Generale Tricarico nell'intervista? Dice semplicemente che la sicurezza e la lotta al terrorismo richiedono qualche sacrificio per le libertà dei cittadini e anche per la privacy e che non possiamo essere da meno degli Usa anche rispetto al trattamento dei dati personali.

Perché questo intervento inedito nella forma e forte nella sostanza da parte del Consigliere Militare di Berlusconi? Le ipotesi sono due: Tricarico si è stufato di portare le corone di alloro e si è messo in testa di essere come Condoleeza, la signora che di mestiere fa il Consigliere della Sicurezza Nazionale di Bush; oppure Berlusconi ha detto al suo Consigliere una cosa del tipo "vai avanti tu a dire queste cose che se le dico io tutti mi volano addosso".

Nel secondo caso Tricarico è un buon militare e ha obbedito al suo capo; nel primo caso non è affatto un buon militare e andrebbe deferito alla Corte Marziale e degradato. In questo primo e malaugurato caso, sarebbe grave lo sfruttamento che si farebbe a fini politici della solidarietà e della stima che le Forze Armate hanno ricevuto in seguito alle tragiche vicende di Nassirya.

A questo punto cosa fa l'opposizione? Alcuni protestano e criticano il Generale. Ma la persona che più si dovrebbe intendere di queste cose, cioè Enzo Bianco, Presidente del Comitato Parlamentare di Controllo dei servizi segreti ed esponente dell'Ulivo, nonchè ex Ministro dell'Interno, cosa dice?

Bianco dice che il Generale non ha torto: i cittadini devono accettare qualche sacrificio della privacy in nome della lotta al terrorismo e che si devono legalizzare le intercettazioni delle comunicazioni telefoniche ed elettroniche da parte dei servizi segreti.

Siamo a posto: chi deve fare il militare, cioè rispettare le regole, fa il politico e vuole cambiare le regole; contemporaneamente chi deve fare l'oppositore e deve vigilare sul Governo dà ragione al Governo e, anziché controllare i servizi segreti, chiede che ne siano aumentati i poteri. Tutta questa confusione è più facile che giovi a chi attacca il nostro sistema che alla sua difesa.

E poi cosa significa "qualche sacrificio della privacy"? Tutti sono pronti a chiederlo, ma nessuno è pronto a precisarne i limiti e le garanzie. Non vorrei che, a furia di chiedercelo, ci preparino un bel "Patriot Act" all'italiana, come quello che negli Usa consente perquisizioni, intercettazioni ambientali, telefoniche e della posta elettronica, come della navigazione in Internet, da parte di Cia e Fbi senza limitazioni di sorta.

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Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 17)

Carriera automatica? Precisazioni... Leggi tutto
5-8-2004 12:24

Pier Luigi Tolardo
No.... Leggi tutto
5-8-2004 12:04

rosa
Funzioni del Consigliere militare Leggi tutto
5-8-2004 11:34

rosa
funzioni del consigliere militare
5-8-2004 11:31

Stefano Barni
mai sentito parlare di consenso informato? Leggi tutto
29-12-2003 18:22


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