6 GWatt di potenza per l'IA del futuro.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-02-2026]

Meta e AMD hanno trovato l'accordo: oltre 100 miliardi di dollari per l'acquisto da parte della prima di hardware per una potenza complessiva di 6 GWatt. La fornitura comprende acceleratori della serie MI450 e MI540, oltre a CPU di ultima generazione, destinati ai data center dedicati ai progetti di IA su larga scala. L'accordo è strutturato su più anni e prevede consegne progressive, con le prime implementazioni operative previste entro la fine del 2026.
Una componente rilevante dell'intesa riguarda i warrant concessi da AMD a Meta. La struttura prevede la possibilità per Meta di acquisire fino a circa il 10% del capitale del produttore di chip, attraverso un meccanismo basato su una valutazione periodica delle prestazioni in base a scadenze predefinite e sull'andamento del titolo AMD. Il pacchetto include fino a 160 milioni di azioni potenziali, con un prezzo simbolico di esercizio pari a 0,01 dollari per azione, subordinato al raggiungimento di obiettivi tecnici e finanziari. Come dicevamo, le condizioni economiche dell'accordo dovrebbero superare i 100 miliardi di dollari. La cifra non è legata a un singolo ordine, ma alla somma dei contratti pluriennali per capacità di calcolo, hardware dedicato e servizi correlati. L'ammontare complessivo dipenderà dall'effettivo utilizzo del warrant e dal valore di mercato delle azioni AMD nei prossimi anni.
La scelta di Meta di diversificare i fornitori di chip per l'intelligenza artificiale è un elemento strategico. Negli ultimi anni, la domanda globale di GPU ha superato l'offerta, con conseguenti ritardi nelle consegne e aumenti dei costi. L'accordo con AMD consente a Meta di ridurre la dipendenza da un singolo produttore e di assicurarsi una capacità computazionale stabile per i propri progetti, tra cui sistemi di IA generativa e iniziative legate alla cosiddetta «personal superintelligence». Dal punto di vista tecnologico, gli acceleratori MI450 e MI540 rappresentano la risposta di AMD alla crescente competizione nel settore dei chip per IA. Le architetture adottate sono progettate per gestire carichi di lavoro di addestramento e inferenza su larga scala, con un'attenzione particolare all'efficienza energetica e alla scalabilità. La fornitura di 6 gigawatt di potenza computazionale implica la costruzione o l'espansione di data center dedicati, con infrastrutture elettriche e di raffreddamento adeguate a sostenere tali volumi.
L'accordo ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari. Le azioni AMD hanno registrato un incremento significativo nelle ore successive all'annuncio, sostenute dalle prospettive di crescita nel settore dell'intelligenza artificiale e dalla possibilità di un nuovo posizionamento competitivo rispetto ai principali concorrenti. L'intesa è stata interpretata come un segnale della volontà di AMD di consolidare la propria presenza nel mercato degli acceleratori per IA, un segmento dominato da pochi attori. Per Meta, l'investimento si inserisce in una strategia più ampia di espansione delle capacità di calcolo. Negli ultimi anni, Meta ha incrementato in modo costante la spesa in infrastrutture, con l'obiettivo di supportare modelli linguistici sempre più complessi e servizi basati sull'intelligenza artificiale. La disponibilità di hardware dedicato è considerata un prerequisito per mantenere competitività in un settore in cui la velocità di sviluppo è determinante.
Le implicazioni dell'accordo non riguardano solo i due partner coinvolti. La dimensione dell'investimento potrebbe influenzare l'intero mercato dei chip per IA, aumentando la pressione competitiva e accelerando lo sviluppo di nuove generazioni di acceleratori. La domanda di capacità computazionale su larga scala è destinata a crescere ulteriormente, spinta dall'evoluzione dei modelli generativi e dall'integrazione dell'IA in servizi consumer e aziendali. Un ulteriore elemento da considerare è l'impatto energetico. Sei gigawatt di potenza computazionale rappresentano un impegno infrastrutturale significativo, con implicazioni per la gestione delle reti elettriche e per le politiche di sostenibilità. Le aziende coinvolte non hanno fornito dettagli completi sulle strategie di efficienza energetica, ma la scala dell'operazione suggerisce la necessità di soluzioni avanzate per ridurre consumi e costi operativi.
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