Sentirsi definire ''occhiali per pervertiti'' non fa bene al marketing.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-09-2026]

Dopo una serie di commenti negativi sui suoi smart glass - il più gentile dei quali li definiva «Occhiali per pervertiti» - Meta si prepara a lanciarne una nuova versione priva di fotocamera. Questo modello, atteso per ottobre, punta a offrire funzioni di assistenza vocale e interazione con l'intelligenza artificiale senza la possibilità di registrare immagini o video, eliminando così il principale elemento di criticità che aveva attirato critiche e segnalazioni. La nuova edizione integra sei microfoni, progettati per consentire conversazioni con l'agente Muse e con il chatbot di Meta. La presenza di un pulsante laterale permette di attivare rapidamente l'IA, mentre gli altoparlanti direzionali forniscono l'audio senza coprire le orecchie dell'utente. L'assenza della fotocamera rappresenta la differenza più significativa rispetto ai modelli precedenti, come quelli sviluppati in collaborazione con Ray‑Ban, che avevano suscitato preoccupazioni per la possibilità di registrare contenuti senza che i presenti ne fossero consapevoli.
La struttura degli occhiali è stata ridisegnata con aste più sottili, avvicinandone l'aspetto a quello di una normale montatura. Meta prevede di presentare il dispositivo alla conferenza Connect del 23‑24 settembre, con l'obiettivo di avviarne la distribuzione in ottobre. La decisione di eliminare la fotocamera arriva dopo una serie di episodi che hanno alimentato un dibattito internazionale sulla privacy. In più occasioni, utenti dei modelli precedenti avevano utilizzato gli occhiali per registrare persone inconsapevoli, talvolta in situazioni sensibili, con l'obiettivo di ottenere visualizzazioni sui social. Sebbene i dispositivi fossero dotati di una luce LED che segnalava la registrazione, alcuni utenti avevano trovato modi per disattivarla o coprirla, rendendo difficile per i presenti capire se fossero ripresi.
Parallelamente, diverse indagini giornalistiche avevano rivelato la presenza di codice relativo al riconoscimento facciale all'interno dell'app di gestione degli occhiali, un sistema chiamato NameTag che avrebbe potuto identificare volti memorizzati localmente sul telefono dell'utente. Meta aveva rimosso il codice dopo la pubblicazione delle analisi, dichiarando che comunque «non era stata presa ancora alcuna decisione finale» sulla sua eventuale attivazione. Le preoccupazioni però non riguardavano solo la registrazione video, ma anche la possibilità di raccogliere dati biometrici senza consenso. Secondo esperti di sicurezza informatica, la combinazione di fotocamera, microfoni e algoritmi di riconoscimento avrebbe potuto trasformare un passante anonimo in un profilo dettagliato, con implicazioni significative per la privacy in spazi pubblici.
In Europa, le autorità garanti avevano già avviato analisi specifiche sul tema, evidenziando come gli occhiali con fotocamera rendessero impossibile per i presenti esprimere un consenso informato alla registrazione. Alcuni casi documentati avevano mostrato come contenuti sensibili — tra cui dati bancari, momenti privati e informazioni personali — fossero finiti nelle mani di revisori esterni incaricati di analizzare i video per l'addestramento dei modelli IA. Il nuovo modello senza fotocamera elimina alla radice questi rischi, collocandosi nella categoria dei dispositivi che non possono catturare immagini o video. Rimangono tuttavia attive le funzioni basate sui microfoni, che permettono l'interazione vocale con l'IA e la gestione di notifiche e comandi. Gli occhiali privi di fotocamera dovrebbero però presentare un profilo di rischio significativamente inferiore, pur mantenendo alcune criticità legate alla gestione dei dati audio e alle elaborazioni effettuate tramite servizi cloud.
Meta punta a utilizzare questo nuovo dispositivo per ampliare la diffusione degli occhiali intelligenti, offrendo un'alternativa più accettabile dal punto di vista sociale e normativo: la rimozione della fotocamera potrebbe favorire l'adozione dei dispositivi in contesti professionali e pubblici, dove le preoccupazioni sulla sorveglianza avevano limitato l'uso dei modelli precedenti.
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