Antibufala: la colletta di WhatsApp per la neonata cieca



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 09-11-2017]

neonata

Mi sono arrivate parecchie segnalazioni di un appello che sta girando su Whatsapp sotto forma di una foto di una neonata (mostrata qui sopra) accompagnata da un messaggio vocale in italiano, che trascrivo:

Ragazzi, buonasera a tutti. Allora, questa bimba è cieca, e il proprietario di Whatsapp, non so come [perdindirindina] si chiama, l'ha presa in carico per fare l'operazione a spese sue. Costa sui 200.000 euro. Non chiede i soldi a nessuno, chiede solo che si gira questo messaggio, perché su ogni messaggio mandato lui sborsa 50 centesimi. Non dovete dare né soldi né niente, solo mandarlo a amici e conoscenti, ecco. Va bene? Grazie.

L'appello è falso: se fosse vero, sarebbe presente anche sul sito di Whatsapp, ma non lo è. E non si capisce perché il "proprietario di WhatsApp", che presumibilmente sarebbe Mark Zuckerberg (visto che WhatsApp è di proprietà di Facebook), che è miliardario, dovrebbe giocare con la vita e la salute di una neonata: se il messaggio non girasse a sufficienza, la lascerebbe cieca?

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L'appello è insomma una totale perdita di tempo: una variante moderna degli appelli in stile George Arlington che circolano da almeno quindici anni su Internet. L'unica differenza rispetto alle catene di Sant'Antonio diffuse via mail è che questa, viaggiando su WhatsApp e quindi all'interno di un sistema gestito in blocco da una singola azienda, sarebbe in effetti tracciabile, a differenza delle catene via mail. Un altro sintomo della differenza fra l'Internet aperta, senza proprietari unici, e i giardinetti cintati privati che vanno di moda adesso.

Bufale un tanto al chilo segnala che l'appello esiste anche in versione inglese, ma accompagnato dalla foto di un'altra bambina, e che la neonata mostrata nella foto attuale è prelevata da una notizia di cronaca avvenuta in Marocco. La vicenda, insomma, è stata costruita a tavolino per far leva sui buoni sentimenti delle persone.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (2)

Chi ci guadagna da una cosa del genere è difficile dirlo, meno difficile, purtroppo, è dire perchè ci cascano tantissime persone: l'uso del cervello nell'essere umano social del secondo millennio sembra sia sempre più una funzione marginale e troppo impegnativa per cui quasi tutti, nel dubbio e per pigrizia mentale, inoltrano... ... Leggi tutto
12-11-2017 14:15

{Paolo}
La domanda sorge spontanea, perché? Perché farlo? Chi ci guadagna? E perché ci cascano tante persone, quando basta usare una piccolissima parte di cervello per farsi le stesse domande che si è fatto il giornalista?
10-11-2017 11:15

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