Router TP-Link compromessi in tutto il mondo: così gli hacker russi sottraggono le credenziali



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-04-2026]

tplink router attacco russo

Un gruppo di hacker legati al governo russo starebbe attaccando e compromettendo migliaia di router domestici e di piccoli uffici in tutto il mondo, reindirizzando il traffico Internet delle vittime per sottrarre password e token di accesso. L'operazione, attribuita al gruppo APT28 (noto anche come Fancy Bear), è stata confermata dai ricercatori di sicurezza britannici del NCSC e dai Black Lotus Labs.

L'attacco sfrutta vulnerabilità note in router MikroTik e TP-Link, molti dei quali non aggiornati o con firmware obsoleto. Una delle falle più sfruttate è la CVE‑2023‑50224, che consente a un aggressore non autenticato di ottenere informazioni sensibili tramite richieste HTTP manipolate. Milioni di dispositivi non hanno mai ricevuto la patch, rendendoli un bersaglio ideale. Il metodo principale utilizzato è il DNS hijacking: modificando le impostazioni DNS del router, gli hacker reindirizzano le richieste degli utenti verso server controllati dall'infrastruttura russa. Le vittime vengono così indirizzate a pagine di login falsificate, identiche a quelle reali, dove inseriscono inconsapevolmente le proprie credenziali.

Questa tecnica ha già permesso agli attaccanti di intercettare password, token OAuth e altri dati sensibili, aggirando anche l'autenticazione a due fattori. In molti casi, il router continuava a funzionare normalmente, rendendo l'intrusione invisibile agli utenti. Secondo le analisi, la campagna ha finora compromesso almeno 18.000 router in circa 120 Paesi, colpendo enti governativi, forze dell'ordine, provider email e infrastrutture critiche per lo più in Africa, Nord Africa, America Centrale e Sud‑Est asiatico. Microsoft ha confermato che oltre 200 organizzazioni e 5.000 dispositivi consumer risultano coinvolti, inclusi ministeri degli esteri e agenzie governative in Africa. L'azienda ha pubblicato un rapporto tecnico che descrive come i router compromessi propaghino le impostazioni DNS malevole a tutti i dispositivi collegati alla rete locale.

Il gruppo APT28, collegato al servizio di intelligence militare russo GRU, è noto per operazioni di spionaggio ad alto profilo, tra cui l'attacco al Comitato Nazionale Democratico statunitense nel 2016 e il sabotaggio ai sistemi satellitari Viasat nel 2022. La campagna sui router rappresenta un'evoluzione strategica: invece di colpire server governativi protetti, si punta ai dispositivi periferici, spesso trascurati e privi di monitoraggio. Le autorità statunitensi e britanniche hanno avviato operazioni coordinate per smantellare l'infrastruttura utilizzata dagli hacker. L'FBI è attesa annunciare il sequestro di diversi domini impiegati per il reindirizzamento del traffico, mentre partner internazionali hanno collaborato per disattivare server e VPS utilizzati come nodi della rete malevola.

Il caso mette in evidenza la crescente vulnerabilità dei dispositivi di rete domestici, spesso configurati con password predefinite o non aggiornati per anni. Gli esperti sottolineano che i router rappresentano un punto d'ingresso critico: controllandoli, un attaccante può manipolare il traffico di tutti i dispositivi collegati, inclusi smartphone, PC e dispositivi IoT. Il NCSC ha anche pubblicato una lista dei router TP-Link sotto attacco, che riportiamo qui sotto.

tplink router attacco

[Aggiornamento] TP-Link ci ha inviato un comunicato ufficiale sulla vicenda:

Nelle recenti notizie diffuse pubblicamente riguardanti il gruppo cyber statale russo APT28, unità dell’intelligence militare russa, che ha preso di mira router consumer legacy, TP-Link è indicata tra i produttori colpiti con specifico riferimento ad alcuni modelli meno recenti.

I dispositivi TP-Link menzionati hanno raggiunto lo stato di End of Service and Life (EOSL) diversi anni fa e l’elenco completo dei modelli interessati è disponibile a questo indirizzo. Sebbene tali prodotti non rientrino più nel nostro ciclo standard di manutenzione, l’azienda ha sviluppato aggiornamenti di sicurezza per i dispositivi non più supportati, ove tecnicamente possibile. Per garantire l’applicazione di tali aggiornamenti, si raccomanda di attenersi alle indicazioni riportati nell’avviso di sicurezza.

Per contribuire alla protezione delle reti, TP-Link invita fortemente i clienti che utilizzano modelli legacy o EOSL a effettuare un aggiornamento hardware a soluzione attualmente supportate e regolarmente aggiornate sotto il profilo della sicurezza. Come misure immediate, si consiglia di aggiornare il firmware all’ultima versione disponibile, disabilitare la gestione remota, adottare password amministrative robuste e univoche e limitare l’accesso ai dispositivi esclusivamente a reti interne affidabili.

TP-Link considera con la massima attenzione le minacce di attacchi informatici ai dispositivi di rete. La sicurezza dei nostri clienti rappresenta la nostra priorità.

TP-Link Italia

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Commenti all'articolo (5)

In effetti i dispositivi di TP-Link, soprattutto negli ultimi anni, si sono rivelati essere sempre più dei colabrodo a livello di sicurezza però, fino a che avranno clienti che li comprano continueranno tranquillamente ad agire in questo modo. Sarebbe ora che i clienti lo capissero e agissero di conseguenza, questo sì che sarebbe ancora... Leggi tutto
10-4-2026 15:54

{io}
A me non sembra che quanto dice zeross sulla 2FA funzioni a quel modo. Piuttosto il meccanismo è: 1) tu ti colleghi a tuabanca.it ma in realtà finisci su un sito clone 2) metti le tue credenziali sul sito clone, che di nascosto con quelle credenziali fa il login al vero sito tuabanca.it 3) tuabanca.it ti manda il 2°... Leggi tutto
9-4-2026 16:21

In fondo e semplice; se il sito internet a cui sei connesso e il mio, che tu vedi come www.bancatua.euro, ma che invece il suo vero nome e www.ladroni.rubo, quando ti verr'a richiesto di inserire ad esempio il codice che ti invio per sms, sarà www.ladroni.rubo ad inviarti il codice OTP da inserire, quindi tu inserisci il codice, sei... Leggi tutto
9-4-2026 12:54

{token}
TP.Link è un'azienda che nel corso degli anni ha dimostrato "poca attenzione" agli utenti, e andrebbe prima sanzionata e poi chiusa. Ma figurati se lo faranno. Torniamo alla realtà e scopriamo il vero colpevole di tutto: ha stato Putin! Lui può tutto e fa tutto.
9-4-2026 11:36

«Questa tecnica ha già permesso agli attaccanti di intercettare password, token OAuth e altri dati sensibili, aggirando anche l'autenticazione a due fattori.» Come sarebbe possibile aggirare la autenticazione a due fattori?
9-4-2026 08:55

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