Emma-5, la IA italiana che non conosce nemmeno le tabelline

E tanti saluti alla sovranità tecnologica.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-06-2026]

emma ia italiana
Immagine: Emma

Si era presentato come passo verso una maggiore autonomia tecnologica italiana Emma‑5, il modello linguistico sviluppato da Egomnia, ma è finito al centro di un caso mediatico dopo una serie di risposte errate a domande anche molto banali, diventate virali sui social. La diffusione di screenshot e test ironici ha portato rapidamente alla sospensione del servizio, che al momento non risulta più accessibile. Il caso è esploso quando un post satirico ha attribuito a Emma‑5 presunti consigli finanziari, presentandola come l'intelligenza artificiale destinata a ridurre la dipendenza da operatori internazionali. Gli utenti che a seguito di ciò hanno provato il modello hanno ottenuto risposte incoerenti anche a domande elementari, come semplici calcoli aritmetici. La viralità dei contenuti ha generato un'ondata di test spontanei che hanno evidenziato limiti tecnici che gli sviluppatori, peraltro, sostengono ora di aver sempre avuto ben presenti.

La pagina ufficiale del progetto elenca quattro modelli: Emma‑3 con 125,3 milioni di parametri, Emma‑4 con 317,1 milioni, Emma‑5 con 550,4 milioni e Emma‑6, ancora in addestramento, previsto a circa 1,55 miliardi. Le dimensioni ridotte collocano questi modelli nella fascia dei sistemi sperimentali, adatti a prototipi o chatbot leggeri. La finestra di contesto di Emma-5 è limitata a 2.048 token, un valore che riduce la capacità di gestire conversazioni estese o documenti lunghi. Sul benchmark interno Vespucci, composto da 875 domande in italiano, Emma‑5 dichiara un punteggio del 57,8%, un dato però non verificato da terze parti indipendenti.

Egomnia, sul proprio sito, definisce esplicitamente i modelli Emma come progetti sperimentali e non destinati a competere con i sistemi internazionali di fascia alta. Il portale specifica che non devono essere utilizzati per scopi professionali, legali, medici o finanziari. Ciò nonostante, l'esperienza di quanti hanno messo Emma alla prova è risultata piuttosto comica.

Emma‑5 è infatti riuscita in un'impresa notevole: trasformare una semplice tabellina del 9 in uno stress test per l'intero concetto di "sovranità tecnologica". Bastava chiedere quanto faccia 9×7 per assistere a risposte che sembravano uscite da un generatore di numeri casuali, più che da un modello linguistico. Gli utenti hanno iniziato con domande innocue, ma il modello ha reagito come se ogni input fosse un enigma esistenziale. La situazione è degenerata quando qualcuno, come già ricordavamo, ha chiesto consigli finanziari: Emma‑5 ha risposto col tono di uno studente interrogato che tenta la fortuna. Il risultato è stato un flusso di screenshot virali che hanno trasformato il modello in un fenomeno comico involontario. Emma ha indicato Adolf Hitler come il miglior presidente tedesco, Ayrton Senna (morto nel 1994) come il vincitore del Gran Premio di Formula 1 nel 2000, e ha asserito con convinzione che i cani possono volare perché «il corpo è fatto di ossa e muscoli».

Il paradosso è che tutto questo accadeva mentre la pagina ufficiale del progetto dichiarava con estrema chiarezza che Emma era un esperimento didattico, non un concorrente dei modelli internazionali. Ma la rete, si sa, non legge i disclaimer: preferisce i meme. E così un modello da 550 milioni di parametri, pensato per girare su un portatile qualunque, è stato improvvisamente investito del ruolo di "campione nazionale", salvo poi crollare alla prima domanda di aritmetica. Quando il servizio è stato messo offline, molti utenti hanno scherzato sul fatto che Emma‑5 avesse finalmente trovato una risposta corretta: il silenzio. Altri hanno ipotizzato che il modello fosse andato in ferie dopo aver realizzato che la tabellina del 9 non era un'opinione. In ogni caso, la sospensione è stata accolta come l'inevitabile epilogo di una giornata in cui un chatbot sperimentale è diventato, suo malgrado, la protagonista di un caso nazionale.

Le reazioni del settore non si sono però limitate all'ironia. Un avvocato esperto di diritto digitale, intervenendo su Startup Italia, ha definito la vicenda «più preoccupante che comica», osservando che una società quotata potrebbe indurre il pubblico a confondere un esperimento didattico con lo stato reale dell'intelligenza artificiale italiana. Secondo questa interpretazione, il rischio è che la sproporzione tra comunicazione e capacità tecniche finisca per indebolire la credibilità del concetto stesso di sovranità tecnologica. Il caso Emma evidenzia quindi non solo i limiti di un modello da 550 milioni di parametri, ma anche l'importanza della trasparenza nella comunicazione dei progetti di intelligenza artificiale. La distanza tra aspettative e specifiche tecniche può trasformare un'iniziativa dichiaratamente sperimentale in un fenomeno virale, con effetti che vanno oltre la qualità del prodotto e incidono sulla percezione pubblica del settore.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 10)

L'Italia non si smentisce mai, chi si smazza e cerca di fare le cose per bene e sul serio si deve sempre scontrare con la scarsezza dei fondi e anche lottare contro i danni fatti da altri italiani che sfruttando furbizia e amicizie ottengo fondi che poi intascano senza portare alcun risultato nei progetti per i quali li hanno ottenuti. ... Leggi tutto
1-7-2026 16:10

Esiste una intelligenza artificiale chiamata Minerva, sviluppata in silenzio e senza clamori mediatici, dall'università di Roma, da una squadra guidata dal professor Roberto Navigli, basata sulla lingua italiana, reperibili a questo indirizzo che non è ancora raffinata a dovere, ma dispone comunque già di 7 miliardi di parametri, ha una... Leggi tutto
30-6-2026 15:35

Aggiungo, senza paura di smentita, che i soldi pubblici presi dall’azienda di costui non gli permettono di avere alcun credito di fiducia: o mi produci qualcosa di utile o la didattica la lasci fare a maestri e professori a scuola. E magari destinando qualche soldo in più a quest’ultimi!
30-6-2026 12:21

Questo chatbot ha detto che ingerire l'acido per le batterie fa bene ad ossa e muscoli, e dare un AK47 in mano ad un bambino è assolutamente innocuo! :shock: Qui siamo oltre semplici errori anche perché la pagina che ora non è più visibile, recitava che era la prima chatbot italiana a disposizione per le aziende, ed adesso, non solo... Leggi tutto
29-6-2026 20:18

no il sette ed il quattro sul tastierino numerico sono uno sopra l'altro, qui si tratta di un normalissimo ed umanissimo errore di digitazione, che avresti potuto cortesemente far notare con l'apposito tasto segnala un refuso, grazie per il commento. =) Leggi tutto
29-6-2026 19:58

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