Oltre 1.600 dipendenti incrociano le braccia per chiedere migliori condizioni di lavoro.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-09-2026]

Debuttano con uno scossone l'iPhone 18 Pro e Pro Max in Italia: gli oltre 1.600 dipendenti degli Apple Store italiani hanno infatti confermato lo sciopero per l'intero turno di venerdì 18 settembre. La mobilitazione, indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTuCs, arriva al termine di una vertenza che prosegue da mesi e che punta a ottenere interventi strutturali su carichi di lavoro, organici e contratti a termine. La protesta coinvolge i 17 negozi Apple presenti in Italia e nasce dalle richieste avanzate dopo il contratto integrativo del 2024. Le sigle sindacali chiedono da tempo un adeguamento dei ritmi di lavoro e un incremento del personale, ritenuto insufficiente soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. A luglio era stato aperto lo stato di agitazione, mentre il 7 settembre l'assemblea nazionale dei lavoratori aveva approvato lo sciopero.
Secondo i sindacati, negli store si registra una pressione crescente sulla produttività, con dipendenti spesso costretti a seguire clienti in successione senza pause e a svolgere mansioni diverse, dalla vendita al supporto tecnico. Le rappresentanze parlano di una «corsa alla produttività» senza interventi adeguati sugli organici, nonostante l'aumento dei volumi di lavoro legato ai lanci di nuovi prodotti. Un punto centrale della vertenza riguarda il ricorso ai contratti a tempo determinato. In diversi casi, spiegano le sigle sindacali, i lavoratori vengono impiegati per periodi di sei o sette mesi, lasciati a casa alla scadenza e poi richiamati nuovamente con contratti a termine. Per i sindacati, questa dinamica dimostra che il fabbisogno di personale non è più soltanto stagionale e richiede stabilizzazioni strutturali.
Sul tavolo delle trattative ci sono nuove assunzioni, la stabilizzazione di una quota dei tempi determinati e la possibilità per i part‑time di aumentare volontariamente le ore di lavoro. Nel confronto del 29 luglio Apple avrebbe annunciato un incremento e un anticipo nell'inserimento dei contratti a termine, oltre ad alcune stabilizzazioni a livello nazionale. Misure che, secondo i sindacati, non hanno però risolto le criticità principali. Ad agosto poi è arrivato l'aumento dei buoni pasto a 10 euro, accolto positivamente dai sindacati ma considerato un intervento separato rispetto ai problemi legati ai carichi di lavoro e agli organici. La CISL sottolinea che «la situazione è diventata insostenibile» e che «serve un cambio di passo da parte dell'azienda per garantire condizioni di lavoro dignitose e sostenibili».
Come ricordavamo all'inizio, lo sciopero coincide con il giorno di apertura delle vendite dei nuovi iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, un momento che tradizionalmente porta un afflusso elevato di clienti nei negozi. Apple non ha comunicato cancellazioni per chi ha già prenotato il ritiro dei dispositivi, ma segnala possibili riduzioni di orario e l'indisponibilità di alcuni servizi. Le pagine dei negozi indicano l'apertura regolare dalle 8, con raccomandazione ai clienti di attendere la conferma della disponibilità dei prodotti ordinati via email o notifica prima di recarsi allo store prescelto. Nella giornata di venerdì sono inoltre previsti presidi in diverse città italiane. A Roma l'appuntamento è alle 13 in piazza Capranica; a Milano in piazza Liberty dalle 9:30 alle 12:30; a Torino dalle 9 davanti allo store di via Roma 82. Iniziative sono annunciate anche a Bologna e Misterbianco, in provincia di Catania. Le sigle sindacali ribadiscono che la mobilitazione vuole richiamare l'attenzione su condizioni di lavoro che, a loro giudizio, non sono più compatibili con i volumi di attività richiesti.
La vertenza rappresenta uno dei casi più significativi nel settore retail tecnologico, dove la combinazione tra alta affluenza, mansioni diversificate e pressione commerciale crea un contesto particolarmente impegnativo per i lavoratori. Il lancio dei nuovi iPhone, che tradizionalmente segna uno dei picchi annuali di attività, rende lo sciopero particolarmente visibile e potrebbe avere ripercussioni sull'operatività dei negozi. Le sigle sindacali auspicano che la mobilitazione porti a un confronto più efficace con l'azienda e a soluzioni che garantiscano condizioni di lavoro più equilibrate.
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