Collabora afferma che il progetto pilota danese non è stato bocciato, ma non ha ricevuto una valutazione conclusiva a causa di mutamenti politici.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 02-11-2026]

C'è un'ulteriore puntata della vicenda - che pareva essersi proprio conclusa male per l'open source - del passaggio da Microsoft Office a Collabora Office negli uffici pubblici danesi. A raccontarlo è la stessa Collabora Productivity, che ha pubblicato una ricostruzione ufficiale del progetto pilota avviato dal governo danese per valutare alternative ai software di produttività tradizionali nell'ambito della propria strategia di sovranità digitale. Secondo Collabora, la sperimentazione non è davvero fallita: in realtà non è stata completata e non è mai stata effettuata una valutazione finale della soluzione.
La precisazione arriva dopo che, come sembrava, il governo danese aveva abbandonato Collabora Office a causa di problemi tecnici o di incompatibilità con i documenti utilizzati dalla pubblica amministrazione, come certi dipendenti avevano testimoniato. La situazione appare ora però più complessa, legata soprattutto a una riorganizzazione politica e amministrativa intervenuta nel corso del 2026. Le origini del progetto risalgono al giugno 2025, quando il Ministero della Digitalizzazione della Danimarca annunciò l'avvio di una sperimentazione dedicata alla sovranità digitale. L'obiettivo dichiarato era ridurre la dipendenza dalle grandi aziende tecnologiche e verificare la possibilità di utilizzare strumenti aperti per alcune attività dell'amministrazione pubblica. Il software scelto per il test era Collabora Office, una suite basata su LibreOffice.
L'allora ministra della Digitalizzazione, Caroline Stage, spiegò la filosofia del progetto con parole molto prudenti: «Non mi illudo che questo significhi essere pronti a cacciare i giganti tecnologici già domani, ma lo considero un gradito passo nella giusta direzione. Come politici abbiamo il dovere di garantire che i nostri sistemi informatici non diventino dipendenti da poche grandi aziende». L'obiettivo dichiarato era non tanto eliminare completamente Microsoft Office quanto aumentare la libertà di scelta tecnologica e ridurre la dipendenza da un singolo fornitore, mantenendo la compatibilità con gli strumenti e i formati già in uso.
Il progetto venne sviluppato insieme alla società danese cBrain, autrice della piattaforma F2, utilizzata da tutti i ministeri del governo per la gestione documentale, la gestione delle pratiche amministrative, le comunicazioni e l'archiviazione. La prima fase della sperimentazione prevedeva l'integrazione di Collabora Office direttamente all'interno di F2. Secondo la documentazione pubblicata da Collabora, questa fase è stata completata con successo. L'integrazione ha dimostrato che gli utenti potevano passare liberamente da Collabora Office a Microsoft Office durante la modifica dei documenti, mantenendo gli stessi archivi e utilizzando formati compatibili con quelli dell'ecosistema Microsoft. Collabora considera questo risultato un importante traguardo tecnico perché dimostra la possibilità di introdurre strumenti alternativi senza sostituire le infrastrutture amministrative esistenti.
Superata la prima fase, il progetto è entrato in una fase operativa più ampia. Circa quaranta dipendenti ministeriali hanno iniziato a utilizzare quotidianamente Collabora Office nelle proprie attività lavorative, con l'obiettivo di verificarne il comportamento in un contesto reale e raccogliere osservazioni sull'esperienza d'uso. È durante questa fase che emersero i problemi di compatibilità e funzionalità di cui abbiamo già raccontato. Le segnalazioni riguardavano aspetti particolarmente delicati per una pubblica amministrazione, come la gestione degli stili, la formattazione dei documenti, le revisioni, il controllo delle modifiche, le tabelle e la fedeltà dell'impaginazione durante la conversione da e verso il formato Word.
Collabora sostiene tuttavia che le problematiche emerse erano normali per un progetto pilota di questa natura e che il team di sviluppo stava lavorando direttamente con gli utenti per raccogliere commenti e correggere le anomalie individuate. Afferma inoltre che gli ingegneri hanno analizzato e risolto le segnalazioni riportate durante il test. Tutto insomma procedeva in maniera regolare ma, prima che la sperimentazione potesse essere completata il contesto istituzionale cambiò. Nel giugno 2026 il governo danese è stato riorganizzato e il Ministero della Digitalizzazione è stato assorbito in una nuova struttura amministrativa: con la scomparsa dell'ente che sponsorizzava direttamente il progetto, il test ha perso il proprio contesto organizzativo originario ed è stato sospeso.
È proprio questo il punto centrale sottolineato da Collabora: la valutazione finale prevista non è mai stata effettuata. Secondo quanto dichiarato, non esiste alcun rapporto conclusivo che stabilisca l'idoneità o la non idoneità della soluzione e non è stata raggiunta alcuna decisione formale sull'esito del progetto pilota. Per questo motivo, Collabora invita a distinguere tra l'interruzione di uno specifico progetto governativo e il più ampio percorso della Danimarca verso la sovranità digitale. Sostiene che le competenze maturate durante la sperimentazione continueranno a essere utilizzate attraverso nuove collaborazioni con altre autorità pubbliche danesi e con la piattaforma F2 di cBrain.
Ancora, una volta, quindi, sarebbero stati problemi politici, e non strettamente tecnici, a ostacolare la strada ai software open source. Nel caso specifico, la situazione va rivista sotto una luce nuova: non una bocciatura definitiva di Collabora Office, ma piuttosto una sperimentazione interrotta prima della conclusione formale, con risultati tecnici parziali, problemi emersi durante i test e una riorganizzazione governativa che ha impedito di completare il percorso di valutazione previsto inizialmente.
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