La Document Foundation approfitta della scadenza per ricordare che la suite di Microsoft non garantisce certe libertà.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-08-2026]
Il 13 ottobre 2026 Microsoft terminerà il supporto per Office LTSC 2021, lasciando la suite priva di aggiornamenti di sicurezza e correzioni. Il software continuerà ad avviarsi e ad aprire i documenti, ma da quella data diventerà un elemento critico per chi lo utilizza poiché i bug in esso non verranno mai sistemati; l'unico percorso ufficiale previsto dall'azienda passa attraverso una nuova licenza o un abbonamento. Approfittando della scadenzam The Document Foundation è tornata alla carica proponendo il proprio LibreOffice, che rivendica un modello di sviluppo e distribuzione radicalmente diverso, privo di limiti temporali e svincolato da politiche commerciali.
Disponibile gratuitamente, LibreOffice non ha una data di fine supporto; il codice è pubblico, la gestione è affidata alla comunità e alla fondazione, e ogni ciclo di rilascio viene seguito immediatamente da una nuova versione disponibile gratuitamente per tutti. La distinzione è centrale: la scadenza del supporto di Microsoft Office è una decisione commerciale, non un vincolo tecnico, e segna il momento in cui continuare a usare un software acquistato diventa sconsigliabile. LibreOffice non può imporre un limite simile perché nessun soggetto ne detiene il controllo esclusivo. La differenza tra i due modelli emerge anche nel formato dei documenti. LibreOffice utilizza l'OpenDocument Format, uno standard ISO e implementato da più applicazioni indipendenti. La specifica è completa e pubblica, e chiunque può sviluppare software capace di aprire correttamente un file ODF oggi o tra decenni. OOXML, pur avendo un numero ISO, non coincide nella pratica con il formato effettivamente scritto da Microsoft Office. Le implementazioni indipendenti restano approssimazioni, e la conversione ripetuta di documenti complessi tra suite diverse tende a degradarne la struttura.
La conseguenza è diretta: un archivio basato su OOXML richiede che il rapporto commerciale con Microsoft prosegua indefinitamente per garantire la leggibilità dei documenti. Un archivio basato su ODF non dipende da alcuna azienda. La fondazione sottolinea che un documento moderno è un artefatto strutturato, composto da marcatori, stili, oggetti incorporati, riferimenti a caratteri, script e dati esterni. Per questo motivo gli standard aperti sono essenziali non solo per il software ma anche per i file che contengono informazioni critiche.
La scadenza del supporto di Office LTSC 2021 si inserisce inoltre in un modello di licenze che, secondo la Document Foundation, finisce per assomigliare a un abbonamento. Chi desidera rimanere aggiornato deve sostenere nuove spese nel tempo e accettare eventuali aumenti di prezzo. La migrazione a LibreOffice comporta costi legati alla formazione, alla conversione dei modelli, alla riscrittura delle macro e all'integrazione, ma si tratta di costi una tantum, misurabili e non ricorrenti. Microsoft invita gli utenti di Office LTSC 2021 a passare a Office LTSC 2024 o direttamente a Microsoft 365. Anche la versione LTSC più recente ha però un ciclo di vita limitato: il supporto terminerà nel 2029, dopo di che sarà necessario acquistare una nuova edizione o scegliere un'alternativa. La Document Foundation evidenzia che le scadenze del supporto vengono spesso utilizzate per favorire la transizione verso servizi cloud, con conseguenze sulla collocazione dei documenti, sulla giurisdizione che li governa, sulle condizioni di accesso e sulla possibilità di lavorare senza connessione.
LibreOffice continua a funzionare in locale su Windows, macOS e GNU/Linux, e può essere utilizzato anche tramite soluzioni online basate sulla tecnologia della suite, ma senza che la disponibilità degli aggiornamenti dipenda dall'adozione del cloud. La fondazione richiama l'attenzione su un punto: la leggibilità dei documenti di un'organizzazione nel 2046 non dovrebbe dipendere da decisioni prese da un'azienda nel 2026. La scadenza del 13 ottobre non è quindi solo un evento tecnico, ma un momento che mette in discussione la natura del rapporto tra utenti e fornitori di software. Per la Document Foundation, la migrazione non è una reazione a un avviso di fine supporto, ma la correzione di una dipendenza che non avrebbe dovuto esistere. Il supporto termina in una data scelta da altri; la proprietà dei documenti, invece, non ha scadenza.
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