La nuova barra debutterà in LibreOffice 26.8, il cui rilascio è imminente.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 26-08-2026]
Deve aver proprio il dente avvelenato la Document Foundation (che si occupa dello sviluppo di LibreOffice) se torna ancora a criticare Microsoft Office, questa volta prendendosela con l'interfaccia Ribbon, introdotta nel 2007: la Fondazione sostiene infatti che il modello di interazione introdotto da Microsoft non rappresenta la soluzione ergonomica migliore per tutte le categorie di utenti. Nel nuovo intervento mette in discussione l'idea che la disposizione a schede sia universalmente efficiente, evidenziando limiti concreti per chi lavora con schermi piccoli, per gli utenti avanzati e per chi proviene da altri ambienti software.
La critica si concentra sulla rigidità del Ribbon, che secondo la fondazione non offre sufficiente spazio verticale per i contenuti, penalizzando chi necessita di un'area di lavoro ampia e continua. La struttura fissa delle schede, inoltre, renderebbe più complesso il passaggio da altre suite da ufficio, perché impone una logica di utilizzo non modificabile e poco adattabile alle preferenze individuali. La fondazione osserva che l'ergonomia può essere misurata e che un'interfaccia non può risultare ottimale per ogni gruppo di utenti, soprattutto quando non è possibile personalizzarne la disposizione. Nel suo intervento, the Document Foundation riconosce che il Ribbon può risultare efficace per utenti mediamente esperti, ma sottolinea che questa categoria non rappresenta l'intero spettro di chi utilizza software da ufficio. Per chi lavora con monitor di dimensioni ridotte, l'area occupata dalla barra superiore può diventare un ostacolo, riducendo lo spazio disponibile per la visualizzazione dei documenti. La fondazione evidenzia inoltre che la scelta di Microsoft di adottare esclusivamente il Ribbon comporta compromessi che vengono imposti indistintamente a tutti gli utenti.
LibreOffice propone invece un approccio differente, basato sulla possibilità di scegliere tra molteplici modelli di interazione. L'utente può selezionare la combinazione classica di menu e barre degli strumenti, una variante a schede, una modalità compatta, una barra raggruppata, una barra laterale o una singola barra degli strumenti. La fondazione sostiene che questa varietà consente a ciascuno di individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, senza rinunciare alla flessibilità.
Con la versione 26.8, peraltro, LibreOffice introdurrà una nuova interfaccia a schede ispirata al Ribbon, ma la fondazione precisa che non si tratta di un cambio di strategia. L'obiettivo è ampliare ulteriormente le opzioni disponibili, senza eliminare nessuna delle interfacce già presenti. La nuova variante sarà quindi un'aggiunta, non un sostituto, e permetterà agli utenti di adottare un modello più simile a quello di Microsoft Office senza rinunciare alla possibilità di tornare a soluzioni più tradizionali. La fondazione ribadisce che la libertà di scelta è un elemento centrale della filosofia di LibreOffice. L'utente deve poter decidere quali compromessi accettare e quali evitare, soprattutto in un contesto in cui le esigenze possono variare notevolmente tra professionisti, studenti, utenti occasionali e chi utilizza dispositivi con schermi ridotti. La presenza di più interfacce, secondo la fondazione, permette di adattare il software a scenari d'uso molto diversi.
Nel suo intervento, la fondazione osserva anche che la possibilità di personalizzare l'interfaccia è limitata in Microsoft Office, mentre LibreOffice consente modifiche più profonde. Questa differenza inciderebbe direttamente sulla produttività, perché un'interfaccia non adattabile può costringere l'utente a modificare le proprie abitudini di lavoro invece di adattarsi alle sue preferenze. La nuova interfaccia a schede di LibreOffice sarà accompagnata da miglioramenti generali nella versione 26.8, che punta a rendere più coerente l'esperienza d'uso tra le diverse modalità disponibili. La critica alla Ribbon GUI è l'ultima di una serie di osservazioni già espresse in passato dalla fondazione, che aveva contestato anche aspetti legati ai formati OOXML e alla gestione della compatibilità da parte di Microsoft.
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