Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
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Guida HijackThis parte 5
Un semplice strumento dalle molteplici funzionalità grazie al quale chiunque, con pochi click del mouse, può accorgersi di eventuali infezioni del PC ed eliminarle. Parte 5/8
Biodiesel e carburanti vegetali: convengono davvero?
Il biodiesel estratto dalla colza sembrava l'alternativa ideale al petrolio ma, tra chi dice che inquina più del gasolio e chi teme per la biodiversità, sembra che una vera soluzione al problema ancora non ci sia. A meno che non venga dai funghi.
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Effetto terremoto, via le password dal WiFi in EmiliaNumerosi sindaci dei comuni colpiti dal sisma invitano i cittadini a rendere accessibili le proprie reti wireless. Ci voleva il terremoto per una norma dettata dal buon senso? [ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-05-2012] ![]() Immagine simbolo del terremoto in Emilia Il Wi-Fi libero è un tabù. Più in Italia che nel resto del mondo. Fino poco più di un anno fa abbiamo dovuto sottostare al famigerato decreto Pisanu, che imponeva l'identificazione dell'utente che volesse connettersi a una rete Wi-Fi, con tanto di annotazione del documento di identità, con la scusa di voler identificare i terroristi (o erano i pedofili? non ricordo). Anche oggi che la legge Pisanu è stata abolita, non è che le cose siano cambiate di molto. Un po' perché la burocrazia non è sparita completamente, un po' per l'abitudine, un po' per la paura che ci hanno instillato: "Se un pedofilo (o un terrorista o un qualsiasi altro mostro) accede a Internet dalla tua rete, ne risponderai tu personalmente". Ma a un indirizzo IP non corrisponde necessariamente una sola persona, e anche negli USA se ne stanno finalmente rendendo conto. Risultato? Praticamente zero reti Wi-Fi liberamente accessibili, nelle nostre città. A parte quelle "ufficiali", installate dai comuni per raccattare consenso elettorale, che però generalmente coprono non più di poche decine di metri quadri, anche in città come Milano o Roma. Poi ci sono quelle lasciate aperte per errore (subito ribattezzato come "imprudenza") e quelle di qualche libertario irriducibile, che lascia la propria rete Wi-Fi aperta di proposito, magari aderendo a progetti interessanti come quello dei Foneros: su Zeus News ne parlammo per la prima volta nel 2006, ma come potete vedere il progetto non è mai veramente decollato. Altra conseguenza (o forse è una causa?), in Italia dettano legge le compagnie telefoniche mobili. Castrare il Wi-Fi vuol dire favorire la costosa comunicazione dati cellulare. Prima erano le tariffe esagerate, adesso sono i piani-dati venduti "a dispositivo" (iPad, smartphone, navigatore, ecc.) anziché "a persona". Sondaggio
Poi, stamattina, il terremoto in Emilia. Una seconda terribile scossa. E per la prima volta qualcuno comincia a svegliarsi. Vuoi vedere che è meglio se apriamo Internet a tutti? E così si diffonde il tam tam e i sindaci delle zone colpite invitano i propri cittadini ad aprire le reti Wi-Fi, in modo che tutti possano comunicare. Compresi i terroristi che passeranno da quelle parti (mica saranno tutti quanti a Brindisi, no?) Nobile iniziativa, certo, dettata dall'emergenza. Ma attenzione, qualcuno potrebbe abituarsi e pretendere che rimanga in vigore anche quando si saranno calmate le acque.
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