Come scambiare messaggi davvero privati fra Android e iOS

Le app di messaggistica in genere non consentono comunicazioni che siano veramente private. Ecco alcune soluzioni basate sulla crittografia.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-03-2015]

privati

I messaggi "privati" proposti da molti social network in realtà non sono affatto privati: il gestore del social network li può leggere, e vengono trasmessi via Internet senza particolari protezioni.

Se volete comunicare in modo davvero privato attraverso un dispositivo digitale servono soluzioni differenti, basate sulla crittografia.

Per gli smartphone Android c'è per esempio l'app gratuita TextSecure, che consente di scambiare facilmente messaggi cifrati, soltanto con altri utenti Android della stessa app.

Il sistema di cifratura usato da TextSecure è lo stesso usato da WhatsApp a partire da novembre 2014 per la versione Android, e ha il pregio importante di essere open source: il suo funzionamento e il suo codice sono liberamente ispezionabili per verificare che non contengano falle o funzioni spia. La Electronic Frontier Foundation ha compilato una tabella comparativa della sicurezza delle app di messaggistica.

TextSecure, però, non c'è per i dispositivi iOS, per cui non è possibile usarlo per fare comunicazioni cifrate fra utenti iOS e Android. Ma adesso è arrivata la versione 2.0 di Signal, un'app gratuita per iOS che offre gli stessi servizi e la stessa trasparenza di TextSecure per gli utenti di iPhone e ha il vantaggio di essere compatibile con TextSecure. Non c'è da sorprendersi: entrambi sono prodotti dalla stessa azienda, la Open Whisper Systems.

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In pratica, quindi, ora è possibile comunicare in modo realmente riservato, scambiando immagini, testi e anche telefonate, fra smartphone Apple e Android: sul primo si usa Signal 2.0, sul secondo si usa TextSecure in abbinamento con RedPhone per le comunicazioni a voce.

Naturalmente la riservatezza delle comunicazioni non viene garantita soltanto dall'uso di un'app.

Servono anche comportamenti sicuri: va ricordato che se qualcuno mette le mani sul vostro smartphone o quello del vostro interlocutore, o se il vostro interlocutore mostra i messaggi a qualcun altro, la sicurezza è comunque compromessa.

Custodite con attenzione il vostro smartphone, insomma.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (4)

Di EFF c'è sicuramente da fidarsi ma io mi fido ancora di più del fatto che con queste app scambio solo messaggi che non hanno assolutamente alcuna necessità di segretezza e/o sicurezza... :wink:
10-3-2015 19:04

@Julius Se avessi letto (e capito) la tabella della EFF probabiilmente non avresti fatto questa affermazione: link Le app segnalate sembrano davvero sicure, ovvero a meno di avere accesso (anche remoto) al device non c'è possibiltà di intercettare i messaggi... E di EFF mi fiderei!
10-3-2015 18:09

{Julius}
Se le chiavi risiedono sui server di Open Whisper Systems, temo che la riservatezza sia solo una possibilità. Cioè è possibile finché nessuno ha accesso a queste chiavi, in primis i proprietari dei server, poi i servizi segreti, i politici (la corruzione è un sistema politico comune), i giudici, le polizie e i cracker. A Napoli li... Leggi tutto
9-3-2015 15:35

{pi3tr0}
Telegram non è sicura?
8-3-2015 15:31

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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