Perché Novara non è una città digitale

Città cerniera tra Piemonte e Lombardia, sta perdendo tutte le opportunità di sviluppo legate alla Rete.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 03-10-2004]

Sempre più spesso la nostra società è definita "digitale". Purtroppo, la consapevolezza di questo cambiamento epocale è poco avvertita a Novara, dove l'attenzione della classe politica che gestisce il Comune e la Provincia è molto presa, anche giustamente, da altre vicende.

Per esempio: la realizzazione dell'alta velocità ferroviaria e la connessione con questa della Città di Novara, con i collegamenti con Malpensa, il potenziamento del CIM (Centro Intermodale Merci stategico per i trasporti ferroviari e stradali Italia-Europa).

Rimangono invece estranei all'attenzione e all'iniziativa la questione dell'inserimento di Novara e del suo territorio all'interno delle grandi "autostrade dell'informazione".

Non a caso, una Giunta di colore politico identico a quella che gestisce Novara (anche se con un peso politico nettamente inferiore della Lega) come quella Albertini ha fatto della cablatura di Milano una priorità strategica. Milano è così diventata la città con la più capillare ed estesa rete a fibre ottiche d'Europa.

La Rete a banda larga in fibre ottiche di Fastweb, infatti, arriva fino a Magenta e coprirà il nuovo polo fieristico di Rho, mentre Torino è già coperta fino a Chiasso e, su richiesta e forte pressione delle associazioni imprenditoriali e del Comune di Biella, coprirà tutto il Distretto Laniero, città capoluogo compresa, arrivando fino a Borgosesia e Gattinara.

In pratica Novara rischia di essere una zona priva di rete a banda larga diffusa e a costi accessibili per aziende e famiglie per i servizi di telefonia, Internet e Tv.

Il colmo è che il top manager e fondatore di Fastweb è proprio il giovane Silvio Scaglia: l'amministrazione comunale non ha mai cercato di coinvolgerlo e non si è ricordata di lui nemmeno per il riconoscimento di Novarese dell'anno: eppure a 45 anni è considerato dall'Economist e da Fortune uno dei più promettenti imprenditori europei.

Anche il rapporto tra Amministrazione Comunale e il maggiore gestore telefonico (Telecom Italia), è praticamente inesistente e così molti novaresi devono attendere mesi e mesi per avere un collegamento Adsl per Internet e alcune zone della città sono completamente scoperte, senza che l'amministrazione Giordano se ne preoccupi assolutamente.

E' estranea alla classe dirigente del centrodestra novarese la percezione che senza un'adeguata infrastruttura di telecomunicazioni moderne la città non potrà mai essere un luogo attrattivo di nuovi insediamenti ad alto valore aggiunto nei campi della ricerca, delle tecnologie avanzate, dell'informatica e della produzione multimediale che ha preso il posto dell'editoria e della grafica tradizionale.

La stessa nuova Rete a fibre ottiche di proprietà comunale che collega gli edifici comunali viene vantata come un grande sforzo, e invece nasconde l'assenza di una rete pubblica a banda larga per imprese e famiglie, inserita in un ampia rete globale.

La città rischia di essere tagliata fuori da uno sviluppo di qualità che sia ricco di sbocchi occupazionali per i giovani laureati che la nuova università sta sfornando e di essere così solo una sede di depositi per lo stoccaggio delle merci.

Un "digital divide", cioè un fossato elettronico che la città non merita proprio nel momento in cui, con ingenti risorse pubbliche, sta partendo un piano per il cablaggio del Mezzogiorno d'Italia. Una città senza governo elettronico.

In questi giorni l'amministrazione Giordano presenta la nuova veste del sito istituzionale del Comune di Novara. Dobbiamo mettere in evidenza che il nuovo sito, pur in una nuova gradevole veste è quanto mai povero dal punto di vista del "governo elettronico" (e-government) cioè per le possibilità realmente offerte al cittadino di usufruire di servizi comunali on-line non solo di avere generiche informazioni.

La possibilità di accedere normalmente ai servizi anagrafici, all'acquisizione di certificati, all'istruzione di pratiche, è assolutamente preclusa ai cittadini di Novara, che possono tranquillamente farsi le code reali e continuare a pensare che tutto ciò sia fantascienza.

Non ci stupiremo se poi l'assenza di servizi on-line ci farà perdere posti in classifica per quanto riguarda la qualità della vita oltre che far risultare la città ultima come livelli di e-government.

Nessun tentativo è stato fatto finora per introdurre servizi via Sms, di informazione su orari dei servizi pubblici, sul traffico, su eventi culturali e spettacoli, come si è già fatto, con successo, in città anche più piccole. Una città senza democrazia elettronica.

Come non notare poi che nel sito Web comunale è assente ogni minima possibilità per l'opposizione di far sentire la propria voce ai cittadini come è garantita, almeno minimamente, sull'organo di stampa del Comune, né è stata prevista la possibilità di dotare tutti i consiglieri comunali di una casella e-mail per poter ricevere comunicazioni dai cittadini.

A Milano (tanto per stare dalle parti del centrodestra) il sindaco Albertini tiene una rubrica di risposta pubblica alle e-mail dei cittadini mentre lo stesso Ministro per l'innovazione tecnologica di Berlusconi, Lucio Stanca, ha bandito una gara per finanziare progetti di e-democracy (la democrazia elettronica) a cui, probabilmente, l'amministrazione comunale nemmeno ha pensato di partecipare.

Chattare con i cittadini, avere dei forum dove i cittadini possano discutere e proporre all'amministrazione scelte fondamentali, promuovere sondaggi on-line, favorire la possibilità di petizioni, svolgere delle indagini sulla qualità dei servizi, trasmettere in modalità audio/video streaming (con costi irrisori) le sedute del Consiglio Comunale...

Si tratta di prospettive concrete di allargamento della partecipazione dei cittadini grazie alle potenzialità della Rete a cui l'amministrazione di centrodestra non ha mai pensato: manca la sensibilità per il nuovo ma forse è anche un deficit di sensibilità democratica.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)

maria teresa
Sono della provincia di Bari, vivo temporaneamente a Novara per motivi di lavoro.Confermo a pieno tutto ciò che scritto nell'articolo e lo trovo estremamente vergognoso: la cultura dell'informatica è assolutamente essenziale, rende accessibile tantissimi servizi a disabili e a comuni cittadini che possono comodamente da... Leggi tutto
19-10-2004 22:13

Fedone
Acqua sul vetro Leggi tutto
15-10-2004 17:21

davide
Articolo pubblicato su "Corriere di Novara" Leggi tutto
15-10-2004 09:53

Giuliano
Vivo in provincia di Novara :-( Leggi tutto
13-10-2004 12:45

Yan
Perché Novara non è una città digitale? Leggi tutto
10-10-2004 10:48

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