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Intercettazioni telefoniche, l'analisi dei tabulati

Approfondiamo come avviene l'analisi dei ''tabulati telefonici'', cioè il mestiere per cui è diventato (involontariamente) famoso Gioacchino Genchi.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-10-2011]

intercettazioni

L'analisi dei tabulati telefonici è una cosa completamente diversa dalla intercettazione telefonica. Nel caso della intercettazione, il Procuratore può ascoltare la viva voce dell'Indagato che parla al telefono con uno dei suoi complici.

Nel caso dell'analisi dei tabulati, può solo vedere una tabella di dati (un foglio Excel...) che elenca tutte le chiamate fatte e ricevute dal telefono dell'indagato, per ognuna delle quali è indicato il momento di inizio e fine chiamata, il numero del telefono che si trova all'altro capo del "filo", la posizione geografica dei due telefoni (o la cella che serviva la loro comunicazione) e molte altre informazioni.

Per questa ragione, l'analisi dei tabulati telefonici è sottoposta a una normativa diversa, e meno restrittiva, rispetto alle intercettazioni. In particolare, non è necessario un mandato del Giudice per le Indagini Preliminari per ottenere un tabulato telefonico. Basta una richiesta formale di un Ufficiale di Polizia Giudiziaria (che, in ogni caso, agisce sotto la supervisione del Procuratore della Repubblica).

I tabulati, comunque, restano accessibili solo alla Polizia. Un privato cittadino non può richiedere un tabulato telefonico agli operatori, nemmeno se è quello di un telefono a lui intestato. Non può farlo nemmeno il suo avvocato e nemmeno un investigatore privato. Tutto quello che il privato cittadino può ottenere è l'elenco delle chiamate che accompagna la bolletta del telefono (che, come noto, contiene molte meno informazioni di un "tabulato" vero e proprio).

Il "tabulato telefonico" in realtà si chiama "archivio storico del traffico telefonico" dell'utenza in esame (o "Call Detail Record", nel mondo anglosassone) e contiene una notevole quantità di informazioni. Ad esempio, da questo tabulato è possibile vedere tutte le chiamate fatte e ricevute da una certa utenza, le chiamate "fallite" (numero occupato, telefono non raggiungibile, etc.), gli SMS e gli MMS inviati e ricevuti (ma non il loro contenuto), l'identificativo della cella che serviva il telefono chiamante e quello chiamato al momento della conversazione (e tutte le celle "attraversate" dai telefoni in movimento durante la conversazione).

In quasi tutti i casi è possibile anche conoscere, con una certa approssimazione, la posizione del telefono al momento della chiamata e seguirne gli spostamenti da una cella all'altra (ad esempio lungo un'autostrada). Inoltre, è possibile conoscere il numero IMEI, che identifica in modo univoco il telefono, e il numero IMSI, che identifica la scheda SIM, di ogni telefono coinvolto nella conversazione.

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Di conseguenza, anche se l'indagato cambia numero telefonico, cambia operatore o cambia SIM è solitamente possibile continuare a tracciarlo. In realtà, è possibile continuare a tracciarlo anche se cambia tutto il telefono, ma questa è un'altra storia perché implica anche un minimo di indagini "tradizionali" (pedinamento).

Come potete capire, queste informazioni spesso risultano addirittura più utili delle intercettazioni vere e proprie perché "inchiodano" l'Indagato a una certa posizione nello spazio e nel tempo e perché portano allo scoperto la sua cerchia di relazioni sociali. Questa è infatti una delle tecniche che ha dato il maggiore contributo alle indagini negli ultimi vent'anni, permettendo di ricostruire la struttura, e l'organizzazione gerarchica e geografica, di intere associazioni criminali.

Ha anche permesso di collegare molti indagati alla scena e all'ora del delitto. Ad esempio, le strutture delle varie associazioni a delinquere che si sono "spartite la torta" negli ultimi vent'anni, dalla famigerata P4 di Bisignani fino ai famosi "furbetti del quartierino", sono state ricostruite in larga misura analizzando il traffico telefonico dei loro membri. In modo analogo, i responsabili di alcuni crimini violenti sono stati collegati alla scena del delitto proprio in base all'analisi dei tabulati.

L'analisi dei tabulati è un mestiere abbastanza complicato perché, a dispetto degli standard ETSI, ogni operatore "stampa" (su file) i tabulati in modo diverso. In particolare, ogni operatore inserisce nel tabulato un'insieme di campi (informazioni) leggermente diverso e li chiama in modo diverso.

Un operatore può inserire nel tabulato l'identificatore numerico della cella che serve la comunicazione e un altro può inserire al suo posto le coordinate geografiche dell'antenna. Un operatore può chiamare un SMS con il tipo di dato "SMS" e un altro può chiamarlo "TEXT". Come se questo non bastasse, un operatore può fornire il tabulato come file CSV e un altro come TSV o come XLS. Un altro ancora come semplice dump SQL del database.

Questo caos è dovuto al fatto che il governo (sempre lo stesso governo che vuole bloccare le intercettazioni) non si è mai preso la briga di emanare le norme attuative previste dagli accordi europei per lo standard ETSI e quindi gli operatori sono liberi di fare ciò che vogliono.

Questo caos obbliga l'analista a convertire i dati a un formato comune (solitamente usando uno script Perl, Python o Ruby) e a caricarli in un database comune (MySQL, SQL Server, PostgreSQL, etc.). Solo a quel punto diventa possibile fare le analisi del caso usando delle "query" SQL o tecniche simili.

Questo è esattamente ciò che ha fatto (su ordine di vari Giudici), per molti anni, il povero Gioacchino Genchi: normalizzare dati (forniti dalla Procura della Repubblica) e caricarli in un database comune per poi eseguire interrogazioni.

Ovviamente, con il passare del tempo, le dimensioni di questo database sono cresciute fino a contenere alcune centinaia di migliaia di numeri di telefono e qualche milione di telefonate. Come potete facilmente immaginare, dalle analisi su questo insieme di dati sono spesso emersi dei contatti difficilmente immaginabili a priori, come quello tra un sacerdote e un boss mafioso o come quello tra un boss della camorra e la moglie di un suo rivale.

Genchi ha sempre informato la Procura di queste sue scoperte (come prevede la legge) ma alla fine si è trovato a dover fronteggiare l'accusa, mossagli niente meno che dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in diretta TV, di aver messo sotto controllo mezza Italia, inclusi parlamentari e ministri. Dopo un paio d'anni di indagini, Genchi è stato ovviamente prosciolto da ogni accusa (assoluzione piena, perché il fatto non sussiste) ma nella mente degli italiani è rimasto il dubbio che qualcuno, da qualche parte, stia intercettando anche il loro telefono.

In realtà, Genchi non ha mai potuto intercettare nessuno semplicemente perché non ha mai avuto accesso né all'ufficio intercettazioni di una procura né ai file audio prodotti da una qualunque intercettazione. Ha sempre e solo lavorato su dati numerici che la procura gli ha fornito. (Si veda anche questo articolo di Pier Luigi Tolardo, molto critico sull'argomento, e l'accesa discussione degli utenti del forum - ndr).

Inoltre, non è assolutamente vero che "mezza italia" sia sottoposta a intercettazione. Per quanto si riesce a capirne in assenza di una statistica ufficiale attendibile, le intercettazioni vere e proprie in Italia interessano meno di 30.000 telefoni e meno di 20.000 persone ogni anno (ogni indagato usa spesso due o più telefoni), per un volume compessivo di alcune centinaia di migliaia di conversazioni.

L'analisi del traffico telefonico riguarda probabilmente tra i 100.000 ed i 200.000 telefoni, cioè 50.000 o 100.000 persone, per un volume complessivo di qualche milione di "eventi" (telefonate, SMS, etc.). Roba da ridere rispetto a quello che avviene, ad esempio, in Inghilterra, dove, per stessa ammissione della Polizia, ogni anno viene analizzato il traffico di un cittadino ogni 78!

Ecco cosa riporta Antonio Ingroia nel suo libro C'era una volta l'intercettazione (pag 85): "Secondo l'ultimo rapporto del commissario per le intercettazioni, Sir Paul Kennedy, grazie al RIPA (Regulation of Investigatory Powers Act) che dal 2000 consente l'accesso ai dati dei cittadini inglesi, incluso il traffico telefonico e quello dati, vari enti pubblici domandano l'accesso 1400 volte al giorno, tanto che nel 2008 ci sono state 504.000 richieste, sottoponendo a investigazione un adulto ogni 78!"

Il prossimo articolo parlerà dell'analisi dei registri di cella ("Cell site analysis"), cioè la tecnica che ha permesso di identificare le "signorine" che frequentavano Villa San Martino. Il quinto e ultimo articolo parlerà del complesso tema della localizzazione geografica dei telefoni (e, di sfuggita, dell'ancora più complesso tema della "copertura radio").

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Commenti all'articolo (ultimi 10 di 24)


Gladiator
Forse intendevi qui: link???? :wink:
24-10-2013 19:16


Zeus
Certo, prova a chiedere qui: link
23-10-2013 06:55

{utente anonimo}
e' possibile oltre al tabulato delle telefonate intercorse fra due numeri telefonici, ottenere anche le registrazioni vocali del dialogo e in certe date? c'e' qualcuno che sa queste cose? Grazie
23-10-2013 01:48


mda
capito male, scusa :wink:
5-4-2012 07:36


Zeus
Infatti, il mio commento voleva essere sarcastico ;)
5-4-2012 06:22


mda
No! Non esiste nessuna segretezza in Italia (l'ultima era quella bancaria) davanti ad una indagine. Salvo quella confessionale fatta da un Ministro di Culto, militare (annullata se per ordine superiore), avvocato e quella medica che poi questa è discrezionale ovvero se non si rivelano pubblicamente cose "riservate". Anche... Leggi tutto
5-4-2012 00:06


Gladiator
O forse sì??? Chissà... :? :? :? :? :? Leggi tutto
4-4-2012 19:22


Silent Runner
No? Leggi tutto
4-4-2012 16:25


Silent Runner
Forse? Leggi tutto
4-4-2012 16:25


Zorro
ma hai fatto qualcosa di veramente brutto? ... :o nooo ... perchè in tal caso ... sei spacciato :wink: :old: Leggi tutto
4-4-2012 15:23

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