Microsoft cancella lo streaming di Groove

Il servizio sarà tenuto in vita solo fino al 31 dicembre.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-10-2017]

groove music pass addio

Persino Microsoft deve arrendersi davanti alla potenza di Spotify.

Con un post sul blog ufficiale di Windows, il gigante di Redmond ha annunciato la sostanziale chiusura del servizio inizialmente noto come Zune Music, poi Xbox Music, e ultimamente Groove Music, e allo stesso tempo invita gli utenti a passare a Spotify.

Entro la prossima settimana verrà rilasciato un aggiornamento dell'app che permetterà di spostare le proprie playlist in un account Spotify. Il servizio di sottoscrizione musicale offerto da Groove verrà tenuto in vita fino al prossimo 31 dicembre, e chiuso in quella data.

Per chi ascolta prevalentemente musica in streaming, l'unica soluzione alla chiusura di Groove è palesemente il passaggio a Spotify, mentre quanti adoperano Groove per gestire la propria musica locale possono ancora continuare a usare l'app.

Il supporto al lettore musicale di Groove continuerà infatti ancora per il prevedibile futuro: a venir cancellato è soltanto il servizio di sottoscrizione alla musica in streaming, noto come Groove Music Pass e che in cambio di 10 euro al mese permetteva di ascoltare milioni di brani.

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Il settore dello streaming musicale si riduce quindi in sostanza a tre soli attori: il già citato Spotify, il secondo servizio più usato al mondo, e Pandora, al primo posto che ogni giorno ha oltre 81 milioni di utenti. Più lontano c'è Apple Music, con 27 milioni di utenti paganti ma che registra una buona crescita.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (2)

Mungono le vacche senza ritegno... tanto possono farlo. :roll:
7-10-2017 18:37

{rafi}
Microsoft apre, chiude, modifica, tutto unilateralmente senza nessun riguardo per gli utenti, i quali a loro volta sono talmente allocchiti che continuano a spendere senza pensare. E' comunque un già visto con tutti i big data (e anche in altri settori).
3-10-2017 21:13

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
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