[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-02-2026]

Il Consiglio dell'Unione Europea ha dato il via libera definitivo al dazio sui pacchi sotto i 150 euro annunciato lo scorso dicembre. Dal 1 luglio 2026, ogni categoria di prodotto contenuta in spedizioni di valore inferiore a 150 euro sarà soggetta a un prelievo fisso di 3 euro, una misura pensata per colmare quella che viene ritenuta una lacuna normativa che aveva reso questo segmento del commercio elettronico quasi completamente esente da dazi. L'obiettivo dichiarato è ridurre la concorrenza nei confronti dei venditori europei e contrastare pratiche elusive diffuse tra operatori extra‑UE.
La decisione è stata presa formalmente l'11 febbraio, completando un percorso legislativo avviato per aggiornare un sistema considerato ormai inadatto al volume e alla natura delle spedizioni generate dall'e‑commerce globale. La misura si applicherà a tutti i pacchi provenienti da Paesi terzi e destinati a consumatori europei, con particolare impatto sulle piattaforme che movimentano grandi quantità di articoli a basso costo. Il nuovo dazio sostituisce l'esenzione storica che permetteva l'ingresso nell'UE di beni sotto i 150 euro senza alcun prelievo doganale. Introdotta in un contesto economico molto diverso, questa soglia era diventata un punto critico per la competitività delle imprese europee, che si trovavano a competere con prodotti importati senza costi aggiuntivi. Secondo le stime della Commissione, oltre il 90% dei pacchi e‑commerce provenienti da Paesi extra‑UE rientra in questa fascia di valore.
La misura è però definita «temporanea» perché resterà in vigore fino all'attivazione del nuovo Customs Data Hub europeo, prevista per il 2028. Una volta operativo, il sistema consentirà di applicare dazi personalizzati a tutte le merci in ingresso, indipendentemente dal valore, superando definitivamente il regime di esenzione. Il Data Hub centralizzerà le informazioni doganali e permetterà controlli più rapidi e accurati, riducendo le possibilità di dichiarazioni fraudolente o sottovalutazioni.
Il dazio di 3 euro verrà applicato per categoria merceologica, non per pacco. Ciò significa che un singolo pacco contenente articoli appartenenti a due categorie tariffarie diverse sarà soggetto a un prelievo di 6 euro. Questa struttura è stata scelta ufficialmente per semplificare il calcolo e ridurre il rischio di manipolazioni nelle dichiarazioni doganali, mantenendo al contempo un livello di imposizione proporzionato alla varietà dei beni importati. La misura avrà un impatto significativo sulle piattaforme di e‑commerce extra‑UE, in particolare quelle che operano con modelli basati su spedizioni dirette di articoli a basso costo. I marketplace dovranno adeguare i propri sistemi logistici e informativi per gestire il nuovo dazio, e molti potrebbero trasferire il costo direttamente ai consumatori. Secondo le prime analisi, l'aumento dei prezzi finali potrebbe essere più evidente per articoli di valore molto basso, dove il dazio rappresenta una quota significativa del prezzo totale.
Il Consiglio UE ha motivato la decisione con la necessità di contrastare pratiche elusive come la dichiarazione fraudolenta del valore dei beni o l'uso di canali logistici che aggirano i controlli doganali, per esempio aprendo magazzini all'interno dell'Unione Europea dai quali operare la spedizione verso gli acquirenti finali. L'introduzione del dazio fisso vuole ridurre l'incentivo a manipolare il valore dichiarato, poiché il prelievo non dipende dal prezzo del prodotto ma dalla sua categoria tariffaria. La riforma si inserisce in un quadro più ampio di modernizzazione del sistema doganale europeo. Oltre al Data Hub, il pacchetto prevede l'adozione di strumenti digitali avanzati per il tracciamento delle merci, la semplificazione delle procedure per gli operatori economici autorizzati e un rafforzamento dei controlli sui marketplace online. L'obiettivo dichiarato è rendere il sistema più efficiente, trasparente e resistente alle frodi.
Per i consumatori europei, l'impatto sarà visibile soprattutto negli acquisti di piccoli articoli provenienti da Paesi extra‑UE. Il dazio si aggiungerà all'IVA già applicata dal 2021 su tutte le importazioni, indipendentemente dal valore e, per l'Italia, alla tassa da 2 euro introdotta con l'ultima Manovra. Le autorità europee ritengono che la misura possa contribuire a riequilibrare il mercato, favorendo i venditori europei che operano nel rispetto delle normative fiscali e doganali. La transizione verso il nuovo regime richiederà un adeguamento da parte degli operatori logistici, che dovranno aggiornare i sistemi di dichiarazione e gestione delle spedizioni. Le autorità doganali degli Stati membri stanno predisponendo linee guida operative per garantire un'applicazione uniforme della misura e ridurre i ritardi nei processi di sdoganamento, soprattutto nei centri di smistamento ad alto volume.
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