La crisi si trascina ormai da anni ed è arrivato il momento di prendere decisioni drastiche.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-03-2026]

Il team di sviluppo di Manjaro Linux ha pubblicato un manifesto con il quale denuncia la profonda crisi interna che da qualche tempo vessa la nota distribuzione Linux, e allo stesso tempo minaccia la creazione di un fork qualora la struttura attuale del progetto non venga radicalmente modificata. Il documento, firmato da 19 membri tra sviluppatori, moderatori e responsabili tecnici, chiede l'uscita dell'azienda che oggi gestisce la distribuzione e il passaggio a un modello no‑profit.
Il manifesto, diffuso sul forum ufficiale da un membro del team noto come Aragorn, descrive un progetto in declino da oltre un decennio, con una perdita progressiva di fiducia da parte degli utenti e un abbandono quasi totale dei contributori storici. Il testo sostiene che gli stessi errori si ripetono da anni senza essere affrontati, generando un deterioramento della qualità e della reputazione della distribuzione. La richiesta principale riguarda la rimozione dell'attuale leadership aziendale e la creazione di una fondazione o ente no‑profit che possa garantire trasparenza, governance condivisa e sostenibilità a lungo termine. Il gruppo firmatario ritiene che l'attuale modello centralizzato abbia compromesso la capacità del progetto di attrarre nuovi sviluppatori e mantenere un ciclo di rilascio stabile.
«Le priorità della dirigenza del Progetto non coincidono con quelle degli sviluppatori e della comunità» scrive Aragorn. «L'obiettivo dell'attuale dirigenza è trasformare Manjaro in un'azienda di successo, ma finora questi tentativi sono per lo più falliti. Il Progetto Manjaro viene gestito come un progetto personale di un singolo individuo [Philip Müller, NdR], e tutto ruota attorno a questa singola persona: un individuo che si rifiuta di condividere con il resto del team l'accesso essenziale sia alla manutenzione del Progetto che all'infrastruttura di supporto».
Il documento sottolinea inoltre che la comunità si è ridotta drasticamente e che molte figure chiave hanno abbandonato il progetto negli ultimi anni. La crisi sarebbe maturata nel tempo, con tensioni crescenti tra la componente aziendale e quella comunitaria. Il manifesto parla di una gestione percepita come poco collaborativa e poco attenta alle esigenze degli sviluppatori volontari, che costituiscono la base operativa del progetto. La minaccia di un fork viene presentata come extrema ratio, qualora la leadership non accetti di avviare una transizione verso un modello più aperto. Un fork comporterebbe la nascita di una nuova distribuzione derivata dall'attuale Manjaro ma gestita da un gruppo indipendente.
«Il nome Manjaro viene utilizzato solo per la sua popolarità, e la comunità viene usata solo come cavie e come lavoratori non retribuiti, con il risultato che il Progetto ne sta soffrendo gravemente» accusano gli sviluppatori. «A titolo di esempio, non viene fatto alcun tentativo di acquisire fondi per il Progetto, e i fondi di proprietà della società Manjaro GmbH & Co KG non vengono investiti nel Progetto, con il risultato che i fondi del Progetto sono ormai esauriti, causando la perdita dell'unica fonte di reddito dell'unico sviluppatore a tempo pieno di Manjaro».
La situazione così com'è non è più sostenibile. Come può accadere per i progetti open source grazie alla loro stessa natura, la soluzione potrebbe essere a portata di mano: un numero sufficiente di sviluppatori motivati può creare un progetto alternativo e ridare vita alla distribuzione sotto altro nome e lontano dalla gestione di Manjaro GmbH & Co.
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