L'Euro non sbarca nelle tariffe

Da nemmeno due settimane siamo in piena epoca Euro: superato il brivido della novità e i primi disagi, sempre più avremo una politica economica e sociale comune con gli altri paesi europei. Ma allora perché telefonare in Francia o Germania dall'Italia (e viceversa) deve avere costare di più che telefonare in Italia? Quando potremo avere un vero e proprio "Eurotelefono"?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-01-2002]

Da Madrid a Roma, da Bruxelles a Francoforte, da Atene a Helsinki noi europei utilizziamo la stessa moneta. Da qualche anno (almeno in teoria) non dobbiamo più esibire i documenti per passare da un Paese all'altro dell'Unione Europea, uno spazio ancora più ampio di quello dell'Euro.

In uno spazio più ampio di quello dell'Unione Europea sono cadute le barriere doganali; il progetto Erasmo permette a migliaia di studenti europei di sostenere indifferentemente esami in qualsiasi Università europea. Presto sarà scritta una Costituzione europea, e già abbiamo uno Spazio giuridico europeo per il perseguimento dei reati, nonché regole comuni per la difesa dei consumatori. Abbiamo persino un piccolo esercito europeo.

Con buona pace degli euroscettici e dei nazionalisti nostalgici, l'Europa è già un fatto irreversibile e concreto per centinaia di milioni di uomini e donne, che presto saranno di più con l'allargamento della Ue anche ai Paesi dell'Est. Il sistema delle Telecomunicazioni, così come lo conosciamo e come è cambiato in questi anni in Italia, è completamente frutto dell'Europa. L'Atto Unico per la libera circolazione delle merci e dei capitali, e le Direttive Comunitarie che ne sono conseguite, hanno decretato la liberalizzazione e la privatizzazione delle telecomunicazioni in Italia e in Europa.

La liberalizzazione dei terminali, delle reti e del traffico, la separazione fra organi di controllo e di gestione, la privatizzazione delle telecomunicazioni e la fine del monopolio: tutto questo ci è stato imposto dall'Europa.

Quello che non si riesce a capire è perché in Europa per telefonare da un paese all'altro si paghino ancora le tariffe internazionali. Persino le più arcaiche Poste italiane ed Europee prevedono una tariffa comune per le spedizioni in Europa, identica a quella prevista per le spedizioni all'interno di un Paese.

Il concetto di tariffa legata alla distanza dovrebbe essere definitivamente superato in telefonia. In ogni caso, è maggiore la distanza tra Milano o Parigi, o quella tra Milano e Palermo?

Le tariffe internazionali per ora sono superate solo in parte dai grandi Gruppi industriali e finanziari che si servono di Reti proprie, magari a fibre ottiche o satellitari.

Bisogna dare atto a Vodafone, un Gruppo tra i maggiori in Europa nella telefonia mobile, di aver istituito per prima, seguita da Tim, un'unica tariffa europea, che comunque è diversa da quella interna al Paese. Mi sembra un buon argomento per il professor Mario Monti, illustre economista e Commissario italiano alla Ue, dove si occupa della libera concorrenza: speriamo che ci pensi, in questo primo anno dell'Euro.

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Pier Luigi Tolardo

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