L'ICANN apre l'era dei domini generici

Prende il via oggi la liberalizzazione dei TLD personalizzati: le aziende fanno già la fila per avere il proprio.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-01-2012]

icann gtld

Inizia oggi quella che molti hanno già definito «la nuova era di Internet».

L'ICANN, l'ente che si occupa di gestire l'assegnazione degli indirizzi IP e dei domini, aprirà infatti quest'oggi le regisrtazioni dei domini generici di primo livello (gTLD).

Si tratta dell'ultimo passo di un percorso iniziato tempo fa e che permetterà alle aziende e alle diverse realtà di registrare un TLD con qualsiasi estensione: ai 22 domini generici (come .com, .org, .net e via di seguito) e agli oltre 250 nazionali (.it, .uk, .de e così via) si aggiungerà un numero potenzialmente infinito di nuove sigle. L'articolo continua qui sotto.

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La fase di richiesta dei nuovi domini proseguirà sino al prossimo 12 aprile: pare che siano state avanzate già oltre 1.500 domande da parte di diverse aziende - come Hitachi e Canon - ma anche da parte di alcune città (come Londra).

Il pericolo che subito salta all'occhio è quello del cybersquatting, ossia la possibilità che vengano registrati domini che assomigliano a quelli legittimi, dai quali magari differiscono per una sola lettera, ma che invece portano a siti gestiti da truffatori.

Per arginare il fenomeno l'ICANN si muove in due direzioni: una è quella rappresentata dai controlli e dalla documentazione che deve presentare chiunque desideri un dominio generico di primo livello.

La seconda è il canone: per l'acquisto servono infatti 185.000 dollari (più di 145.000 euro), ai quali si aggiunge una quota annuale di 25.000 dollari (quasi 20.000 euro).

La liberalizzazione decisa dall'ICANN è però soltanto l'ultima rivoluzione che interessa il web: da qualche tempo, infatti, è stata adottato anche l'utilizzo di alfabeti non latini per i domini stessi.

Non tutti sono soddisfatti delle novità, figlie delle idee di Rod Beckstrom, CEO di ICANN.

«Non è stato fatto nessuno studio sull'impatto economico e sulle conseguenze di questa rivoluzione, che si può facilmente rivelare un disastro per i grandi marchi, per le aziende presenti in rete con investimenti massicci e per l'intero ecosistema della rete» - ha fatto sapere l'Interactive Advertising Bureau statunitense - «soprattutto visto che è la decisione è stata presa da un gruppetto di persone senza alcuna consultazione esterna».

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)

Quoto! Come sempre pecunia non olet... Leggi tutto
14-1-2012 15:34

Per gli utenti finali non c'e' nessun vantaggio. A me il nome del sito interessa ZERO, quello che mi interessa e' il contenuto.
14-1-2012 11:44

Solo un modo come un altro di fare cassa. Voglio vedere quando le aziende si compreranno il proprio TLD personalizzato (pagandolo a peso d'oro) e si trovernno con un indicizzazione sui motori di ricerca che gli farà cacare bulloni roventi. :P Comunque credo che l'ICANN non può fare ciò che vuole senza consultare nessuno. Ogni paese... Leggi tutto
13-1-2012 14:13

ma poi perchè mai la città di londra dovrebbe pagare 150k euro, piu altri 20k euro l'anno per un sito web, che si prendano il londra.com e basta, no?
13-1-2012 10:01

Condivido.
13-1-2012 09:14

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