Boxopus, client P2P per scaricare in Dropbox... bannato da Dropbox

Download anonimo e senza bisogno di client: il file finisce automaticamente nell'account Dropbox. Aggiornamento: Dropbox lo ha chiuso fuori.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 26-06-2012]

boxopus dropbox

Nonostante l'apparizione di un concorrente temibile come Google Drive, Dropbox per ora resta il servizio di cloud hosting e sincronizzazione più amato.

L'apprezzamento ora potrebbe anche crescere grazie a Boxopus, un nuovo servizio che permette di scaricare i file tramite BitTorrent direttamente nel proprio account Dropbox.

L'utilizzo di Boxopus è molto semplice: si inseriscono nel servizio le credenziali Dropbox - indispensabili perché il download possa avvenire - quindi si carica un file .torrent dal computer e il download si avvia automaticamente.

Alla fine, il file risultante si troverà nella cartella denominata boxopus, all'interno della cartella Apps; il download avviene anonimamente, dato che è Boxopus a occuparsi del processo.

La comodità di un servizio come Boxopus è già evidente per alcuni siti torrent - come TorrentReactor, Fulldls, Vertor e Torrentzap - che ne hanno già aggiunto il supporto.

Sondaggio
I provider che filtrano il peer to peer
consentono a tutti gli utenti di usufruire della banda larga
ledono i diritti degli utenti che hanno acquistato un abbonamento a banda piena

Mostra i risultati (6230 voti)
Leggi i commenti (10)

Durante questa prima fase di beta testing, l'utilizzo di Boxopus sarà completamente gratuito e illimitato; successivamente chi vorrà continuare a utilizzarlo gratuitamente dovrà sottostare a qualche genere di limitazione.

Aggiornamento - ore 23

Poche ore dopo aver segnalato la notizia ai nostri lettori, già dobbiamo segnalare un aggiornamento: Dropbox ha deciso di bannare il client Boxopus.

Una prima lettera di avvertimento, ricevuta dagli sviluppatori di Boxopus dal team di Dropbox, recitava: "It's come to our attention that latest Boxopus features could be perceived as encouraging users to violate copyright using Dropbox. Violating copyright is against our terms of service, so we are terminating your app's API access. Once your access is revoked, any API calls your app makes will fail."

Poco dopo è arrivato il ban che impedisce Boxopus di funzionare ulteriormente.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (3)

il ban è giusto.....banda e spazio costano, e dropbox non è un giocattolo per scaricare in automatico torrent...:)
27-6-2012 09:57

Ecco perchè dalla 4.0 uso link ci sono gia le app per scaricare da rapidshare e credo che stiano per uscire anche quelle per i .torrent !
27-6-2012 00:12

vedi aggiornamento...
26-6-2012 23:54

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

Mostra i risultati (2293 voti)
Agosto 2025
Google, stop all'obbligo di usare Gmail per gli account Android
Browser IA, l'allarme di Malwarebytes: ingannare gli assistenti e rubare dati è fin troppo semplice
Lo script che estende gli aggiornamenti di sicurezza di Windows 10 anche senza account Microsoft
La Danimarca saluta la posta cartacea: la consegna delle lettere terminerà alla fine dell'anno
PayPal, allarme sicurezza: i dati di 15,8 milioni di account in vendita sul dark web
Volkswagen, microtransazioni nelle auto: per utilizzare tutti i cavalli bisogna abbonarsi
Windows 11 24H2, dopo l'aggiornamento i dischi scompaiono. E i dati possono corrompersi
Microsoft fagocita GitHub: fine dell'indipendenza dopo sette anni. Futuro nella IA
Chiede a ChatGPT come sostituire il sale, finisce in ospedale con una malattia di cent'anni fa
Windows 2030, addio a mouse e tastiera: farà tutto la IA
La bolla finanziaria degli LLM
WhatsApp senza account: arrivano le Guest Chat per comunicare da "anonimi"
La pittura al grafene che sostituisce i caloriferi e consuma il 40% in meno
Luglio 2025
Allora, che cosa si può fare?
Piantedosi propone nuova Autorità per WhatsApp, Telegram e Signal. Messaggistica sotto controllo
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 31 agosto


web metrics