La sindrome del computer arrugginito

Un saggio sul rapporto tra informatica e sviluppo nel Sud del Mondo.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-07-2003]

Quante volte si assiste alla contrapposizione fra "integrati" e "apocalittici" rispetto al ruolo che le nuove tecnologie, informatica e telematica, possono giocare o meno per lo sviluppo del Sud del Mondo.

Da una parte c'è chi sostiene che l'informatica e la telematica potranno determinare una grande crescita economica ma dimentica che, spesso, dietro l'importazione delle nuove tecnologie nei Paesi sottosviluppati ci sono gli interessi di grandi multinazionali e si rischia di accrescere la dipendenza e lo sfruttamento di questi Paesi.

Dall'altra chi sostiene che prima deve venire la soddisfazione dei bisogni fondamentali come il cibo, l'istruzione, la salute ma dimentica che la crescita di questi Paesi può essere agevolata da una sempre maggiore e migliore possibilità di accedere all'informazione, risorsa strategica e determinante del nostro tempo, aiutandoli a diventare sempre più autonomi nell'accesso ai mercati internazionali.

Si tratta evidentemente di non dire un sì o un no aprioristici all'introduzione delle tecnologie informatiche nel Sud del mondo, di contrapporre aspirine e pozzi a computer e Internet, ma capire perchè e come si possono introdurre, evitando "la sindrome del computer arrugginito", che come tanti trattori venduti e poi abbandonati nei campi del Terzo Mondo, hanno potuto arricchire i loro prodotti ma non hanno migliorato la qualità della vita di quei popoli.

Un modello di "telematica sostenibile" è quello che vuole descrivere un giovane ingegnere, GianMarco Schiesaro, esperto di new media e di cooperazione allo sviluppo, nel suo chiaro e brillante saggio, La sindrome del computer arrugginito - Nuove tecnologie nel Sud del mondo tra sviluppo umano e globalizzazione".

Secondo Schiesaro la telematica sostenibile deve tradursi in un impegno morale e politico per colmare il digital divide, il fossato digitale che divide i Paesi ricchi dai Paesi poveri fatto da analfabetismo, carenza di infrastrutture, politiche tariffarie ingiuste (c'è un bel capitolo dedicato alle tariffe di compensazione, cioè a quanto care vengono fatte pagare le telefonate da e verso i Paesi del Terzo Mondo soprattutto agli immigrati), gli standard tecnologici inadeguati, la scarsa diversità linguistica, la regolamentazione della Rete in bilico tra democrazia e censura... nella consapevolezza che i governi, le aziende private, gli organismi internazionali e non governativi dovranno elaborare politiche congiunte per frenare l'eccessiva commercializzazione della Rete ed estendere anche ai più poveri i benefici della società dell'informazione.

Schiesaro dà una sua lettura del famoso slogan "date ad un uomo un pesce e lo potrete nutrire per un giorno. Dategli una canna e insegnategli a pescare e lo potrete nutrire per sempre." Dice: Insegnate a quell'uomo oltre a pescare, anche a costruirsi una canna da pesca con i materiali disponibili, nel caso si rompa, meglio ancora se sapremo organizzare la comunità alla quale quell'uomo appartiene perché sappia gestire la pesca a livelli sostenibili, meglio ancora dovremmo insegnare a quella comunità ad autorganizzarsi perché sia ciascuno dei membri della comunità a decidere se guadagnarsi da vivere pescando o con altri mezzi.

Un esempio virtuoso citato dal libro è quello della "telefonia dal volto umano" del Bangladesh, finanziata con il credito per i poveri: il microcredito della Grameen Bank dove alle donne dei villaggi sono stati dati soldi in prestito (poi restituiti) per acquistarsi un telefono cellulare che gli abitanti del villaggio utilizzavano a pagamento.

Il telefono veniva usato per contattare i parenti immigrati in Occidente che inviano i loro soldi in Bangladesh ma anche per conoscere i prezzi dei prodotti agricoli in città senza doversi affidare unicamente ai mediatori. Oppure la Radio di Kothmale nello Sri Lanka che integra un potente mezzo di acculturazione come la radio con Internet per programmi di educazione sanitaria.

Un clamoroso esempio negativo è, per esempio, quello di Microsoft che nel 1992 volle introdurre in Cina popolare programmi software con una codifica in lingua cinese. Questa codifica utilizzava caratteri poco diffusi anzi risalenti alla Cina pre-rivoluzionaria. Ciò ha determinato il maggiore orientamento verso l'open source del più grande mercato mondiale.

La maggiore positività dell'open source come esempio di tecnologia aperta è quello del Kerala, lo Stato dell'India che esporta sviluppatori software in tutto il mondo. In questo Stato la diffusione dell'open source nasce dal rifiuto di essere considerati programmatori di serie B, indegni di conoscere il codice sorgente di software nati in altre zone del mondo.

Il libro si chiude con l'auspicio di una "società civile telematica" internazionale che sappia autogovernare la Rete ed orientala verso i suoi valori più autentici di condivisione, apertura, gratuità.

Scheda
Titolo: La sindrome del computer arrugginito.
Sottotitolo: Nuove tecnologie nel Sud del modo tra sviluppo umano e globalizzazione
Autore: GianMarco Schiesaro
Editore: Sei-Società Editrice Internazionale
Costo: 10 euro

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

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