Italia Online licenzia 400 lavoratori e chiude la sede di Torino

Altri 241 dipendenti verranno trasferiti a Milano.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-03-2018]

iol

Con la comunicazione repentina di un pesante piano di licenziamenti, sembra calare il sipario su una delle prime realtà di quella che la net economy italiana. L'articolo continua qui sotto.

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Italia Online (Iol), che nel tempo oltre al portale Libero.it ha assorbito le attività di Matrix-Virgilio e si è fusa con Seat-Pagine Gialle, fino a una decina di anni fa era una delle aziende top della Borsa italiana.

Oggi arrivano 400 licenziamenti, la chiusura della sede storica di Pagine Gialle a Torino dove e' nata la Seat, 241 trasferimenti a Milano e la chiusura di tutte le altre sedi territoriali.

Un centinaio di lavoratori hanno manifestato in piazza degli Affari a Milano davanti alla Borsa nei giorni scorsi; Cgil, Cisl e Uil rimproverano all'azienda di essersi finora sottratta a ogni forma di confronto interno e con le istituzioni locali.

I licenziamenti arrivano dopo quasi un anno di regime di cassa integrazione, che avrebbe dovuto scadere a giugno, e dopo aver utilizzato tutti i pensionamenti anticipati che tuttora Seat può garantire ai suoi dipendenti grazie alla legge sulle aziende editoriali.

La vicenda di Italia Online arriva dopo che Seat-Pagine Gialle in passato, prima di essere rilevata da Iol stessa, fu letteralmente saccheggiata da ben due Opa promosse da fondi speculativi che sono state anche oggetto in parte di indagini e processi della magistratura.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (2)

In genere la finanza d'assalto non fa certo troppo bene alle aziende. Il modello economico/industriale attuale risulta essere sempre più malato e volto alla precarietà.
24-3-2018 15:30

Sembra che almeno per ora il rischio sia scongiurato! speriamo bene!
22-3-2018 18:25

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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