I padroni del display

Cosa sta accadendo nel mondo della telefonia mobile, che sta diventando parte integrante dell'industria dei media.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-12-2003]

L'Italia è il Paese dei cellulari? Non c'è dubbio su questo: per penetrazione di questo mezzo di comunicazione fra la popolazione, nessuna fascia sociale e generazionale esclusa, non abbiamo paragoni nel resto del momdo occidentale.

Non produciamo terminali come la Finlandia, la Germania, l'Estremo Oriente ma abbiamo i gestori mobili più forti del mondo: l'italiana Tim che allunga le mani sull'America Latina, la filiale italiana Vodafone (ex Omnitel) che da sola riesce a salvare i bilanci del suo Gruppo globale.

L'Italia dove la stessa H3G sta portando avanti, nello sviluppo dell'Umts, il progetto più impegnativo per volume di investimenti, anche nella comunicazione, e c'è il numero di abbonati Umts più alto attualmente nel mondo è un laboratorio unico per seguire l'evoluzione del telefonino da semplice apparato per comunicare con la voce a mass-media "integrato e convergente" con il quale fotografare ed inviare foto, brevi video, guardare la Tv ed ascoltare la Radio, pagare i parcheggi ma anche usarlo come carta di credito, giocare con i videogame.

In Italia infatti il mercato della telefonia mobile è già saturo e maturo, i ricavi del traffico voce non potranno più aumentare e tutto il business dei gestori mobili si sta orientando e rifocalizzando sui servizi a valore aggiunto, servizi di informazione ed editoriali innanzitutto.

Seguire l'evoluzione del settore, capire quali saranno le linee di tendenza che metteranno in movimento milioni di euro, e faranno nascere nuove professionalità e nuove realtà imprenditoriali nel settore dell'informazione e dei servizi wireless è quello che si è proposto il giornalista Stefano Betti con il suo libro, che è anche un sito web: I Padroni del display, pubblicato da Apogeo.

Stefano Betti, che è anche docente di "Teorie e Tecniche dei nuovi media" presso l'Università degli Studi del Molise, è stato caposervizio al quotidiano PuntoCom dove ha seguito quotidianamente le vicende di quello che definisce il display: il display degli MMS, dei videogame, il display che serve per pagare, come lo definisce in tanti capitoli del suo saggio.

Nel libro vengono trattate molto questioni scottanti: la vicenda dei diritti del calcio sui telefonini che ha tirato in ballo il diritto di cronaca e i suoi confini, per la trasmissione dei gol, appunto sul display, oltreche una montagna di miliardi. Le vicende della prima campagna elettorale, quella del 2001, combattuta anche a colpi di Sms.

Vengono presi in considerazione anche aspetti meno conosciuti ma non meno importanti e strategici: se nel boom dell'Sms era normale che un Sms di informazione o di intrattenimento pagato, una sola e prima volta, dal cliente al suo gestore passasse poi inviato da un telefonino all'altro a migliaia di altri clienti, gratuitamente, questo non è possibile con gli MMS fatti di immagini oltre che di parole.

Gli MMS provenienti da numeri di servizio dei gestori non possono, nei nuovi telefonini, essere girati da un telefonino all'altro a scapito degli introiti di chi li realizza, e a difesa del copyright, mentre di per sé il gestore della rete ci guadagnerebbe comunque.

Sull'informazione via cellulare c'è dunque una partita in atto: gestori di rete, produttori di terminali e di sftware, produttori di contenuti, una "partita sul display" che sarà probabilmente la "partita dell'informazione del futuro".

Scheda
Titolo: I Padroni del display
Autore: Stefano Betti
Editore: Apogeo
Prezzo: 13 Euro

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Pier Luigi Tolardo

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