Indagine su prodotti illegali, algoritmi e design che crea dipendenza.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-02-2026]

L'Unione Europea ha aperto un'indagine formale nei confronti del noto portale di ecommerce Shein; la Commissione ha attivato il procedimento nell'ambito del Digital Services Act, concentrandosi su tre aree critiche da verificare: la vendita di prodotti illegali, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e un design ritenuto in grado di generare dipendenza negli utenti.
L'indagine nasce dopo tre richieste di informazioni inviate a Shein tra il 2024 e il 2025, alle quali si sono aggiunti i contributi di terze parti che hanno segnalato presunte violazioni. Le autorità europee intendono verificare se la piattaforma abbia adottato misure adeguate per impedire la circolazione di prodotti vietati nel mercato unico, inclusi articoli che potrebbero costituire materiale di abuso sessuale su minori, come bambole sessuali con sembianze infantili. Il procedimento riguarda anche il funzionamento degli algoritmi di raccomandazione, accusati di operare con scarsa trasparenza. La Commissione vuole accertare se i meccanismi che suggeriscono prodotti agli utenti rispettino gli obblighi di chiarezza previsti dal DSA, che impone alle piattaforme di spiegare in modo comprensibile i criteri utilizzati per personalizzare l'esperienza d'acquisto.
Un altro elemento dell'indagine è il design dell'app e del sito, ritenuto potenzialmente in grado di creare dipendenza. Le autorità europee intendono valutare se funzionalità come i sistemi di punti, ricompense, notifiche e dinamiche di gamification possano influenzare in modo eccessivo il comportamento degli utenti, soprattutto dei più giovani. La Francia aveva già sollevato il problema nel novembre 2025, chiedendo alla Commissione di intervenire per arginare la vendita di prodotti illegali sulla piattaforma. L'iniziativa francese ha contribuito ad accelerare l'apertura del procedimento europeo, che ora assume carattere prioritario.
Shein ha dichiarato di voler collaborare pienamente con le autorità e di aver già implementato misure aggiuntive per migliorare i controlli sui prodotti e la trasparenza dei sistemi di raccomandazione. Tuttavia la Commissione valuterà se tali interventi siano sufficienti e se siano stati applicati in modo coerente in tutti gli Stati membri. L'indagine si inserisce in un contesto più ampio di rafforzamento della vigilanza sulle piattaforme digitali di grandi dimensioni. Il DSA prevede obblighi stringenti per le cosiddette Very Large Online Platforms (VLOP), categoria nella quale rientra anche Shein, imponendo verifiche indipendenti, valutazioni dei rischi sistemici e maggiore responsabilità nella moderazione dei contenuti.
Uno dei punti più delicati riguarda la vendita di prodotti illegali. Le autorità europee intendono verificare se Shein abbia implementato sistemi efficaci per identificare e rimuovere articoli vietati, e se abbia risposto tempestivamente alle segnalazioni ricevute. La presenza di bambole sessuali con caratteristiche infantili è considerata una violazione particolarmente grave, con possibili implicazioni penali oltre che amministrative. Parallelamente l'indagine analizzerà il potenziale impatto del design dell'app sul benessere degli utenti. Le piattaforme di e‑commerce sono sempre più basate su meccanismi di che possono incentivare acquisti impulsivi o un uso prolungato dell'app. La Commissione vuole stabilire se tali pratiche rientrino nelle pratiche vietate dal DSA.
Il procedimento potrebbe portare a sanzioni significative. In caso di violazioni confermate, il DSA prevede multe fino al 6% del fatturato globale della piattaforma, oltre alla possibilità di imporre misure correttive o, nei casi più gravi, limitazioni operative nel mercato europeo. L'esito dell'indagine avrà implicazioni rilevanti non solo per Shein, ma per l'intero settore dell'e‑commerce. Le piattaforme dovranno dimostrare di essere in grado di controllare efficacemente i prodotti venduti, garantire trasparenza algoritmica e adottare interfacce che non sfruttino vulnerabilità comportamentali degli utenti.
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