[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-01-2026]

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AGCOM multa Cloudflare per 14 milioni di euro: non ha bloccato i siti pirata
Cloudflare non ha preso bene la multa da oltre 14 milioni di euro impostale dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). La sanzione è arrivata il rifiuto della società di bloccare l'accesso a siti accusati di pirateria attraverso il suo servizio DNS pubblico. AGCOM ha motivato la sanzione con la mancata adesione alle disposizioni del Piracy Shield, il sistema introdotto nel 2023 per contrastare la diffusione di contenuti pirata, in particolare gli eventi sportivi trasmessi illegalmente. Il Piracy Shield opera attraverso un meccanismo di blocco degli IP gestito da un consorzio di operatori italiani, che richiede a provider come Cloudflare di impedire l'accesso a domini segnalati come pirata.
Cloudflare ha contestato l'ordine sostenendo che il suo DNS, utilizzato da milioni di utenti in tutto il mondo, non può essere soggetto a regolamentazioni nazionali che abbiano effetto sul traffico internazionale. Il CEO Matthew Prince ha espresso pubblicamente la sua opposizione in una nota diffusa sui social media, affermando che l'Italia non ha il diritto di regolare ciò che è permesso su Internet al di fuori dei suoi confini. Prince ha citato Elon Musk, concordando con le sue posizioni su questioni simili di libertà online; ha anche evidenziato i rischi di censura e mancanza di trasparenza nel sistema italiano.
Prince ha minacciato il ritiro dei server dall'Italia: una tale mossa riguarderebbe infrastrutture presenti in numerose città italiane che gestiscono circa 200 miliardi di query giornaliere. Se la minaccia diventasse realtà, potrebbero nascere ritardi nel traffico web per gli utenti italiani e internazionali, con potenziali danni collaterali a siti legittimi che condividono gli stessi IP. Un ulteriore aspetto critico emerso è il legame con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, per le quali Cloudflare fornisce servizi di protezione contro attacchi informatici, simili a quelli offerti per i Giochi di Parigi 2024.
In passato Cloudflare ha già intentato azioni legali contro precedenti decisioni, vincendo in alcuni casi per eccesso di giurisdizione. La decisione è stata presa in base al regolamento europeo che permette sanzioni proporzionali al fatturato per le violazioni anti-pirateria. Cloudflare ha dichiarato che combatterà la multa in tribunale, argomentando che il Piracy Shield causa blocchi indiscriminati e viola i principi di neutralità della rete.
In Italia il dibattito si sta estendendo al bilanciamento tra protezione del diritto d'autore e libertà di accesso online. Il Sole 24 Ore ha sottolineato che la multa è la più alta mai imposta da AGCOM per violazioni anti-pirateria, superando precedenti sanzioni a provider minori. Cloudflare gestisce oltre il 10% del traffico internet mondiale: la sua posizione ha un'importanza strategica per l'economia digitale italiana, come hanno mostrato anche i recenti disservizi.
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